Da San Giovanni in Persiceto hanno anticipato la trasformazione della
manifattura, passando dalla distribuzione di tecnologie a un modello di servizi
integrati. Perché oggi il vantaggio competitivo non si gioca soltanto sul
prodotto, ma su tutto ciò che gli ruota attorno. Per FARE INSIEME Giampaolo
Colletti intervista Giuseppe Lodi, Managing Director di BIBUS Italia
di Giampaolo Colletti
@gpcolletti
Photocredit: Giacomo Maestri e Francesca Aufiero
Per
decenni l’industria ha misurato il proprio valore su ciò che usciva dalla
fabbrica. Qualsiasi cosa fosse. Oggi la partita che si gioca si fa più
complessa e sempre più su ciò che accade prima e dopo. Ecco, si tratta di progettazione
condivisa, logistica, gestione del magazzino, assistenza tecnica, disponibilità
dei ricambi, riduzione dei costi nascosti. È una trasformazione silenziosa ma
profonda che ha cambiato il modo stesso di fare manifattura. Ecco, ora
immaginate un’impresa emiliana che prova a decodificare questa complessità.
Cioè a semplificarla, senza mai banalizzarla.
Identikit
dell’azienda. Siamo a San Giovanni in Persiceto, in
provincia di Bologna, nel cuore della Packaging Valley emiliana e di uno dei
più importanti distretti italiani della meccatronica, dell’automazione e dell’oleodinamica.
A venti chilometri da Bologna la pianura cambia ritmo. I campi lasciano spazio
ai capannoni, i distretti produttivi si susseguono senza soluzione di
continuità e la manifattura diventa linguaggio comune. Lo abbiamo detto altre
volte: siamo in uno dei cuori industriali pulsanti dell’Emilia, terra dove il
saper fare incontra l’innovazione. Qui nasce BIBUS Italia, che ha costruito una
nuova idea di partnership con le imprese. È Giuseppe Lodi a guidare fin dall’inizio
la filiale italiana del gruppo svizzero,
in un mercato ancora dominato dalla logica tradizionale della distribuzione di
componenti. Nel 2012 prende forma un nuovo piano industriale con un obiettivo
preciso: trasferire anche in Italia il modello europeo del gruppo, trasformando
una struttura commerciale in un system integrator capace di accompagnare il
cliente lungo tutto il ciclo di vita del prodotto. «Abbiamo costruito un
approccio centrato sulle esigenze delle Pmi, affiancandole come partner
tecnologico lungo tutto il ciclo di vita del progetto», precisa Giuseppe Lodi,
Managing Director BIBUS Italia. È una visione che oggi chiameremmo servitizzazione,
ma che allora rappresentava quasi una scommessa. Siamo in una terra icona della
manifattura emiliana. Qui lavorano circa quaranta persone, affiancate dalle
filiali di Chivasso e Soresina per servire clienti distribuiti lungo tutta la
penisola. Alle spalle c’è un gruppo internazionale presente in numerosi Paesi
europei ed asiatici, ma la forza dell’organizzazione italiana è sempre stata la
capacità di adattare un modello globale alle esigenze delle piccole e medie
imprese. Ed è proprio qui che nasce la vera intuizione. L’85% del prodotto
interno lordo italiano è generato dalle Pmi. Realtà straordinarie sul piano
produttivo, ma spesso costrette a gestire costi indiretti sempre più elevati.
Magazzini sovradimensionati, componenti immobilizzati, processi logistici
complessi, tempi di approvvigionamento difficili da prevedere. «Ci siamo resi
conto che la competitività delle imprese non dipendeva più soltanto da quanto
producevano bene ma anche dalla capacità di eliminare sprechi invisibili»,
ricorda Lodi.
Il valore aggiunto. Detto fatto. E ora vi
svelo il perché. BIBUS Italia opera nei settori dell’oleodinamica, della
meccatronica, dell’automazione e dell’elettrificazione. Ma definirla
semplicemente un distributore sarebbe riduttivo. L’azienda sviluppa progetti di
co-engineering insieme ai clienti, realizza sistemi integrati, organizza la
logistica dei componenti, gestisce magazzini dedicati, supporta l’after sales e
accompagna le imprese nella progettazione delle nuove soluzioni. Un modello
ispirato alle migliori esperienze americane ed europee, costruito per
alleggerire le complessità operative delle aziende manifatturiere. «Il nostro
obiettivo è creare un rapporto win-win: quando il cliente diventa più
efficiente, cresce anche il nostro valore», dice Lodi. Tecnici BIBUS e
progettisti del cliente lavorano fianco a fianco già nelle prime fasi di
sviluppo, riducendo tempi, costi e rischi progettuali. «L’innovazione non nasce
più da soli ma dalla capacità di mettere insieme competenze diverse»,
sintetizza Lodi. Anche l’automazione segue la stessa logica. Le tecnologie
diventano sempre più sofisticate, ma il loro valore dipende dalla capacità
delle persone di utilizzarle e integrarle nei processi produttivi. «Le macchine
continueranno a evolvere, ma saranno sempre le persone a prendere le decisioni
che fanno la differenza. Noi vogliamo continuare a essere il partner
tecnologico di riferimento delle imprese italiane, accompagnandole nei percorsi
di innovazione e crescita sostenibile. Perché il nostro successo passa
inevitabilmente dal successo dei nostri clienti», conclude Lodi. Per anni
abbiamo pensato che la competitività industriale dipendesse soprattutto dai
prodotti, ma ora scopriamo che nasce da ciò che non si vede: servizi,
competenze, relazioni, logistica, assistenza. Tutto ciò che rende un’impresa
più semplice da gestire e più veloce nel competere.
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