A Modena c’è una giovane realtà che trasforma la materia riciclata in soluzioni industriali avanzate. Tra impianti, laboratorio e ingegnerizzazione dei materiali si dimostra che la circular economy può diventare scalabile. Una storia di industria concreta, persone e visione. Per FARE INSIEME Giampaolo Colletti intervista Pierrick Cassin, co-fondatore e amministratore delegato di Circular Identity
di Giampaolo Colletti
@gpcolletti
Photocredit: Giacomo Maestri e Francesca Aufiero
A Modena c’è un’impresa del futuro che rifugge gli slogan e diventa industria. Non è un laboratorio sperimentale né una startup da presentazione. È uno spazio fatto di impianti, linee di estrusione, laboratori e persone che lavorano ogni giorno sulla materia per trasformarla in valore. Siamo nel cuore di uno dei distretti manifatturieri più dinamici d’Europa. Qui prende forma Circular Identity, azienda giovane ma già solida che racconta bene come l’Emilia sappia tradurre visioni complesse in progetti concreti. Un ecosistema produttivo dove la cultura del fare insieme si intreccia con la capacità di innovare. Qui Circular Identity si è ritagliata un ruolo preciso: trasformare i materiali riciclati in soluzioni tecniche affidabili per l’industria.
Identikit dell’azienda. Oggi al lavoro ci sono una trentina di persone e una capacità produttiva che supera le cinquemila tonnellate annue. Nel 2025 Circular Identity ha raggiunto i 10 milioni di euro di fatturato e continua il proprio percorso di crescita anche nel 2026 passando anche attraverso l’integrazione di una realtà industriale complementare, successivamente rafforzata con investimenti, automazione e sviluppo dei processi. I mercati serviti sono tra i più esigenti: automotive, elettronica, sport e applicazioni industriali avanzate. Settori in cui la sostenibilità non basta: i materiali devono funzionare, essere stabili, integrarsi nei processi produttivi dei clienti. «Oggi Circular Identity è una realtà industriale in forte crescita costruita attorno a persone, impianti, laboratorio e processi. La nostra visione è molto chiara: lavorare sulla materia per trasformarla in valore industriale reale». Così racconta Pierrick Cassin, co-fondatore e amministratore delegatodi Circular Identity. Ed è proprio la materia il punto di partenza di questa storia. Non quella come scarto, ma quella che diventa opportunità tecnica. L’azienda lavora infatti sull’ingegnerizzazione dei materiali riciclati: un processo che parte dall’applicazione finale e non semplicemente dalla disponibilità della materia prima. «Per noi il passaggio chiave è questo: non utilizzare semplicemente una materia riciclata, ma trasformarla in una soluzione tecnica vera. Quando una materia diventa stabile, ripetibile e adatta a un processo industriale, allora diventa davvero valore», dice Cassin. È un approccio molto emiliano: pragmatico, industriale, concreto. Perché la sostenibilità qui passa sempre attraverso la capacità di produrre. Circular Identity ha scelto fin dall’inizio di costruire una struttura industriale reale. Impianti propri, laboratorio di ricerca e sviluppo, linee di estrusione. Un investimento significativo per un’azienda così giovane, ma necessario per governare la qualità dei materiali e dei processi. «Siamo imprenditori industriali e ci piace costruire partendo dal concreto. Ci interessa la materia, ci interessa il processo e ci interessa trasformare un’idea in un progetto reale», precisa Cassin.
La forza della materia. «In questi mercati la circolarità da sola non basta. Il materiale deve prima di tutto funzionare. La vera sfida è dimostrare che una materia circolare può essere anche industrialmente credibile. Una materia circolare crea vero valore solo quando è anche tracciabile. È per questo che affianchiamo all’ingegnerizzazione della materia un forte percorso di digitalizzazione, Digital Product Passport e certificazione dei lotti, per offrire ai clienti maggiore trasparenza, fiducia e controllo», dice Cassin. In meno di tre anni Circular Identity ha costruito una struttura industriale, sviluppato nuove competenze e integrato parti importanti della filiera. «Pur mantenendo un forte radicamento in Emilia-Romagna, Circular Identity opera con una presenza commerciale internazionale, servendo in particolare mercati come l’automotive e collaborando con clienti in diversi Paesi del mondo». Un percorso reso possibile anche dall’appartenenza a un gruppo industriale internazionale che offre visione e capacità di investimento. «Far parte di un gruppo industriale strutturato ci permette di accelerare alcune scelte e industrializzare più rapidamente. Allo stesso tempo manteniamo una nostra identità molto chiara, focalizzata sulla materia e sulla circular economy applicata in modo concreto», dice Cassin. Ed è forse proprio questo il tratto distintivo della storia: l’idea che sostenibilità e industria possano crescere insieme. Perché qui, nel cuore produttivo dell’Emilia, anche la sostenibilità passa sempre dalle mani, dalla competenza e dalla capacità di trasformare la materia in valore.
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