A Ferrara c’è una realtà che unisce progettazione, arredi e comfort acustico per trasformare gli ambienti in luoghi più vivibili. Così due fratelli hanno deciso di ripartire insieme nella loro seconda vita professionale. Tra design, tecnologia e consulenza integrata WeGroup costruisce spazi dove estetica e qualità dell’ascolto convivono. Per FARE INSIEME Giampaolo Colletti intervista Gianni e Paolo Zucchini di WeGroup
di Giampaolo Colletti
@gpcolletti
Photocredit: Giacomo Maestri e Francesca Aufiero
Questa
non è solo la storia di un’impresa ma è molto di più: è la voglia di ripensare il lavoro e la vita.
È la sana ossessione di fare bene per far stare bene. È la
convinzione che insieme si possono fare cose straordinarie. Questa è la storia
di due fratelli che si alleano in affari nella loro seconda vita professionale
quando molti pensano già di rallentare. Invece loro fanno il contrario.
Decidono di ripartire e in fondo di accelerare. Perché si è sempre in tempo per
ripensarsi. E così Gianni e Paolo Zucchini rispettivamente all’alba dei cinquanta
e dei quarant’anni, oramai vent’anni fa, decidono di collaborare insieme per
allungare la vita di WeGroup, realtà che oggi opera tra progettazione, arredi e
comfort acustico con un approccio che unisce tecnica, design e qualità degli
ambienti. Siamo a Ferrara, città sospesa tra storia rinascimentale e tessuto
produttivo dinamico, dove l’azienda ha costruito negli anni una rete di
competenze e relazioni che la rendono un interlocutore unico per chi vuole
ripensare gli spazi interni, dal mondo aziendale agli edifici pubblici fino
agli ambienti commerciali e civili.
Identikit
dell’azienda. WeGroup conta circa trenta professionisti
tra progettisti, architetti, tecnici e installatori. Il fatturato medio si
aggira attorno a 1,5 milioni di euro con circa 300 clienti complessivi. Qui si
lavora in collaborazione con due realtà industriali di primo piano. C’è il Gruppo
Colombini, tra i principali produttori europei di arredi. E c’è Caimi, leader
europeo nel settore della fonoassorbenza. «Quando si affronta un progetto di
ristrutturazione o di realizzazione di un ambiente interno, le esigenze sono
molteplici: arredi, comfort acustico, funzionalità degli spazi. Avere una
visione integrata consente di ottenere risultati migliori sia dal punto di
vista economico sia da quello progettuale», spiega Gianni Zucchini, che guida
il marketing e la comunicazione dell’azienda mentre il fratello Paolo,
Amministratore Unico di Wegroup, guida l’area commerciale e progettuale. Nel
tempo WeGroup ha progressivamente rafforzato la propria specializzazione nel
comfort acustico, un tema che per anni è rimasto ai margini della progettazione
degli spazi. Tutto nasce da un problema concreto: il riverbero. Così oggi la
progettazione acustica rappresenta uno dei pilastri dell’attività aziendale,
accanto alla fornitura e installazione di arredi.
Visione e tecnologia. Ma progettare ambienti
in cui estetica, funzionalità e benessere sonoro convivano non è affatto
semplice. «Serve un approccio scientifico. L’analisi parte sempre da dati
oggettivi: dimensioni dell’ambiente, materiali presenti, numero di persone,
tipologia di attività svolta», dice Paolo Zucchini. Grazie a software specifici
e all’esperienza maturata negli anni l’azienda è in grado di simulare il
comportamento del suono negli ambienti e individuare le soluzioni più efficaci.
Un lavoro che unisce tecnologia, progettazione e sensibilità estetica. «I
prodotti di fonoassorbenza oggi non sono più semplici pannelli tecnici. Possono
diventare elementi di design, tessuti, pannelli artistici, divani o soluzioni
integrate nell’arredo», precisa Gianni Zucchini. Il campo di applicazione è
ampio e attraversa contesti molto diversi tra loro. Uffici open space, sale
conferenze, ristoranti, mense aziendali, spazi commerciali. Ogni ambiente
richiede soluzioni differenti. «È molto diverso intervenire in una mensa
rispetto a una sala riunioni o a un ristorante. Cambiano le altezze, gli spazi
disponibili, gli impianti, il tipo di attività che si svolge nell’ambiente. Ma attenzione
il principio resta lo stesso: migliorare la qualità dell’ascolto significa
migliorare la qualità della vita negli spazi», precisano i due fratelli. Un
tema che incide direttamente su concentrazione, produttività e benessere delle
persone. Uno studio condotto nelle scuole superiori di Ferrara ha dimostrato
che in ambienti con forte riverbero gli studenti perdono fino al 50% delle
informazioni trasmesse dagli insegnanti. Il valore del progetto sta proprio
qui: non limitarsi a fornire prodotti ma costruire soluzioni integrate. «La
consulenza tecnica è fondamentale. Effettuiamo sopralluoghi, raccogliamo dati e
sviluppiamo analisi personalizzate. Solo così si può individuare la soluzione
più corretta per ogni ambiente», dicono i due. È un approccio che mette insieme
competenze commerciali, progettuali e tecniche. Dall’architetto che sviluppa il
progetto al tecnico che installa i sistemi fino al coordinamento delle diverse
professionalità coinvolte. Guardando al futuro la sfida è soprattutto
culturale. «L’Europa sta già introducendo direttive sul tema dell’acustica
negli ambienti interni. Il nostro obiettivo è sensibilizzare sempre di più il
mercato su questo tema». Perché il comfort acustico non è un dettaglio ma un
elemento fondamentale della qualità degli spazi. In fondo oggi il vero comfort
non si vede, ma si sente.
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