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FARE INSIEME - Ep. 14 - Hansa-TMP, essere leader nell’oleodinamica. Da una piccola officina di Modena ai mercati nel mondo

«Vi racconto perché la meccanica è una passione di famiglia»

09/12/2021

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C’è la passione per la tecnologia, c’è l’impegno continuo per l’innovazione, c’è l’attenzione maniacale al dettaglio. E poi c’è la cultura, con i suoi valori rimasti integri nei decenni. «La terra che ci ha visto nascere è stata quella che ha permesso che tutto questo potesse accadere». Per FARE INSIEME Giampaolo Colletti intervista Silvia Pecorari, VP Strategic Development & Operations di Hansa-TMP

di Giampaolo Colletti
@gpcolletti

Photocredit: Giacomo Maestri e Francesca Aufiero

In fondo l’eccellenza è sempre un gioco di squadra. È quello che si coglie subito rileggendo le pagine di storia di Hansa-TMP, colosso emiliano nella costruzione e produzione di pompe idrauliche, in quell’hydraulic valley che il mondo ci invidia. Si tratta di una realtà modenese specializzata nell’integrazione di sistemi completi che prevedono l’utilizzo della tecnologia di fluidi in connessione con l’elettronica. Impresa glocal dal respiro internazionale, che negli anni ha vissuto un’evoluzione significativa: nata come studio di progettazione, nel tempo è diventata produttrice e distributrice esclusiva di colossi come Kawasaki. Di fatto sono specialisti in soluzioni oleodinamiche complete e personalizzate legate all’elettronica, incentrate su efficienza e sostenibilità. L’headquarter è a Modena, ma la forza di questa impresa sta nella sua presenza in oltre 60 Paesi del mondo, con uffici vendita propri e con una strutturata rete di distribuzione e customer service. Precisamente 21 distributori e centri di riparazione all’estero per un export dell’80% fuori dai confini nazionali e un giro d’affari sui 10 milioni di euro, col 40% di donne coinvolte e un’età media sui 35 anni.

Alleanze nel territorio.
L’azienda nasce nel 1950, nel pieno di quel boom economico che è anche culturale. È un tempo di ripartenza, quello. E lo si coglie anche sbirciando nell’Officina Meccanica Pecorari specializzata nella progettazione e produzione delle prime macchine agricole, come motocoltivatori. «Siamo cresciuti operando una scelta ben precisa: mantenere internamente la ricerca e sviluppo, il controllo qualità, l’assemblaggio, il test e la logistica e sfruttando la sinergia con i nostri fornitori per tutto il resto. D’altronde il nostro è un territorio eccezionale. Così nel 1998 siamo diventati noi stessi produttori di componenti oleodinamici: abbiamo iniziato a realizzare le pompe a pistoni assiali a cilindrata variabile, per trasmissioni idrostatiche di veicoli, macchine da costruzione, macchine agricole, spazzatrici o per veicoli municipali», racconta Silvia Pecorari, VP Strategic Development & Operations di Hansa-TMP, di fatto la seconda generazione dell’impresa di famiglia. Già, il territorio con le sue persone. Talenti da portare a bordo. E quindi si ritorna ossessivamente alla squadra, anche fuori dai confini dell’azienda, in quel mondo della formazione che brulica di nuove risorse da formare e far crescere. Ci vuole visione per fare tutto ciò, ma alla lunga i risultati arrivano: così sono stati stipulati gli accordi con la facoltà di ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia e con la Rete di Alta Tecnologia dell’Emilia Romagna. «Il team di ingegneri universitari utilizzano software di simulazione, a cui abbiamo affidato ricerche supporto del nostro ufficio di progettazione prima della realizzazione del prototipo. L’università racchiude al suo interno competenze molto valide nel campo oleodinamico che possono supportare l’innovazione di prodotto. Un modo per studiare e migliorare la sensoristica da applicare sui nostri prodotti e per effettuare delle ricerche sia sui materiali, sia sulle prestazioni delle pompe», precisa Pecorari.

I driver della crescita.
C’è la passione per la tecnologia, c’è l’impegno continuo per l’innovazione, c’è l’attenzione maniacale al dettaglio. E poi c’è la cultura, con i suoi valori rimasti integri nei decenni. Perché per capire la forza di questa azienda dobbiamo tornare al suo fondatore e agli anni ’50, in quel percorso di meccanizzazione che stava coinvolgendo nel Dopoguerra anche l’agricoltura, elemento portante della terra emiliana. «La terra che ci ha visto nascere è stata quella che ha permesso che tutto questo potesse accadere. D’altronde sin dall’inizio abbiamo lavorato per semplificare il lavoro in campo e per innovare. Oggi progettiamo pompe, motori e valvole non a caso nel distretto industriale più importante al mondo. E abbiamo un legame storico e molto stretto con la catena di subfornitura. Riusciamo a controllare la filiera e a risolvere velocemente le problematiche per dare un servizio al cliente veloce e contenendo i costi. D’altronde una filiera corta consente la logistica facilitata, la rapidità di risposta e di consegne», dice Pecorari.

Nel segno dell’eccellenza.
La ricerca è un mantra. «Nel 2014 abbiamo fondato un centro interno per quelle competenze oleodinamiche e trasversali. Centro di ricerche interno, ma aperto alle università. Qui facciamo la simulazione virtuale con lo studio dei materiali e l’efficientamento del prodotto. Poi collaboriamo con Competence Center per la prototipazione rapida grazie ad una squadra di ingegneri legati alla ricerca e sviluppo», dice Pecorari. La parte di testing è essenziale: con le simulazioni virtuali, dopo la progettazione, si fanno prototipi in stampa 3D per vedere l’ergonomia di montaggio, il tutto testato in prova con sistema di simulazione idrostatica. Ora l’azienda guarda al futuro col raddoppio della parte produttiva e di logistica. Un investimento di 3 milioni di euro che verrà completato entro il prossimo anno con nuove linee che in logica 4.0, quindi automatizzate e con personale specialistico. D‘altronde si prova e si riprova. E solo così si vince sul mercato. 

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