Nata nel secondo dopoguerra dall'ingegno di chi trasformava motori e lamiere in opportunità, Muratori esporta oggi in oltre quaranta Paesi. Da Castelnuovo Rangone una storia di manifattura, flessibilità e innovazione che attraversa tre generazioni senza perdere il legame con il territorio. Per FARE INSIEME Giampaolo Colletti intervista Elisa Muratori, Managing Director di Muratori Spa
di Giampaolo Colletti
@gpcolletti
Photocredit: Giacomo Maestri e Francesca Aufiero
Non avevano quasi niente, eppure
impararono a costruire tutto. A usare la testa, a far battere il cuore. A darsi
da fare, insomma. Nel secondo Dopoguerra le campagne emiliane erano piene di
mezzi militari abbandonati, lamiere piegate, motori da recuperare e pezzi
sparsi. Per molti erano soltanto resti di una guerra appena finita. Per Alcide
Muratori erano invece materia prima. Con quello che trovava costruiva trattori,
attrezzature e opportunità. È da qui che nasce la storia di Muratori Equipment.
Non da un progetto industriale, ma dalla capacità tutta emiliana di rispondere
ad un bisogno. Perché ci sono imprese che nascono da un’idea. Altre
da una necessità. E poi ci sono quelle che nascono dall’ingegno. Quello di chi
osserva un rottame e immagina una macchina. Di chi vede un problema e prova a
costruire una soluzione. A Castelnuovo Rangone la storia di Muratori comincia
così, tra i resti della guerra e la voglia di rimettere in moto una terra che
aveva bisogno di ripartire.
Identikit
dell’azienda. Perché in questa impresa nel cuore
della Motor Valley e della manifattura emiliana si è imparato che ascoltare il
cliente significa comprendere anche ciò che sembra secondario. Fare con ciò che
si ha nel miglior modo possibile. È una lezione che attraversa le generazioni e
che ancora oggi rappresenta il Dna dell’azienda. Oggi Muratori è guidata da
Lucio Muratori, presidente, ed Elisa Muratori, consigliere delegato. Conta 15
dipendenti a tempo pieno, una struttura snella e altamente specializzata e un
fatturato che nel 2025 ha superato i 3,1 milioni di euro. Numeri che raccontano
una realtà di dimensioni contenute ma con una vocazione internazionale
straordinaria: l’87,2% del fatturato arriva infatti dai mercati esteri. «Siamo
un’azienda piccola e flessibile che riesce a dare risposte rapide ai clienti. La
nostra dimensione ci permette di adattarci velocemente alle richieste del
mercato senza essere vincolati da logiche troppo rigide», racconta Elisa
Muratori, Managing Director. L’intuizione
che ha cambiato il destino dell’azienda arriva circa vent’anni fa. Fino a quel
momento Muratori operava prevalentemente nel settore delle attrezzature
agricole, poi un costruttore di veicoli multifunzione propone una
collaborazione per sviluppare una versione idraulica di un’attrezzatura
tradizionalmente destinata ai trattori. Da quella richiesta nasce una nuova
direzione. «Abbiamo capito che esisteva un mercato parallelo a quello agricolo
e che le competenze maturate negli anni potevano essere applicate con successo
anche alle macchine movimento terra», spiega Muratori.
Evolversi nella continuità. Da allora
l’azienda ha ampliato la propria presenza internazionale raggiungendo oltre
quaranta Paesi. Europa, Nord America e Australia rappresentano oggi i mercati
più importanti, con performance particolarmente positive registrate negli
ultimi anni in Germania, Austria, Olanda, Irlanda e Polonia. Ma crescere nel
mondo non significa perdere il legame con il territorio. Al contrario. Muratori
Equipment è una delle tante dimostrazioni di come il modello emiliano continui
a funzionare. Una rete di competenze diffuse, fornitori storici, terzisti
specializzati e relazioni consolidate che consentono all’azienda di mantenere
una struttura agile. «La nostra flessibilità nasce proprio dal territorio: collaboriamo
da anni con fornitori e partner locali che ci permettono di esternalizzare
alcune lavorazioni mantenendo però all’interno progettazione, assemblaggio,
verniciatura, collaudo e finitura», dice Muratori. Negli ultimi vent’anni il
settore è cambiato profondamente. Se un tempo si producevano grandi quantità di
pochi modelli, oggi il mercato richiede piccole serie altamente specializzate.
È una trasformazione che ha imposto nuove competenze e un diverso approccio
progettuale. «Siamo passati dalla produzione di macchine relativamente semplici
a soluzioni molto più complesse e personalizzate. In alcuni casi si tratta di
una vera e propria sartoria tecnica, dove ogni configurazione deve adattarsi
alle caratteristiche del mezzo e alle esigenze del cliente», osserva Muratori. Anche
la tecnologia ha modificato il modo di lavorare. Dalla gestione manuale delle
informazioni si è passati a sistemi digitali che monitorano in tempo reale l’avanzamento
della produzione. Recentemente l’azienda ha investito in una nuova piattaforma
dedicata alla gestione dei ricambi, una componente sempre più strategica del
business. Guardando al futuro, il mercato continua a essere caratterizzato da
incertezza e volatilità. Ma Muratori Equipment affronta questa fase con la
stessa filosofia che guidava Alcide nel dopoguerra: osservare la realtà,
valorizzare ciò che si ha e costruire soluzioni concrete. Perché le imprese che
durano non sono quelle che inseguono ogni cambiamento, ma quelle che imparano a
trasformarlo in opportunità.
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