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FARE INSIEME - Ep. 283 - Dinova, quella fabbrica delle competenze che accompagna la trasformazione delle imprese

«La tecnologia da sola non basta»

16/4/2026

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In Emilia una realtà tecnologica costruisce valore mettendo al centro competenze, innovazione e visione. Dinova accompagna le imprese nei percorsi di innovazione digitale, integrando capitale umano e capitale tecnologico. Un modello che guarda alla scalabilità internazionale e alla crescita delle organizzazioni. Perché l’innovazione vera nasce quando le persone guidano la tecnologia. Per FARE INSIEME Giampaolo Colletti intervista Cristiano Boscato, CEO di Dinova

di Giampaolo Colletti
@gpcolletti

Ci sono imprese che nascono dal guizzo tecnologico e altre da una visione sistemica. E poi ci sono quelle che tengono assieme questi due elementi. L’intuizione geniale e la costruzione di senso nel tempo. È un racconto che sintetizza come il capitale umano e quello tecnologico possano intrecciarsi fino a diventare un unico motore di crescita. Siamo nel cuore dell’Emilia, in uno dei distretti industriali più dinamici d’Europa. Qui l’innovazione digitale diventa processo concreto che attraversa aziende, filiere e mercati internazionali. Ed è qui che prende forma il percorso di Dinova, realtà che negli anni ha costruito un modello capace di connettere competenze avanzate, innovazione tecnologica e visione strategica. L’azienda è parte del Gruppo Maggioli e ha il suo headquarter a Bologna. C’è poi una sede a Milano e un’altra a Roma. In tutto si contano circa 350 persone al lavoro per oltre duemila realtà servite. Obiettivo: trasformare la tecnologia in valore concreto. Non solo soluzioni informatiche, quanto piuttosto architetture digitali capaci di accompagnare le organizzazioni nella loro evoluzione. «La tecnologia da sola non basta. Il vero fattore competitivo è la capacità di mettere insieme competenze diverse e trasformarle in un progetto condiviso». Così racconta Cristiano Boscato, CEO di Dinova, già fondatore e guida di diverse aziende che si sono affermate nell’ambito dell’innovazione, inserito da Forbes tra i Top 100 Manager italiani, in tasca una laurea in semiotica e un passato da allievo di Umberto Eco. In un settore in cui la velocità dell’innovazione rischia spesso di mettere in secondo piano le persone, qui l’azienda ribalta l’assioma e sceglie di fare esattamente il contrario. La visione parla di un ecosistema dove il miglioramento delle persone stimola l’evoluzione delle organizzazioni. Insomma il fattore umano è assai rilevante in un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale. «Vogliamo essere un abilitatore sì tecnologico e di business, ma anche sociale e culturale per aiutare le organizzazioni ad affrontare quello che c’è e quello che ci sarà», precisa Boscato.

Identikit dell’azienda.
La tecnologia, naturalmente, resta un pilastro. D’altronde si opera nel campo della digital transformation per sostenere le imprese nell’evoluzione dei sistemi informativi, nella gestione dei dati, nello sviluppo di piattaforme digitali avanzate. Un lavoro che richiede capacità di integrazione tra sistemi complessi, conoscenza delle architetture tecnologiche, visione sempre più orientata alla scalabilità. «Oggi le aziende non chiedono semplicemente tecnologia ma soluzioni che possano crescere insieme a loro, adattarsi ai cambiamenti dei mercati e sostenere l’espansione internazionale». Ed è proprio la dimensione internazionale uno degli orizzonti su cui l’azienda sta investendo con maggiore decisione. In un’economia sempre più interconnessa, la capacità di operare su mercati globali non è più un’opzione ma una condizione necessaria per crescere. Nasce così un modello organizzativo flessibile e orientato alla collaborazione, capace di integrare competenze interne e partnership tecnologiche di alto livello. Essere agili come startup ma solidi come organizzazione. Anche in questo equilibrio è racchiuso il Dna di una realtà che affronta progetti complessi e che accompagna le imprese nei percorsi di trasformazione digitale. Tutto questo significa ripensare processi, modelli, competenze. Di più, significa soprattutto creare un dialogo continuo tra tecnologia e business. «Questa sfida riguarda soprattutto il modo in cui le organizzazioni evolvono nel tempo», dice Boscato.

La forza delle competenze.
Ecco allora un elemento che sembra paradossale e che invece racchiude un’idea vincente. Si parla di innovazione digitale, ma al centro ci sono le persone. Sfida ambiziosa ma necessaria: costruire una comunità professionale in cui competenze tecniche, capacità consulenziali e visione strategica convivano. «Le competenze sono il vero patrimonio di un’impresa tecnologica. Permettono di interpretare il cambiamento e tradurlo in soluzioni concrete per i clienti», ripete come un mantra Boscato. In fondo il Dna di questa azienda racconta tutto questo, a partire da un nuovo modello di impresa tecnologica italiana: forte radicamento nel territorio ma capacità di dialogare con mercati e partner internazionali. Guardando al futuro, la direzione è chiara: continuare a investire nelle persone e nella capacità di sviluppare soluzioni tecnologiche scalabili. «La vera innovazione nasce quando capitale umano e capitale tecnologico lavorano insieme. È lì che si costruisce il valore nel tempo», conclude Boscato. Ed è forse proprio questo il tratto distintivo della storia di Dinova. Non la tecnologia in sé, ma la capacità di trasformarla in crescita. In un territorio dove l’industria ha sempre saputo reinventarsi, l’innovazione digitale diventa il nuovo capitolo di un libro plurale. Quello che costruisce il domani partendo dall’oggi. Passo dopo passo, insieme.

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