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Il modello di Società Dolce e Assistiamo Casa per la riabilitazione in struttura

02/10/2026

Le strutture residenziali per anziani accolgono oggi persone con elevati livelli di fragilità: un carico assistenziale articolato che richiede risposte organizzate, non solo l’impiego di ulteriori risorse. È una sfida che riguarda in primo luogo chi lavora ogni giorno negli ambienti di cura, ma che offre anche uno spunto a chi, in azienda, si trova a dover integrare competenze specialistiche all’interno di processi già a sistema: il valore non sta solo nell'avere le risorse giuste, ma nel saperle organizzare.

Il “Progetto Riabilitativo di Struttura”, avviato nel 2025 da Società Dolce e Assistiamo Casa presso la CRA Villa Paola di Bologna, mostra come un'organizzazione capace di strutturarsi possa rispondere meglio a un bisogno di cura in crescita. Uno dei punti di forza del progetto è il lavoro in rete, esterno e interno, che conferma come la collaborazione tra organizzazioni ed enti, équipe, famiglie, università e consorzi possa trasformare un bisogno sociale in crescita in opportunità di innovazione organizzativa. 

Organizzazione e lavoro in rete: due principi che possono valere anche fuori dal settore sociosanitario.

Il progetto nasce con l'obiettivo di ripensare l'organizzazione delle attività riabilitative già presenti, che nelle strutture residenziali rischiano spesso di restare avulse dal resto del percorso di cura. Un problema, in fondo, che non si discosta di tanto da quello che molte imprese affrontano quando devono integrare un’attività specialistica dentro processi già consolidati: serve un metodo, non solo buona volontà.

Il progetto si è sviluppato su tre livelli, ciascuno con una logica replicabile anche fuori dal settore sociosanitario:

Un metodo condiviso. È stato definito un documento di indirizzo, il Progetto Riabilitativo di Struttura (PRS), che ha reso esplicite finalità, organizzazione e modalità operative degli interventi riabilitativi, coinvolgendo l'intera équipe. Uno strumento che ha anche una funzione di trasparenza verso l'esterno: un principio non distante da quello che guida molte imprese nella rendicontazione dei propri processi.

Investimento in competenze. L'attività di valutazione clinica avviata nel 2025 (che ha coinvolto circa il 70% dei residenti di Villa Paola) ha richiesto ai professionisti e alle professioniste coinvolte una formazione specifica su strumenti mirati, confermando che l'innovazione organizzativa, anche nel settore sociosanitario, poggia necessariamente sulla valorizzazione e l’aggiornamento delle competenze delle proprie risorse umane.

Lavoro in rete. Attorno al progetto, Società Dolce e Assistiamo Casa hanno attivato anche alcune collaborazioni esterne e interne: la partecipazione al Laboratorio Salute di Società Dolce per la condivisione di buone pratiche nelle strutture residenziali per anziani; l'adesione al Living Lab del Consorzio Colibrì per la prevenzione delle cadute e il monitoraggio della mobilità; un accordo con il Corso di Laurea in Fisioterapia dell'Università di Bologna per l'attivazione di tirocini clinici dal 2026: un modo per far crescere fin da subito le competenze di cui l'organizzazione avrà bisogno. A questo si aggiunge il coinvolgimento dei familiari come parte attiva in alcune attività quotidiane o riabilitative dei residenti, attraverso il Patto di Cura promosso dalla Direzione delle Attività Socio-Sanitarie (DASS) dell’AUSL di Bologna.

Ad oggi, è un modello sperimentale, circoscritto a una singola struttura. Ma nella misura in cui riesce a diventare un modello replicabile - fatto di strumenti condivisi, formazione mirata e collaborazioni interne ed esterne - individua una strada percorribile anche in altri contesti organizzativi alle prese con nuove sfide emergenti: non solo creare più valore per i propri interlocutori, ma organizzarsi meglio per poterlo fare.

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