
Siamo entrati nel mese decisivo per la conformità ambientale e doganale delle imprese del nostro territorio. Se la tua azienda importa materie prime o sta definendo la strategia di sostenibilità, saprai che il 31 marzo 2026 rappresenta uno spartiacque per l'operatività.
In Confindustria Emilia Area Centro, l’associazione nata dall’integrazione tra Unindustria Bologna, Ferrara e Modena, siamo al fianco di grandi aziende, PMI e startup per trasformare questi adempimenti in una rete di competenze utili a fare le scelte giuste.
La fase transitoria è finita e dal 1° gennaio 2026 il meccanismo CBAM è pienamente operativo. Ecco le risposte tecniche per navigare tra scadenze e nuovi requisiti.
Il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) riguarda chi importa merci ad alta intensità carbonica (cemento, acciaio, alluminio, fertilizzanti) per oltre 50 tonnellate annue, oltre a idrogeno e energia elettrica.
Entro il 31 marzo 2026, le imprese devono richiedere lo status di "dichiarante autorizzato" per poter continuare a importare in attesa del rilascio dell’autorizzazione. Per ottenerlo è necessario presentare istanza tramite il registro CBAM dell'UE, dimostrando la propria capacità finanziaria e l'assenza di violazioni gravi della normativa doganale o fiscale negli ultimi anni.
La fase definitiva introduce una semplificazione burocratica: si passa dalle dichiarazioni trimestrali alla dichiarazione annuale CBAM. La dichiarazione relativa all'intero 2026 dovrà essere presentata entro il 30 settembre 2027, mentre già a partire dal 1° febbraio 2027 le imprese dovranno cominciare ad acquistare i certificati corrispondenti alle emissioni annuali.
Per cemento, acciaio, fertilizzanti e alluminio, il calcolo non può più basarsi su valori medi approssimativi. È necessario mappare:
In alternativa potranno essere utilizzati dati di default, messi a disposizione dalla Commissione Europea, piuttosto significativi ed impattanti.
La mancata conformità, che include l'importazione senza autorizzazione o la presentazione di dati errati, comporta sanzioni pecuniarie proporzionali alle emissioni non dichiarate.
Il 2026 segna il superamento delle vecchie direttive di reporting a favore della CSRD, che introduce standard di rendicontazione molto più dettagliati e obbligatori.
Dal 2026 (sui dati 2025), l'obbligo di rendicontazione ESG si estende alle PMI quotate (escluse le microimprese). Tuttavia, anche le PMI non quotate devono prepararsi poiché i grandi committenti richiedono i dati per completare il proprio bilancio di sostenibilità. Per prepararlo correttamente occorre definire la "doppia materialità" e strutturare un sistema di raccolta dati verificabile.
Una strategia efficace per le imprese emiliane è integrare i criteri ESG nei sistemi di gestione già presenti:
Le sanzioni per la mancata compliance ESG possono variare da multe amministrative pecuniarie alla perdita di punteggio nei bandi di gara, fino all'esclusione dalle catene di fornitura internazionali.
Esiste un legame diretto tra queste normative per l'accesso ai capitali e ai mercati.
Aspetto |
Descrizione e Dettagli Operativi |
Differenza chiave |
La certificazione ESG rappresenta un rating globale sulla sostenibilità aziendale complessiva, mentre il CBAM costituisce un obbligo doganale specifico focalizzato sulle emissioni dei prodotti importati. |
Certificazione CertiESG |
Per ottenere la certificazione CertiESG è necessario seguire un percorso strutturato: esecuzione di un audit iniziale, mappatura degli SDGs (obiettivi di sviluppo sostenibile) e validazione dei processi di governance tramite enti accreditati. |
Legame strategico |
Esiste un legame diretto tra queste normative per garantire all'impresa l'accesso ai capitali e ai mercati internazionali nel corso del 2026. |
In Confindustria Emilia, vogliamo essere da stimolo per accelerare la crescita delle nostre imprese associate. Offriamo supporto, orientamento e consulenze specialistiche per assicurare che la tua organizzazione sia pronta a queste scadenze.
I nostri soci sono il motore di innovazione per il Paese e noi creiamo attorno a loro una rete di competenze quotidiana.
Se desideri verificare la posizione della tua azienda rispetto alla scadenza del 31 marzo o se hai dubbi su come strutturare il bilancio di sostenibilità, i nostri uffici sono a tua disposizione. Si tratta di un'opportunità di confronto gratuito e senza impegno per analizzare insieme le tue necessità specifiche.
Vorresti fissare un incontro per verificare se la tua documentazione per lo status di "dichiarante autorizzato" è completa?
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