Dalla food valley emiliana ai mercati globali. Un’azienda d’eccellenza nasce da un’intuizione e diventa presidio avanzato del controllo di qualità alimentare. Oggi Neotron analizza 1.200 campioni al giorno con oltre 550 persone, trasformando la complessità in valore. Tra tecnologia, capitale umano e visione, accompagna le imprese oltre la conformità. Perché la fiducia nel tempo si costruisce dato dopo dato. Per FARE INSIEME Giampaolo Colletti intervista Marcello Bergamini, Ceo di Neotron
di Giampaolo Colletti
@gpcolletti
Photocredit: Giacomo Maestri e Francesca Aufiero
Come
aiutare i produttori di alimenti a verificare l’eventuale presenza di
contaminanti dannosi per la salute dei consumatori? Una domanda nient’affatto
semplice ma che nella testa di Giancarlo Gatti resta lì come un’ossessione.
D’altronde questo emiliano doc nasce e cresce in quella food valley che negli
anni Settanta stava accelerando il processo di industrializzazione, pur
mantenendo l’attenzione massima al prodotto, alla qualità, alla cura di ciò che
si prepara. Insomma, quella domanda gli ronza nelle orecchie e se la porta
dietro. Non è ancora un progetto, non è ancora un’azienda. È piuttosto un’urgenza.
Perché dentro quella domanda c’è qualcosa di più grande: la necessità di dare
supporto alle imprese. E poi arriva l’intuizione. Non basta controllare, bisogna
capire. Non basta certificare, si deve anticipare. Non basta dire che qualcosa è
conforme. Bisogna essere certi che sia sicuro. Così nasce Neotron. Insomma, non
come laboratorio ma come risposta ad un bisogno concreto. Siamo nel 1975 a
Vignola, in quella terra dove il cibo non è solo produzione ma diventa cultura,
identità, responsabilità. E proprio da qui parte un percorso che, passo dopo
passo, cambia scala senza mai perdere il punto di partenza.
Identikit dell’azienda.
All’inizio è tutto più piccolo, ma non più semplice. Ogni campione è una
storia, ogni analisi è una decisione, ogni risultato è una conseguenza. Poi il
contesto cambia. Negli anni Ottanta cresce l’attenzione dei consumatori,
aumentano le aspettative, si alza l’asticella. Neotron non resta a guardare: si
muove prima, introduce controlli avanzati sui pesticidi nel baby food. Una
scelta tecnica, ma anche culturale. Ed è lì che succede qualcosa: si aprono le
porte, arrivano collaborazioni internazionali, il laboratorio diventa
riferimento. La domanda iniziale diventa sistema. Oggi l’azienda processa ogni
giorno 1.200 campioni - avete capito bene, 1.200 campioni - e conta
oltre 550 dipendenti nell’headquarter di Modena, al centro del crocevia
logistico dell'autostrada, estendendosi su oltre diecimila metri quadrati di
laboratori, ai quali si aggiungono i reparti tecnici e commerciali di supporto
all’attività di analisi. Si opera nel food, nel packaging, nel cosmetico, negli
integratori alimentari o nei prodotti farmaceutici. L’età media è di 39 anni
con il 70% della popolazione aziendale laureata per una presenza di 7 donne su
10 dipendenti e un turnover bassissimo. Qui ogni fase è controllata, tracciata,
verificata. Qui la complessità non viene ridotta, viene governata. «L’ascolto
del cliente ha trasformato un’azienda familiare in una realtà internazionale.
Abbiamo modificato la complessità in punto di forza», racconta Marcello
Bergamini, Ceo di Neotron. Si evolve
rapidamente perché oggi le aziende non cercano solo analisi ma risposte.
Cercano direzione, ossia qualcuno che stia un passo avanti. «Non si tratta più
solo di conformità: i clienti vogliono distinguersi sul mercato», dice
Bergamini. E allora il laboratorio diventa un partner. E anche se la tecnologia
accelera con strumenti sempre più sensibili, dati sempre più profondi,
intelligenza artificiale che entra nei processi, c’è la componente umana a fare
la differenza. Perché alla fine tutto si gioca lì, nelle persone. Tecnologi, chimici,
biologi che non si limitano a eseguire, ma interpretano, decidono, capiscono.
«Siamo un’azienda ad altissima intensità di capitale umano. Il giudizio esperto
è ancora imprescindibile. La nostra cultura si basa sulla capacità di dare
risposte trasparenti e corrette ai nostri clienti. È il valore
dell'informazione. Oggi ragioniamo su un set esteso di servizi per aiutare
i nostri clienti e proteggere il loro brand», dice Bergamini.
Le evoluzioni. Intanto cambia anche
il consumatore. Più attento, più informato, più esigente. Non vuole solo
sicurezza: vuole autenticità, vuole sapere. E questo cambia tutto. Le aziende
migliorano i controlli, si cercano contaminanti nuovi, si verificano le materie
prime, si protegge il marchio. È un mondo più complesso, più veloce, più
esposto. Ma proprio per questo serve qualcuno che tenga il punto. Neotron è lì,
tra ciò che si vede e ciò che non si vede, tra dato e decisione, tra rischio e
fiducia. E mentre il mondo si globalizza, anche Neotron cambia scala: oggi
circa metà del fatturato arriva dall’estero, dentro supply chain lunghe,
interconnesse, fragili. E la fiducia? Va costruita ogni giorno, soprattutto nei
momenti critici. «È lì che si diventa davvero partner perché cresce la domanda
di trasparenza», conclude Bergamini. E tutto torna a quella prima domanda,
quella che non smetteva di ronzare nella testa del fondatore. Perché in fondo
le grandi storie di impresa non nascono da risposte perfette, ma da domande che
ti assillano e alle quali poi con pazienza, con passione, con dedizione trovi
una soluzione.
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