C’è un’azienda che prova a unire i puntini, dando un senso alle cose, soprattutto nel mercato del fast moving. Si tratta di Bonzai, che fa parte del gruppo BCUBE: 18 siti operativi, oltre 200 mila metri quadrati di magazzini, 45 milioni di euro di fatturato in servizi logistici, di cui 18 generati dalla moda e dal lusso. Un modo per rispondere alle esigenze dell’industria in settori in cui il cambiamento rapido è parte integrante dei processi. Per FARE INSIEME Giampaolo Colletti intervista Mauro Audisio, direttore generale di Bonzai
di Giampaolo Colletti
@gpcolletti
Photocredit: Giacomo Maestri e Francesca Aufiero
«I
puntini non si uniscono guardando avanti, ma solo quando ti volti indietro». È una
delle massime più note di quel genio di Steve Jobs, testa avanti anni luce e
cuore oltre l’ostacolo. Unire i puntini, dare senso alle cose. In fondo è
quello che fanno le migliori imprese, quelle visionarie che surfano tra le onde
sempre più alte di un’innovazione che alza l’asticella dei servizi offerti e
delle aspettative dei consumatori connessi. Perché ci sono realtà che, prese
singolarmente, sembrano una costellazione di punti: magazzini, hub, flussi,
numeri, tecnologie, persone. Poi a un certo punto qualcuno inizia a unire quei
puntini. E solo allora il disegno appare. Bonzai è esattamente questo: una
logistica che acquista senso solo se letta come sistema, come puzzle
industriale in cui ogni pezzo è indispensabile all’altro.
Identikit
dell’azienda. Questa storia d’eccellenza parte dalle
colline piemontesi di Casale Monferrato. Qui risiede l’Headquarter di questa business
unit del gruppo BCUBE dedicata ai mondi fashion, consumer e banking. Un
territorio di confine abituato a tenere insieme manifattura e organizzazione,
precisione e adattabilità. «Bonzai nasce come fast company all’interno del
Gruppo, ma la velocità per noi non è mai sinonimo di approssimazione. È metodo,
è disciplina». Così racconta Mauro Audisio, direttore generale della realtà
impegnata ad accelerare l’innovazione. A proposito di puntini, oggi Bonzai è
una rete articolata: 18 siti operativi, oltre 200 mila metri quadrati di
magazzini, 45 milioni di euro di fatturato, di cui 18 generati dalla moda e dal
lusso. Ma il dato più interessante non è la scala quanto piuttosto la
geografia. Perché Bonzai non occupa spazi a caso. Li presidia, li fa crescere, gli
dà senso. Unendo i puntini. Dal Piemonte all’Emilia-Romagna. Ecco, qui questa
mappa prende forma lungo l’asse naturale della regione, da ovest a est. Caorso
e Cortemaggiore, nel piacentino, intercettano il grande corridoio del Po, dove
la logistica incontra la manifattura. Calderara di Reno, nel cuore dell’area
metropolitana bolognese, è uno snodo cruciale per il mondo banking e servizi.
Montaletto di Cervia, porta della Romagna, connette flussi consumer e retail
con l’Adriatico. «In Emilia la velocità non è frenesia, ma è organizzazione.
Qui la logistica è un’infrastruttura invisibile dell’economia reale», dice
Audisio. A nord, il Piemonte resta centrale: Brandizzo, alle porte di Torino,
ospita uno degli ultimi siti nati, oltre 20 mila metri quadrati dedicati al
fashion. In Veneto, Treviso, Portogruaro e Villorba rafforzano la presenza nel
Nord-Est, con Villorba – inaugurata nell’agosto 2025 - come nuovo hub da 15
mila metri quadrati. In Toscana e nel Lazio, Agliana e Pratica di Mare
presidiano il luxury. Punti diversi, un unico disegno.
I tre pilastri. Bonzai lavora sul
prodotto finito, là dove le aspettative di consegna si sono accorciate fino
quasi ad annullarsi, spinte da una cultura dell’e-commerce che ha cambiato per
sempre il ritmo del mercato e il profilo di un consumatore sempre più connesso.
«BCUBE ha un background manifatturiero fortissimo fatto di just in time e just
in sequence. Bonzai porta quella precisione nel mondo fast moving, dove
flessibilità e personalizzazione sono la regola», dice Audisio. Il Dna si regge
su tre pilastri chiari. Il primo è la connessione autentica. Le persone vengono
prima del business. E lo stesso vale per le relazioni con clienti e
stakeholder. Il secondo è l’innovazione continua: automazione, sorter,
robotica, realtà aumentata e ora l’intelligenza artificiale, non come slogan ma
come progetto concreto. Si sta lavorando su applicazioni di AI per raccogliere
e trasmettere il capitale di conoscenze dell’azienda. È un modo per renderlo
patrimonio condiviso. Il terzo pilastro è la sostenibilità, vissuta come
responsabilità quotidiana. Dalla collaborazione con ZeroCO2 per la
riforestazione in Guatemala alla sicurezza del dato - Bonzai è certificata ISO
27701 - fino a un percorso strutturato di digital transformation. «Etica e
sostenibilità non sono accessori. Le aziende sono fatte di persone, e ciò che
vale nella vita deve valere anche nel lavoro. Ma c’è di più. In un settore
sempre più data-driven, la gestione dell’informazione diventa strategica.
Abbiamo lavorato per snellire i flussi e allo stesso tempo metterli in
sicurezza. La logistica oggi è intelligenza applicata al movimento», dice
Audisio. E poi c’è il capitale umano. «Il rispetto passa dagli ambienti, dalla
flessibilità quando possibile, dalla chiarezza sugli obiettivi. Responsabilità
significa permettere a ciascuno di contribuire secondo le proprie capacità, con
la stessa intensità». Puntini che si uniscono ma che mantengono la loro
identità. Bonzai resta parte integrante di BCUBE, ma conserva una propria
identità. In una logistica che corre sempre più veloce, la vera sfida è non
perdere il senso del disegno. Perché i punti, da soli, non raccontano nulla.
Uniti, sì.
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