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FARE INSIEME - Ep. 296 - BIBUS Italia, quel servizio prezioso e invisibile per la nuova manifattura che va oltre il prodotto

«L’innovazione non nasce più da soli ma dalla capacità di mettere insieme competenze diverse»

15/10/2026

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Da San Giovanni in Persiceto hanno anticipato la trasformazione della manifattura, passando dalla distribuzione di tecnologie a un modello di servizi integrati. Perché oggi il vantaggio competitivo non si gioca soltanto sul prodotto, ma su tutto ciò che gli ruota attorno. Per FARE INSIEME Giampaolo Colletti intervista Giuseppe Lodi, Managing Director di BIBUS Italia

di Giampaolo Colletti
@gpcolletti

Photocredit: Giacomo Maestri e Francesca Aufiero

Per decenni l’industria ha misurato il proprio valore su ciò che usciva dalla fabbrica. Qualsiasi cosa fosse. Oggi la partita che si gioca si fa più complessa e sempre più su ciò che accade prima e dopo. Ecco, si tratta di progettazione condivisa, logistica, gestione del magazzino, assistenza tecnica, disponibilità dei ricambi, riduzione dei costi nascosti. È una trasformazione silenziosa ma profonda che ha cambiato il modo stesso di fare manifattura. Ecco, ora immaginate un’impresa emiliana che prova a decodificare questa complessità. Cioè a semplificarla, senza mai banalizzarla.

Identikit dell’azienda.
Siamo a San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, nel cuore della Packaging Valley emiliana e di uno dei più importanti distretti italiani della meccatronica, dell’automazione e dell’oleodinamica. A venti chilometri da Bologna la pianura cambia ritmo. I campi lasciano spazio ai capannoni, i distretti produttivi si susseguono senza soluzione di continuità e la manifattura diventa linguaggio comune. Lo abbiamo detto altre volte: siamo in uno dei cuori industriali pulsanti dell’Emilia, terra dove il saper fare incontra l’innovazione. Qui nasce BIBUS Italia, che ha costruito una nuova idea di partnership con le imprese. È Giuseppe Lodi a guidare fin dall’inizio la  filiale italiana del gruppo svizzero, in un mercato ancora dominato dalla logica tradizionale della distribuzione di componenti. Nel 2012 prende forma un nuovo piano industriale con un obiettivo preciso: trasferire anche in Italia il modello europeo del gruppo, trasformando una struttura commerciale in un system integrator capace di accompagnare il cliente lungo tutto il ciclo di vita del prodotto. «Abbiamo costruito un approccio centrato sulle esigenze delle Pmi, affiancandole come partner tecnologico lungo tutto il ciclo di vita del progetto», precisa Giuseppe Lodi, Managing Director BIBUS Italia. È una visione che oggi chiameremmo servitizzazione, ma che allora rappresentava quasi una scommessa. Siamo in una terra icona della manifattura emiliana. Qui lavorano circa quaranta persone, affiancate dalle filiali di Chivasso e Soresina per servire clienti distribuiti lungo tutta la penisola. Alle spalle c’è un gruppo internazionale presente in numerosi Paesi europei ed asiatici, ma la forza dell’organizzazione italiana è sempre stata la capacità di adattare un modello globale alle esigenze delle piccole e medie imprese. Ed è proprio qui che nasce la vera intuizione. L’85% del prodotto interno lordo italiano è generato dalle Pmi. Realtà straordinarie sul piano produttivo, ma spesso costrette a gestire costi indiretti sempre più elevati. Magazzini sovradimensionati, componenti immobilizzati, processi logistici complessi, tempi di approvvigionamento difficili da prevedere. «Ci siamo resi conto che la competitività delle imprese non dipendeva più soltanto da quanto producevano bene ma anche dalla capacità di eliminare sprechi invisibili», ricorda Lodi.

Il valore aggiunto.
Detto fatto. E ora vi svelo il perché. BIBUS Italia opera nei settori dell’oleodinamica, della meccatronica, dell’automazione e dell’elettrificazione. Ma definirla semplicemente un distributore sarebbe riduttivo. L’azienda sviluppa progetti di co-engineering insieme ai clienti, realizza sistemi integrati, organizza la logistica dei componenti, gestisce magazzini dedicati, supporta l’after sales e accompagna le imprese nella progettazione delle nuove soluzioni. Un modello ispirato alle migliori esperienze americane ed europee, costruito per alleggerire le complessità operative delle aziende manifatturiere. «Il nostro obiettivo è creare un rapporto win-win: quando il cliente diventa più efficiente, cresce anche il nostro valore», dice Lodi. Tecnici BIBUS e progettisti del cliente lavorano fianco a fianco già nelle prime fasi di sviluppo, riducendo tempi, costi e rischi progettuali. «L’innovazione non nasce più da soli ma dalla capacità di mettere insieme competenze diverse», sintetizza Lodi. Anche l’automazione segue la stessa logica. Le tecnologie diventano sempre più sofisticate, ma il loro valore dipende dalla capacità delle persone di utilizzarle e integrarle nei processi produttivi. «Le macchine continueranno a evolvere, ma saranno sempre le persone a prendere le decisioni che fanno la differenza. Noi vogliamo continuare a essere il partner tecnologico di riferimento delle imprese italiane, accompagnandole nei percorsi di innovazione e crescita sostenibile. Perché il nostro successo passa inevitabilmente dal successo dei nostri clienti», conclude Lodi. Per anni abbiamo pensato che la competitività industriale dipendesse soprattutto dai prodotti, ma ora scopriamo che nasce da ciò che non si vede: servizi, competenze, relazioni, logistica, assistenza. Tutto ciò che rende un’impresa più semplice da gestire e più veloce nel competere.

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