Premio Mascagni

  1. SETTIMA EDIZIONE

    Pelliconi vince il Premio “Paolo Mascagni” 2018

    Si è tenuta venerdì 9 novembre la cerimonia di premiazione del Premio "Paolo Mascagni" 2018, settima edizione del riconoscimento istituito da Confindustria Emilia, in collaborazione con il Resto del Carlino, in memoria dell’imprenditore Paolo Mascagni e dedicato alle “imprese che crescono”.

  2. PREMIO MASCAGNI

    Air-Tec System: “La polvere non ha segreti”

    Che cosa hanno in comune gli esplosivi, il vetro, la ceramica, i farmaci e i microchip? La risposta è semplice: sono polveri. E Rodolfo Albini, amministratore unico e fondatore dell’azienda di Calderara di Reno, ha trovato le tecniche più efficaci per movimentare tutti i prodotti allo stato polveroso: tubi e aria compressa. “Il procedimento è semplice anche se il settore è poco battuto”, spiega Albini, “e la mia idea, nata 25 anni fa, ha il pregio della possibilità di applicazione a una varietà di fatto infinita di produzioni”

  3. PREMIO MASCAGNI

    Con Ophera alla ricerca di nuovi farmaci

    Essere pionieri nella ricerca su Botanicals originali con l'obiettivo di trasformarli in dispositivi medici, cosmetici o materiali innovativi, fino ad arrivare al Bioprinting della pelle in 3D. L'amministratore Luisa Pecorari racconta Ophera, la società che fa capo a un team di ricercatori con l'obiettivo di integrare e potenziare le applicazioni della biologia molecolare e della biotecnologia avanzata, per realizzare progetti e prodotti innovativi da sviluppare in alleanza con partner scientifici e commerciali.

  4. PREMIO MASCAGNI

    Attrezzi agricoli: Ferri, passione di famiglia

    L’ultimo nato in casa Ferri si chiama Icut, un elegante trattorino, con tanto di cingoli, che in realtà è un porta attrezzi radiocomandato capace di gestire la manutenzione di argini e scarpate, a cominciare dallo sfalcio. Il perfetto esempio di cosa sia l’azienda di Tamara, fra Copparo e Ferrara: le radici nel passato (è stata fondata nel 1844) ma tutte le energie rivolte al futuro. Gisella Ferri è la titolare insieme al fratello Sandro e rappresentano la quinta generazione di questa famiglia, mentre la sesta è già pienamente in campo.

  5. PREMIO MASCAGNI

    MindIT, "Così prevediamo i guasti"

    Dalle aule universitarie a ingranaggio nevralgico della manifattura bolognese, con tutta la fierezza di chi ama definirsi ‘nerd’. Sono pur sempre giovani ingegneri informatici sfornati dalla fucina di Alma Mater, del resto, i ragazzi che lavorano in MindIT, la startup che, dalla sede condivisa di Alma Cube, si è ormai ritagliata un ruolo importante nel settore della manutenzione predittiva, fra clienti di rilievo e numeri in ascesa.

  6. PREMIO MASCAGNI

    Lagos, gli artigiani della gomma

    Conserva la memoria, prima ancora di organizzare il lavoro, il piccolo ufficio della Lagos Srl di Pontecchio Marconi, affacciata da 50 anni sull’autostrada che porta a Firenze e polo di eccellenza nella produzione di articoli in gomma per le lavorazioni industriali. Dietro ai decenni di sudore e competenza, come spesso accade nella nostra città, c’è la passione di una famiglia, i Gennasi, con il nipote del fondatore, Davide, e sua madre, Maria Rosa Strocchi, a tenere alta la bandiera di casa.

  7. PREMIO MASCAGNI

    La rinascita del salumificio Mec Palmieri

    Il terremoto che nel 2012 devastò l’Emilia abbattendosi su decine di capannoni industriali fece crollare il cuore produttivo della loro azienda: un danno enorme, 14 milioni di euro. I Palmieri, storici produttori di salumi di San Prospero, arrivati alla terza generazione, non si sono persi d’animo. Il salumificio Mec Palmieri spa, specializzato nella produzione di mortadella, zampone, cotechino e stinco, non solo si è risollevato con le proprie forze (fisiche ed economiche) ma negli anni ha aumentato il fatturato arrivando a poco più di 28 milioni nel 2017. 

  8. PREMIO MASCAGNI

    Stamperia Marra, l'innovazione è di famiglia

    Si respira aria di famiglia in questo polo di stampa, laminatura e decorazione di capi d’abbigliamento e accessori moda fondato nel lontano 1974 a Zola Predosa, patrimonio di due giovani imprenditori come Simone e Massimo Marra, informali nei modi ma sempre concentrati sul lavoro, che si stanno guadagnando con il sudore della fronte l’eredità quasi cinquantennale dei genitori. "Dopo il lungo apprendistato sotto l’occhio vigile di nostro padre Roberto, che con l’aiuto di nostra madre ha messo in piedi la fabbrica e ha affrontato decenni di rivoluzioni tecniche e e commerciali, l’ora è arrivata", spiega Simone Marra. "Da gennaio, con la loro pensione, i titolari diventeremo noi".

  9. PREMIO MASCAGNI

    Molini Pivetti: “La farina è una missione”

    Cinque generazioni. Molini Pivetti, che ha sede a Renazzo (Fe), è una realtà consolidata, a cavallo fra tradizione e futuro, con le radici ben piantate nella quotidianità. Alberto Pivetti e i tre figli Gianluca, Silvia e Paola ne hanno macinata tanta di strada in questi anni. Forti dei numeri di un'azienda storicamente sana, capace di adeguarsi alla realtà di un mercato che sta evolvendo ma anche alle tecnologie che nel frattempo sono pronte a stravolgere gli scenari.

  10. PREMIO MASCAGNI

    Ar-co Chimica: “Da noi l'igiene è su misura”

    È possibile fare mercato in modo diverso? La risposta se la diede nel 2012 Luca Cocconi, ad di Ar-Co Chimica, con sede a Cavezzo, che quest’anno festeggia i 25 anni di attività da leader nel campo dei prodotti per la pulizia e sanificazioni industriali. Inventando le prime app per la vendita del prodotto a consumo. “Un po' come prendere l'auto a noleggio: l'obiettivo è offrire al mercato una linea di prodotti in monodose, che unita a un sistema di calcolo permette un diverso utilizzo dei detergenti chimici. Il 'pulito su misura' per hotel, alberghi internazionali, industrie, case di cura, ospedali”.

  11. PREMIO MASCAGNI

    Tecno-Plast, plastica d'avanguardia

    La plastica negli ultimi decenni, nell'era dei polimeri complessi, ha trovato in provincia di Bologna una nicchia nella quale convivono tecnologia, efficienza e umanità. Il merito, nella fucina di ingegni imprenditoriali che prospera all'ombra delle Due Torri, è di capitani d'impresa come Abdon Paselli, titolare della Tecno-Plast di Sala Bolognese e fiero interprete di una ricetta che ha consentito alla sua azienda di sopravvivere alla crisi, attraverso un mix di innovazione e amore per la propria terra.

  12. PREMIO MASCAGNI

    L'innovazione di Dlabmed: la risonanza del futuro

    Dlabmed è un centro medico privato nato a Bologna nel 2015 a partire da un'idea ambiziosa: sviluppare la risonanza magnetica del futuro non più con il paziente immobile, ma in movimento e in piedi. A distanza di tre anni, «la missione può dirsi compiuta» spiegano i soci ma la mission è tutt’altro che esaurita, con ulteriori progetti da realizzare.

  13. PREMIO MASCAGNI

    Berma Macchine: "Lasciamo sempre il segno"

    La personalizzazione più importante è quella dei prodotti. Ma non è l’unica. Appena si varca la porta di ingresso della Berma Macchine a Budrio, si notano una moto e una marcatrice meccanica. La moto è un’Aprilia del 1988: le due ruote sono la grande passione di Fabrizio Bergamini, il Ceo dell’azienda. La marcatrice è la prima ‘creatura’ della realtà bolognese.

  14. PREMIO MASCAGNI

    Cablotech, da un garage al mondo con i cablaggi elettrici

    Tutto è cominciato in un garage a Osteria Grande. “Piccolino e ovviamente scomodo”, scherzano Valter e Massimiliano Golfieri, padre e figlio, da sempre compagni di viaggio in Cablotech. Insieme, hanno creato l'azienda e oggi ne sono rispettivamente general manager e responsabile della produzione. “L'idea ci è venuta nel 1993, che fu un anno di crisi. Volevamo creare una startup che potesse competere nel settore dei cablaggi”. La missione può dirsi compiuta, se si considera che quella che allora era una startup oggi è un'azienda affermata che fattura più di 5 milioni di euro con prospettive di crescita anche sui mercati internazionali.

  15. PREMIO MASCAGNI

    Energy Way, che numeri

    "Tra due o tre anni vorremmo diventare un punto di riferimento in Italia nel data management. Si può fare": a parlare è Fabio Ferrari, una massa di ricci, tanto entusiasmo e, come spiega lui stesso, un forte "intuito matematico" che l'ha spinto a imbarcarsi in questa avventura. Cioè Energy Way, una delle imprese più innovative nate sotto la Ghirlandina. "Quattro anni fa ho lasciato il posto da ricercatore che avevo all'università. Ma penso che per arrivare a Energy Way siano stati determinanti la musica, la passione per la matematica e la curiosità".

  16. PREMIO MASCAGNI

    Faist Light Metals, stampi da eccellenza

    Un centro di eccellenza per gli stampi: Faist Light Metals, di Calderara di Reno, dal 1987 produce stampi per la produzione di parti in alluminio destinate in particolare ai settori automotive e telecomunicazione. L’integrazione con una multinazionale nel 2016 ha contribuito alla crescita già in atto dell’azienda: nel 2017 la crescita del fatturato ha toccato quota + 52%.

  17. PREMIO MASCAGNI

    Jungheinrich Italiana, logistica a suon di record

    Imprenditorialtà, orientamento al risultato, responsabilità, passione. La Jungheinrich li ha chiamati ingredienti della crescita. Sul piatto il gruppo aveva posto nel 2015 un obiettivo estremamente ambizioso: quasi raddoppiare il fatturato entro il 2020. "Obiettivo già raggiunto e superato in Italia" spiega Claudio Bettocchi, direttore della filiale di Jungheinrich Italiana, a Imola, costola della multinazionale tedesca leader nella logistica di magazzino. "E anche noi qui siamo in linea con quei trend di crescita" ammette.

  18. PREMIO MASCAGNI

    Lastre sottili, Panariagroup al top

    “Negli anni ’70, quando il costo del petrolio era particolarmente gravoso, siamo stati tra i primi a introdurre un’accelerazione di processo e quindi un risparmio energetico avviando la monocottura invece della bicottura nella produzione della piastrella ceramica”. Emilio Mussini, presidente di Panariagroup, ripercorre la storia dell’azienda fondata nel 1974 dal padre Giuliano insieme ad alcuni tra i suoi fratelli.

  19. PREMIO MASCAGNI

    Elenos, il futuro è in provincia

    Nata nel 1977, l’azienda di Poggio Renatico è leader di un mercato particolarissimo quanto rilevante: il broadcasting radiofonico e televisivo. Il sogno è quello di creare la ’Reno Valley’. A fianco del fondatore Leonardo Busi, opera il figlio Gianluca responsabile marketing ma anche fondatore della 22Hbg, un’azienda del gruppo di assoluta avanguardia. “Produciamo trasmettitori per radio e tv. Ne abbiamo installati più di quarantamila nel mondo, in un centinaio di Paesi, dove rimarranno a lungo, diciamo trenta o quarant’anni: dagli Usa alla Svezia, dal Mozambico al Kenya, ovunque”.

  20. PREMIO MASCAGNI

    Trem, al timone da mezzo secolo

    Franco Marzaduri ha 87 anni. La sua azienda, la Trem, da lui stesso fondata, di anni ne ha da poco compiuti 50. Marzaduri è un imprenditore dallo sguardo lungo, abituato a pensare al futuro. Il progressivo sviluppo dell'azienda è, oggi, frutto dell'attività dei tre reparti produttivi: la Trem vanta un catalogo costituito da una decina di migliaia di articoli, il settore nautico fa da padrone impegnando circa l'80% della produzione, ma sono presenti anche prodotti destinati ai settori camping e auto.

  21. PREMIO MASCAGNI

    Poli, dal 1963 i sarti della saldatura

    L'atmosfera alla Poli è familiare, nel senso che in questa azienda dalla spiccata specializzazione, con una storia di 55 anni alle spalle, internazionale, la centralità del buon rapporto umano non si è mai smarrita. E in effetti la realtà di Castel Maggiore è anche questo, una famiglia. Nella sostanza, prima di tutto, perché la storia dell'azienda, partner tecnico di riferimento per saldature di alta precisione e componentistica meccanica speciale, è legata a quella dei Poli: di Dante che l'ha fondata nel l963 e oggi di Claudia, sua figlia, direttore generale e manager che la sta conducendo nei mercati internazionali.

  22. PREMIO MASCAGNI

    Vetimec, "I nostri stampi nel mondo"

    Sono i dettagli a fare la differenza: Vetimec, che progetta e realizza stampi in acciaio, ne può essere considerata a tutti gli effetti specialista. Nel 2017 ha raddoppiato il fatturato del 2009: “Non c’è un segreto”, spiega Anna Maria Finguerra, presidente dell’azienda bolognese. “C’è un gruppo di persone che lavora facendo tesoro degli insegnamenti di chi ha creato quest’azienda e di chi l’ha resa grande. È cambiato il mondo, dagli anni Sessanta a oggi, ed è cambiato anche il nostro prodotto. Dai primi modelli in legno siamo passati a stampi che sono vere sculture informatiche. La partnership con i nostri clienti è strettissima, con loro abbiamo un rapporto di reciproca fiducia: è questo il valore aggiunto”.

  23. PREMIO MASCAGNI

    Lab Id, innovatori da Mondiali

    “Quando siamo partiti, il nostro prodotto era innovativo, forse troppo: l'avvio è stato lento, ma ora stiamo raccogliendo i frutti di quel lavoro”: Giovanni Codegoni è il direttore commerciale di Lab Id. L'azienda, del gruppo Ornr, è leader europeo nella produzione e fornitura di tag Rfid (radio frequency identification) e di soluzioni innovative basate su questa tecnologia. “L’identificazione attraverso radiofrequenze è più rapido e preciso del codice a barre: in pratica, un oggetto è accompagnato da un chip che viene 'letto' in questo modo. Esempi? I biglietti per i grandi eventi, la cui validità è spesso riconosciuta in questo modo, o la tecnologia Nfc per il pagamento con lo smartphone, che arriva proprio dalla Rfid. Nei biglietti per i Mondiali in Russia c’è la nostra tecnologia”.

  24. PREMIO MASCAGNI

    Felisi, l'eleganza in borsetta

    Chi ha detto che le migliori aziende del comparto cuoio-pellami debbano essere toscane? La Felìsi (ferrarese doc) è la prova che esistono eccezioni. E che eccezioni. Anna Felloni, la titolare, ha portato l’azienda ai vertici del settore a livello internazionale. Una donna sola al comando, con capacità, coraggio e grinta. E accanto a lei una squadra, due nipoti in particolare, all'altezza. Grazie all'originalità, alla qualità e al gusto unico delle borse e degli accessori ha conquistato vari Paesi del mondo, in particolare il Giappone.

  25. PREMIO MASCAGNI

    Stefano Nanni, Sitma Machinery: “La crisi si combatte con le idee”

    Nello stabilimento della Sitma Machinery di Spilamberto campeggiano due colori: il grigio e il rosso, l’intreccio tra le idee e la passione che spiega come l'azienda abbia potuto reggere l'urto della crisi. Come è nata l’impresa? «Tre soci decisero di investire nel packaging dell’agroalimentare”, spiega l’ad Stefano Nanni. La vera svolta arrivò nel 1970 da un'intuizione, l'esigenza di ricoprire con un film scuro le riviste pornografiche da esporre nelle edicole. Fu il primo passo verso il packaging grafico-editoriale, che portò la Sitma tra i leader mondiali del settore con clienti come 'Time', 'National Geographic', 'Il Sole 24 Ore' e ‘Qn’. Negli ultimi dieci anni, dopo un concordato in continuità, ci siamo riorganizzati, cercando nuove nicchie di mercato, ed abbiamo cambiato l'approccio; ora più manageriale”.

  26. PREMIO MASCAGNI

    Flaviano Fabbri (Knott Italia): “Da noi non ci si annoia”

    Tante donne in fabbrica alla Knott di Pianoro, molti giovani e un'unica prescrizione: ogni quattro ore al massimo si cambia mansione. A scelta, purché non sia la stessa di prima. È la filosofia industriale di Flaviano Fabbri, 75 anni, fondatore nel l982 della Knott Italia, consociata della multinazionale tedesca leader nel settore dei sistemi frenanti per mezzi speciali. Fabbri ha iniziato come rappresentante in Italia dei prodotti tedeschi, per poi creare a Pianoro la prima consociata estera. “Ho conquistato la loro fiducia. Parlando tedesco, appreso in Germania con un apprendistato della scuola che frequentavo. Mi tornò utile perché mi proposero di lavorare per loro”.

  27. PREMIO MASCAGNI

    Acetum, leader del balsamico

    Dall'aceto denso, maggiormente invecchiato, a quello più liquido passando per la glassa ideata nel 2000, con tanto di brevetto europeo, l'azienda Acetum è sempre stata un passo avanti rispetto al mercato. Il settore dell'aceto balsamico nasce intorno agli anni '80 e Acetum registra la sua data di nascita nel '91. “Avevo 22 anni”, racconta Marco Bombarda, amministratore delegato, “quando io e Cesare Mazzetti decidiamo di fare società per produrre a Motta di Cavezzo, dove la mia famiglia aveva acquistato lo stabilimento dell'ex Cantina Sociale, l'aceto balsamico di Modena. Abbiamo saputo interpretare al meglio le esigenze del mercato mondiale e dei consumatori, portando avanti idee innovative sia in termini di presentazione sia di qualità".

  28. PREMIO MASCAGNI

    Window Automation Industry, qualità al giusto costo

    Quando la multinazionale francese Somfy, tra il 1996 e il 1997 decise di accaparrarsi la Asa di San Pietro in Casale - motori tubolari per finestre automatiche- e la Mingardi di Zola- attuatori lineari per l'apertura di finestre e altre applicazioni industriali -lo fece nel primo caso per conquistare un temibile concorrente e nel secondo per aprirsi a un mercato nuovo, partendo da un'azienda da 30 anni di storia. Poi arrivò la crisi. “Le due aziende, che nel 2004 avevano vita a Window Automation lndustry, erano già state raggruppate nel nuovo stabilimento Asa di Galliera”, spiega Massimiliano Marzo, direttore generale, “dove abbiamo sede oggi. La proprietà francese stava completando il secondo durissimo piano di ristrutturazione”. “Le persone erano demoralizzate per un futuro che sembrava nerissimo, in cui fare progetti per il futuro appariva molto complicato. Ma fu proprio nel gruppo Somfy che trovammo le risorse per ripartire”.

  29. PREMIO MASCAGNI

    Labanti e Nanni, l'innovazione della cartotecnica: «ll segreto è la confezione»

    “La bottega”. La chiama ancora così Antonio Bonacini, presidente della Labanti e Nanni, anche se la sua è ormai un'azienda da 15 milioni di euro e 75 dipendenti. Lo era, effettivamente, quando nacque: una piccola stamperia dalle parti del Pratello, finita poi all'interno del gruppo Fochi. Nel '97 Bonacini, ingegnere meccanico, ha cambiato strada: “Con mio figlio Fabio e un terzo socio, Andrea Fanti, decidemmo di prendere il controllo della Labanti e Nanni e lanciarci in questa avventura. Ci affascinò l'idea di tentare un'avventura imprenditoriale in proprio. Decidemmo di aprirci alla cartotecnica, acquisendo un'azienda del settore e una di confezionamento”. I risultati non arrivarono subito, ma con la crisi del 2007: “La crisi colpì molto in fretta il settore della carta. Ma noi, un attimo prima della bufera, avevamo investito pesantemente sulla cartotecnica, a forte valore aggiunto”.

  30. PREMIO MASCAGNI

    Con Effelle Pesca il mare in tavola

    Cozze e vongole, fasolari e cannolicchi, lumachine e ricci, naturalmente ostriche. Da quasi vent'anni, Effelle pesca arricchisce di questi eccellenti prodotti del mare la tavola e, prima ancora, gli scaffali e quindi le cucine delle famiglie ma anche dei ristoranti di mezza Italia. L'obiettivo numero uno è la qualità. L'azienda ha sede a Bosco Mesola, praticamente sulla Romea, a un tiro di schioppo dal ponte sul Po e dal mare, non lontana dall'antica abbazia di Pomposa. È dunque immersa fra ambiente naturale, storia, arte e cultura, compresa quella popolare ben s'intende. Luca Bergamini è il presidente della società, nata all'alba del nuovo secolo e composta da sei soci; ma è sostanzialmente un'impresa familiare costituita dai due famiglie: i Bergamini e i Costantini.

  31. PREMIO MASCAGNI

    Tenenga, la parola magica è “uniti”

    Tenenga nasce da una cena tra amici. Al tavolo Ubaldo Montanari, da 40 anni nel settore dell'identificazione automatica, prima da dipendente poi in proprio. Stesse storie quelle degli altri, ognuno in un settore limitrofo, la cosiddetta filiera.  “Tutti noi, nel nostro piccolo, lottiamo corpo a corpo con le multinazionali. Ci siamo messi 'accordo tra noi, per offrire un servizio chiavi in mano, potendo contare sui pezzettini degli altri amici. E allo stesso tempo siamo in grado di offrire un servizio molto più ampio dei singoli, grazie a una serie di risorse e competenze che una piccola azienda non può coprire. E siamo flessibili come una multinazionale non saprà mai essere. 

  32. PREMIO MASCAGNI

    System, il segreto è anticipare

    Pioniere a 20 anni nella costruzione di macchine serigrafiche per la decorazione delle piastrelle, nel 2000 è stato il primo a intuire che il mondo avrebbe richiesto le grandi lastre per dare vita ad applicazioni di utilizzo inedite per il settore della ceramica. Il segreto di Franco Stefani, fondatore nel 1970 e presidente del Gruppo System di Fiorano, è stato sempre quello di anticipare le richieste del mercato. “A 16 anni ho cominciato a lavorare alla Marazzi. Mi cimentavo per hobby negli esperimenti della rivista elettrotecnica Sistema Pratico e in quegli anni ho intuito che si potevano applicare i sistemi elettronici all'automazione” Quali sono le nuove frontiere della ceramica? “Sul fronte delle applicazioni abbiamo aperto le strade a settori inediti per la manifattura ceramica, come ad esempio quello dell'arredamento, la possibilità di realizzare arredi per interni ed esterni. Sul piano delle tecniche produttive ho in mente due progetti che stupiranno il mondo”.

  33. PREMIO MASCAGNI

    Vrm: “Puntiamo tutto sul futuro”

    Il motivo per cui Florenzo Vanzetto, all'epoca un manager d'impresa con 25 anni di esperienza, nel2004 ha deciso di lasciare tutto per mettersi in proprio, in fondo è lo stesso per cui ogni mattina viene in azienda, alla Vrm, Zola Predosa e lo stesso, ammette, per cui preferisce lavorare con i giovani: “Facciamo componenti per moto e per auto. Portiamo il nostro contributo in tecnologia al sogno di bellezza e velocità. Un mondo adrenalinico, appassionato, che parla di futuro”.

  34. PREMIO MASCAGNI

    Cbm, da Modena idee hi-tech per i trattori

    “Datemi un attacco a tre punti e vi aggancerò il mondo”: Omero Cornia nel l967, in una Modena che oltre alle auto di lusso fabbricava 'gioielli' della meccanizzazione agricola (dalla Fiat, oggi Cnh, alla Lamborghini, Goldoni, Valpadana), ebbe l'intuizione di produrre componenti per il collegamento dei trattori alle attrezzature agricole. Fondò assieme alla moglie Paola Bergamini la CBM (acronimo di Cornia-Bergamini-Modena) che oggi presiede. A guidare il gruppo sono i figli Enrico, managing director, e Monica Cornia, responsabile del personale di Modena. Enrico Cornia, da dove nacque l'idea di suo padre? “Mia madre Paola era figlia di un imprenditore (Ageo Bergamini) che produceva trattori per aeroporti. Mio padre Omero, guardando il lavoro di suo suocero, ebbe l'intuizione di realizzare componenti per trattori agricoli con l'attacco a tre punti. Il valore aggiunto è stato l'aggancio rapido che rende l'operazione molto semplice, ed evita le impennate e gli sbandamenti laterali del trattore: non occorre che la persona scenda dal trattore, può agganciarlo benissimo dal sedile o dalla cabina».

  35. PREMIO MASCAGNI

    Bio-On, la plastica verde decolla e apre a Castel San Pietro

    Dopo aver creato da zero e portato sul mercato in sei anni con buoni risultati un'azienda di microchip per molti mercati, skipass compresi, Marco Astorri e Guy Cicognani avranno pensato di essere arrivati a destinazione. La loro avventura, invece, non era ancora iniziata. Astorri, com'è che un imprenditore, di punto in bianco vende tutto e fonda Bio-On, una startup di tecnologie per la produzione di bioplastiche? “Un nostro grosso cliente, un giorno ci raccontò il problema di vedere riaffiorare, a neve sciolta, milioni di skypass usati. Così abbiamo capito che la plastica domina le nostre vite da decenni, e che ne siamo schiavi, la usiamo in tutto, dai vestiti alle auto, eppure non riusciamo più a sostenerla. 'Un modo ci dev'essere', pensammo, e ci mettemmo a cercarlo”. L'avete trovato? “Sì, era stato scoperto in Francia cento anni fa: si chiama Pha. Sono i polimeri verdi più verdi che esistano, perché hanno origine dagli scarti alimentari e vengono prodotti da un batterio non modificato geneticamente e non patogeno, senza uso di chimica”.

  36. PREMIO MASCAGNI

    Altea Up, al fianco delle imprese

    Prolifico per Bologna il matrimonio tra la lombarda Altea e la bolognese Reno Sistemi, celebrato nel 2012: nella sede di Casalecchio del gruppo di consulenza informatica e system integration, una volta si era specializzati in Microsoft e adesso anche in tutto il resto. Merito della dote di Altea: una federazione di dodici società gemmate dalla prima per assicurare maggiore specializzazione. Tra queste c'è Altea Up, specializzata in Sap, 280 dipendenti in totale, circa 35 nella sede bolognese, dove è approdata qualche anno fa, subito dopo la nascita.

  37. PREMIO MASCAGNI

    Viro, sicurezza al primo posto

    Facilità d’uso per i proprietari, accesso negato ai ladri: è in questa frase che si racchiude la continua ricerca nel mondo delle serrature, dei lucchetti e delle casseforti. Settore che Viro frequenta dal 1942, da quando a Bologna Vincenzo Rossetti decise, nel bel mezzo della guerra, di fondare la sua azienda. Gianfranco Dondarini entrò in officina nel 1976 e oggi ne è amministratore delegato.

  38. PREMIO MASCAGNI

    Cpc vola e brucia le tappe

    Come lavorare con l'orologio spostato in avanti di alcuni anni, per giocare d'anticipo persino sui desideri dei propri clienti. E questa la speciale normalità della Cpc, azienda modenese che nel settore dell'automotive continua a bruciare le tappe: i lavori di ampliamento allo stabilimento di via del Tirassegno sono partiti e il fatturato cresce a ritmi vertiginosi. Franco Iorio, attuale presidente dell'azienda, fece la sua scommessa quasi trent'anni fa. Scommessa vinta.

  39. PREMIO MASCAGNI

    Della Rovere, prodotti perfetti e di classe

    Chi ha detto che la globalizzazione e l'industria 4.0 debbano passare necessariamente per le megacittà o per i celebrati distretti industriali? Anche a casa nostra, se volete in periferia, fa tappa, infatti, il futuro migliore, quello che inventa, produce, è innovativo, dà lavoro, e crea, alla fine, socialità. Il gruppo Della Rovere, leader nazionale del knitwear, rappresenta tutto questo ed è un nodo, importante, di quella trama fitta, colorata e calda che significa progresso autentico.
    Il principale artefice di questa meraviglia nostrana è un ingegnere elettronico di 54 anni, Gian Luigi Zaina, l'amministratore delegato: una grande competenza, vedute aperte (di più, apertissime), una filosofia professionale e di vita che spiegano senza troppe difficoltà il successo dell'azienda e il perché tutti quanti lo seguano senza battere ciglio.

  40. PREMIO MASCAGNI

    Leonardus, idee brillanti

    Possiamo vederli acquistando un pacchetto di chewing-gum o un prodotto di bellezza. Sono i piccoli adesivi iridescenti, ologrammi, che si trovano su cd audio e video (la garanzia Siae), sul packaging alimentare e cosmetico, sui prodotti del biomedicale e dell'health care, e ancora nel merchandising delle squadre di calcio, sulle griffe del mondo della moda, e più in generale per il brand protection del made in Italy. L'evoluzione delle conosciutissime figurine Panini è in parte contenuta nei prodotti immessi sul mercato nazionale e internazionale dalla Leonardus, fondata da Walter Bergamini a Soliera, che ora è a capo dell'azienda assieme ai figli Alberto ed Andrea.

  41. PREMIO MASCAGNI

    Marchi Impianti, specialisti nel futuro

    Quando Bruno Pasquini entrò per la prima volta nella sede della Marchi Impianti aveva solo 14 anni e il diploma di terza media in tasca. L'azienda era formata da due persone, Mauro Marchi e Giuseppe Ballandi. Sono diventato socio a 21 anni. Quando qualche anno dopo Ballandi lasciò l'azienda, Marchi mi propose di aggiungere il mio nome alla ragione sociale. Non volli: 'Sono cresciuto qui’, dissi, ‘per tutti i clienti sono già parte di quest'azienda'. È ancora così”. E Il futuro di Marchi Impianti? “È dei giovani. Ne abbiamo molti in azienda, e negli uffici. E ci parliamo spesso. Il miracolo è che noi non abbiamo paura di chiedere il loro parere, e loro non hanno paura di dirci cosa secondo andrebbe cambiato. È questa la benzina che dopo tutti questi anni ci permette di andare ancora così veloci”.

  42. PREMIO MASCAGNI

    Alessandro Lupi: "Imprenditori si diventa"

    La storia di Alessandro Lupi, quarant’anni fa, non sarebbe affatto finita sui giornali. Il dipendente di un’azienda con la voglia di mettersi in gioco in prima persona, una banca pronta a fare credito e il vecchio titolare di un’azienda desideroso di passare la mano... sono nate così, tra gli anni ’70 e ’80, gran parte delle storie industriali di successo emiliane.

  43. PREMIO MASCAGNI

    Metalcastello, dalla crisi al successo

    Il panorama montano che si ammira dallo stabilimento della Metalcastello, azienda di ingranaggi di Castel di Casio, fa bene agli occhi ma non certo al business. Se ne lamenta spesso l'ad Stefano Scutigliani. Poi, però, se gli si chiede perché non trasferire tutto, risponde con un sorriso: “Metalcastello non può esistere che qui”. «C'entrano i montanari, nostri dipendenti. Il segreto è un turnover molto basso e graduale, che lasci il tempo alla conoscenza di essere trasmessa. Ma neanche questa ricetta funziona se non la si mescola con il territorio. Abbiamo persone che vivono qui, che conoscono le persone con cui lavorano, che amano ciò che fanno, ci mettono passione, con un attaccamento alla maglia che gli fa rifiutare altre offerte».

  44. PREMIO MASCAGNI

    Dallavalle, moda creativa

    Creatività unita ad uno sguardo lungimirante verso il futuro. Si potrebbe sintetizzare con questi due concetti l'azienda di moda Daniela Dallavalle Spa, nata alla fine degli anni Ottanta nel distretto carpigiano e oggi proiettata nel mondo dopo aver compiuto una evoluzione nella scelta della sede e nelle linee di prodotto. L'azienda, guidata dalla stilista Daniela Dallavalle e dal marito Giuliano Cavaletti, esporta in oltre 40 Paesi nel mondo ma resta saldamente radicata a Carpi.

  45. PREMIO MASCAGNI

    Colorlac, i segreti infiniti dei colori

    Ci sono due atti di coraggio nella vita della Colorlac, l’azienda che produce la materia prima che serve per fare le vernici. Il primo è quando nel 1988 Ottavio Maltoni, tecnico di un'industria del settore, decide di mettersi in proprio, in un capannone di Toscanella. Il secondo è quando suo figlio Gabriele, fresco di laurea in chimica industriale, entra in azienda e si inventa anche ingegnere, per realizzare da sé i laboratori di sintesi che usava all'università. 

  46. PREMIO MASCAGNI

    Elettrodomestici: Bompani, bellezza hi-tech

    Era il 1954 quando a Modena Renzo Bompani fondò la Smalteria Metallurgica Ghirlandina. Un'azienda che presto, sfruttando il boom economico, divenne tra le principali produttrici di elettrodomestici. Poi, dopo aver toccato l'apice, arrivano i primi periodi di crisi, che lentamente ma progressivamente portarono a un bivio: vendere o liquidare tutto. È qui che comincia la favola di Enrico Vento, allora manager dell'azienda, oggi amministratore delegato di Bompani Elettrodomestici. “Nel 2013 ero manager alla Bompani e decisi di rilevare l'azienda. Serviva un'idea per rilanciarla. Dopo aver consolidato i mercati in cui eravamo più forti (Dubai e Qatar) abbiamo giocato la nostra carta: puntare sull’italianità dei nostri prodotti”.

  47. PREMIO MASCAGNI

    Coferasta, tra radici e futuro nel segno della frutta

    La storia di Coferasta è di quelle belle e tipiche della provincia migliore, fatte di antiche radici, intuizioni, impegno, innovazione, famiglia, professionalità. Dal 1965, il tutto nel segno della frutta. La morte del padre Gualtiero nel 1980 ha catapultato Alessandro Ludergnani, in azienda, dove ha sperimentato tutte le funzioni, fino ad assumere la carica più importante, quella di massimo esponente e azionista. La sede è ristrutturata ma i due grandi, tradizionali orologi emblemi dell'azienda sono ancora nell'ingresso. “Rappresentano le origini e la continuità. Mi ricordano la nascita dell'azienda: l'idea venne a mio padre osservando le aste in Olanda negli anni '60. Un passato glorioso che ha trovato un'evidente conferma nei nostri punti di forza: la rapidità dei tempi tra la raccolta della frutta, l'assegnazione e la consegna".

  48. PREMIO MASCAGNI

    Pelliconi, da Ozzano tappi a corona per tutte le birre del mondo

    I tappi a corona sono un brevetto statunitense e oggi l'unica azienda a produrli negli Usa è italiana. Anzi, bolognese. La Ditta Angelo Pelliconi, oggi Pelliconi Spa, è nata nel '39 da un piccolo produttore di minuteria metallica che un giorno vide un tappo su una bottiglia americana e volle rifarlo. Marco Checchi, amministratore delegato, terza generazione della famiglia Pelliconi in azienda: fu davvero così facile? «Non troppo, se considera che un acciaio così sottile per farne tappi in Italia a quei tempi era irreperibile». La rimonta oggi è definitiva: siete leader mondiali. Com'è successo? «Abbiamo avuto il vantaggio di avere tanti piccoli clienti fidelizzati, divenuti poi molto importanti con la concentrazione del settore beverage. E çredo che i clienti da sempre apprezzino di noi soprattutto l’affidabilità e  la capacità di innovazione».

  49. PREMIO MASCAGNI

    Regenesi, la bellezza nasce dai rifiuti

    «Perché non trasformiamo i rifiuti in bellezza?». Racconta di averlo pensato Maria Silvia Pazzi nel 2008, in visita a Napoli in un giorno di festa, nel bel mezzo dell'emergenza rifiuti. Non molti avranno pensato che facesse sul serio. «Ma quel giorno - spiega lei - ho capito che, dopo anni al servizio delle imprese come consulente e degli studenti, come docente di economia, era arrivato il momento di passare dalla teoria alla pratica». La Regenesi produce oggetti di design, accessori di moda e oggetti da ufficio «che vendiamo sul nostro sito, negli e-commerce del lusso, negli shop dei principali musei d'Europa. E in alcuni nostri temporary store. In più molto importanti sono le cose che realizziamo in co-marketing con alcuni marchi noti, come Dainese e Lamborghini».

  50. PREMIO MASCAGNI

    Igea: «La nostra tecnologia per combattere i tumori»

    Sono prodotti a Carpi gli unici macchinari esistenti al mondo per trattamenti oncologici sull'uomo attraverso l'elettroporazione. L'innovazione è targata Igea, azienda nata negli anni Ottanta come spin-off universitario e oggi famosa a livello internazionale soprattutto in ambito oncologico grazie alla creazione della tecnologia Cliniporator. A fondare Igea è stato Ruggero Cadossi insieme alla moglie Donata Marazzi.

  51. PREMIO MASCAGNI

    Durim Cillnaku, Gruppo Clima: «Generati dalla crisi»

    «La chiave per attraversare la tempesta della crisi io ce l’avevo. Ma continuavo a dare buoni consigli ad aziende che, non appena giravo l’angolo, ricadevano negli errori di sempre». Così Durim Cillnaku alla fine si è messo in proprio. Partito dall’Albania a 15 anni, poi le superiori a Bari, l’universitàa Bologna, il tirocinio da commercialista, il successo da consulente aziendale, Cillnaku alla fine è diventato imprenditore. Il Gruppo Clima è nato nell’aprile 2017, anche se le radici del progetto risalgono al 2012. Azienda nuova, radici storiche, visto che alla base c’è l’acquisizione e la fusione di due imprese di installazioni e manutenzioni termoidrauliche, la centese Murtas Tecnologie e la bolognese Angelini Service, presenti sui rispettivi mercati da più di mezzo secolo.

  52. PREMIO MASCAGNI

    Rcm motoscope industriali, innovazione e tecnologia al servizio delle imprese

    È iniziato tutto da un capannone impolverato a Casinalbo, alle porte di Modena, a metà degli anni Sessanta. Oggi la Rcm, azienda specializzata nella produzione di macchine per la pulizia industriale e urbana, ha brillantemente superato il mezzo secolo di storia festeggiato l’anno scorso. Il segreto del successo? «Una famiglia molto unita e un passaggio generazionale che continua a funzionare» spiega Romolo Raimondi, uno dei soci assieme ai fratelli Renzo e Roberto e ai rispettivi figli.

  53. PREMIO MASCAGNI

    Una Vetroresina da serie A nel mercato e nello sport

    Si vedono poco ma ci sono, eccome. E si possono trovare quasi in ogni parte del mondo. Stiamo parlando dei laminati in piano prodotti da Vetroresina, una società nata nel 1969, ubicata in un paesino (Masi San Giacomo) non lontano da Ferrara, che cresce e si consolida di anno in anno. Un successo frutto di un mix fra impegno, ricerca, innovazione, sacrificio, grande intelligenza, pazienza e molto altro ancora.

  54. PREMIO MASCAGNI

    Alberto Vacchi, presidente di Confindustria Emilia, presenta l'edizione 2018 del Mascagni

    Alberto Vacchi, presidente di Confindustria Emilia Area Centro, presenta sulle pagine del Resto del Carlino la nuova veste del “Premio Mascagni – Imprese che crescono”, che da Bologna si è allargato sul territorio. L’edizione 2018 vedrà partecipare anche le imprese associate delle province di Ferrara e di Modena.
    Da febbraio a ottobre, martedì dopo martedì, si succederanno le interviste alle cinquantaquattro imprese sulle pagine locali del Carlino di Bologna, Ferrara e Modena. L’iniziativa si concluderà il 9 novembre con la cerimonia di premiazione e la designazione dell’azienda vincitrice dell’edizione 2018 del Premio Mascagni.

  55. PREMIO MASCAGNI

    «Buone idee per le imprese»: Gellify e l’incontro felice tra aziende e startup innovative

    Prima di tutto: non chiamateli acceleratori di startup. Gellify è molte altre cose, chiariscono Fabio Nalucci e Michele Giordani, rispettivamente ad e managing partner della società nata nel 2016 a Casalecchio. «Siamo una piattaforma di innovazione B2B (sta ‘business to business’, ovvero imprese per le imprese e non per i clienti finali, ndr), che nasce per connettere le aziende tradizionali alle startup innovative. Gellify non incuba le startup, le ‘gellifica’, per intenderci».