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FARE INSIEME - Ep. 293 - IDEM Mind the Gap, la startup modenese che misura il divario di genere per liberare talento

«La parità non è soltanto un valore da comunicare»

24/9/2026

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Nata dall’incontro tra ricerca universitaria e competenze manageriali, IDEM Mind the Gap aiuta le organizzazioni a trasformare la parità di genere in leva concreta di sviluppo. Da Modena una startup che usa dati, processi e cultura organizzativa per costruire imprese più inclusive, attrattive e competitive. Per FARE INSIEME Giampaolo Colletti intervista Isabella Colombo, Business Developer di Idem

di Giampaolo Colletti
@gpcolletti

Inclusione. Parità. Diversità. Ecco, ci sono parole che entrano nel dibattito pubblico e rischiano di consumarsi. Parole importanti, certo. Ma anche parole che, a forza di essere ripetute, possono perdere significato. Per questo la storia che stiamo per raccontare parte da un approccio diverso. Parte dai numeri. Perché dietro ogni divario c’è un dato e dietro ogni dato c’è una decisione. E ancora, dietro ogni decisione c’è la possibilità di cambiare il futuro di un’organizzazione.

Identikit dell’azienda.
Siamo a Modena, negli spazi della Fondazione Marco Biagi, luogo dove da anni si studiano le trasformazioni del lavoro e delle relazioni industriali. È qui che nel 2020 nasce IDEM Mind the Gap, startup universitaria frutto della collaborazione tra docenti, ricercatrici e ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia e JobPricing, società di consulenza specializzata nelle politiche retributive e nell’analisi del mercato del lavoro italiano. Un incontro tra rigore accademico ed esperienza manageriale che ha dato vita a una realtà capace di trasformare un tema spesso raccontato in termini valoriali in una questione organizzativa, misurabile e strategica. IDEM Mind the Gap nasce da una domanda semplice solo in apparenza: perché esiste ancora una distanza così marcata tra ciò che le organizzazioni dichiarano e ciò che accade realmente al loro interno? «Il primo gap che abbiamo individuato è stato proprio quello tra le dichiarazioni e la realtà organizzativa. Molte imprese riconoscono il valore della parità di genere, ma spesso faticano a tradurla in processi, indicatori, responsabilità e decisioni quotidiane». Così racconta Isabella Colombo, Business Developer della società. Da qui prende forma un modello che unisce analisi dei dati, consulenza organizzativa, percorsi di miglioramento e accompagnamento alla certificazione della parità di genere. IDEM lavora con imprese private, enti pubblici, fondazioni e organizzazioni del terzo settore che vogliono comprendere il proprio livello di equità interna e costruire percorsi concreti di miglioramento. Un lavoro che coinvolge competenze multidisciplinari: economia, diritto del lavoro, gestione delle risorse umane, organizzazione aziendale, politiche di inclusione e data analysis.

Misurare per capire.
Il punto è che la parità di genere non viene affrontata come una questione esclusivamente etica. Certamente lo è. Ma è anche una questione di competitività. «Quando un’impresa vede misurati i propri processi capisce che la parità non è soltanto un valore da comunicare. Diventa una leva per migliorare il funzionamento dell’organizzazione, attrarre talenti, trattenere competenze e costruire leadership più efficaci», osserva Colombo. Misurare per capire. È questo il principio che guida l’attività della startup. Perché spesso le sorprese arrivano proprio dai numeri. Aziende che credono di avere raggiunto una buona rappresentanza femminile scoprono di perdere progressivamente donne nei ruoli di responsabilità. Organizzazioni convinte di applicare criteri meritocratici individuano differenze significative nell’accesso alla formazione, nei percorsi di crescita o nei sistemi premianti. Altre ancora si accorgono che maternità e paternità continuano ad avere impatti molto diversi sulle traiettorie professionali. «Il problema più difficile da affrontare non è sempre quello salariale o di carriera. Spesso il vero nodo riguarda le abitudini organizzative invisibili. Quelle pratiche quotidiane che sembrano neutrali ma che producono effetti molto diversi sulle persone», dice Colombo. Ed è qui che emerge il valore del metodo. IDEM si avvale di un proprio metodo proprietario per misurare la parità di genere e accompagnare le aziende nei percorsi di certificazione, così che queste non rappresentino un bollino da ottenere né un adempimento amministrativo, bensì uno strumento per leggere l’organizzazione e costruire un sistema di miglioramento continuo.

Le evoluzioni.
In Emilia questo approccio trova terreno fertile. Una regione abituata a misurarsi con il lavoro, la produzione e la responsabilità sociale dell’impresa. Guardando al futuro, IDEM Mind the Gap immagina organizzazioni sempre più capaci di leggere i propri dati e utilizzarli per migliorare. Imprese in cui inclusione e performance non siano viste come obiettivi alternativi ma come parti dello stesso percorso. Perché la vera innovazione organizzativa passa anche dalla capacità di valorizzare tutto il talento disponibile. Così i divari non si colmano con gli slogan ma osservando la realtà, misurandola con rigore e costruendo processi capaci di generare cambiamento. Perché il futuro del lavoro non si gioca soltanto sulle tecnologie, bensì sulla capacità di riconoscere, valorizzare e far crescere le persone.

Clicca qui per ascoltare il podcast sulle principali piattaforme di ascolto https://podcast.confindustriaemilia.it/

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