Regenesi tra i campioni italiani dell’economia circolare

Data pubblicazione: 15/03/2018

Regenesi, azienda bolognese guidata da Maria Silvia Pazzi (nella foto in alto), vera pioniera nel concepire borse e accessori costruiti sui valori dellasostenibilità, è stata selezionata fra le “100 Italian Circular EconomyStories”, le cento realtà italiane protagoniste di un nuovo modello di economia e società e raccontate in uno studio promosso da Enel con Fondazione Symbola per mettere inluce tutte le buone pratiche di economia circolare e presentata a Romadall’amministratore delegato e direttore generale di Enel, Francesco Starace, edal presidente di Symbola, Ermete Realacci.

Una mappatura più che mai fedele e puntuale delle eccellenze italiane siano esse imprese, centri di ricerca oorganizzazioni del terzo settore. La maggiore efficienza che caratterizza isoggetti censiti si traduce per il nostro Paese in minori costi produttivi, minore dipendenza dall’estero per le risorse, maggiore competitività e innovazione, che intreccia anche le tecnologie dell’Industria 4.0.

Tra i grandi Paesi europei, come certifica Eurostat, l’Italia risulta essere con la quota maggiore di materia circolare (materia prima seconda) impiegata dal sistema produttivo: quasi un quinto del totale (18,5%), ben davanti alla Germania (10,7%) unico Paese più forte di noi nella manifattura.

“L’economia circolare permette di creare nuovi modelli di business che integrano innovazione e sostenibilità come scelta strategica di competitività", afferma Francesco Starace. "Il rapporto presentato oggi dimostra che tra le 100 eccellenze dell’economia circolare in Italia non ci sono solo grandi imprese, ma anche piccole e medie realtà, istituzioni, associazioni, cooperative che hanno avuto la capacità di anticipare i tempi e di adottare pratiche e processi industriali virtuosi, sottolineando la competitività del sistema italiano anche in ambito internazionale e contribuendo alla lotta ai cambiamenti climatici”.

“Le cento eccellenze di questo rapporto", sottolinea Ermete Realacci, "descrivono un Paese che, nonostante i tanti problemi e ritardi, ha esperienze avanzate su temi cruciali come la sostenibilità ambientale, la gestione della scarsità delle risorse e il contrasto ai cambiamenti climatici. Il recupero dei materiali ci fa risparmiare energia primaria per oltre 17 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio all’anno, ed emissioni per circa 60 milioni di tonnellate di CO2. E questo contribuisce a rendere più efficiente e competitiva la nostra economia. Queste cento storie ci raccontano di un’Italia che fa l’Italia e innova senza perdere la propria anima”.

La presenza di Regenesi fra le "100 Italian Circular Economy Stories", nella categoria Abbigliamento e accessori assieme a grandi marchi della moda italiana, è un attestato importante con il quale festeggiare i suoi primi dieci anni di attività ed essere riconosciuta la prima nel settore design e fashion a credere e a puntare tutto sul design sostenibile quando era ancora poco conosciuto e diffuso in Italia.

Regenesi fin dai suoi esordi, nel 2008, ha tenacemente lavorato e investito per creare oggetti e accessori moda sofisticati, eleganti e dal ciclo di vita più lungo grazie alla loro progettazione. I materiali impiegati sono solo frutto delle più avanzate ricerche di rigenerazione degli scarti di produzione per ricavarne nuovi e ancora più belli e dalle texture sempre più raffinate.

"Sono felice che Regenesi sia una delle case-history selezionate per il nuovo rapporto Enel e Fondazione Symbola", dichiara Maria Silvia Pazzi. "Ho creduto in tempi ancora poco maturi che il rigenerare i materiali sarebbe diventato un must per il consumatore. Oggi, dopo quasi dieci anni di tenace lavoro, posso affermare che il mercato è pronto a riconoscere collezioni che, rinascendo da altre storie e impieghi, trasmettono più bellezza e rispetto".