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FARE INSIEME - Ep. 60 - MG2, quell’idea innovativa che ha rivoluzionato il mondo

«Il prodotto fa la differenza, ma la visione internazionale ci ha portato ovunque»

13/06/2022

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Il rifiuto a realizzare la sua idea lo ha spinto nel 1966 a mettersi in proprio. E in poco tempo l’azienda è diventata leader mondiale per qualità e precisione delle sue macchine automatiche di dosaggio e confezionamento per l'industria farmaceutica e cosmetica. Ma per MG2 tutto parte da un piccolo garage di Bologna e approda in ogni angolo del mondo. Per FARE INSIEME Giampaolo Colletti intervista Ernesto Gamberini, fondatore di MG2

di Giampaolo Colletti
@gpcolletti

Photocredit: Giacomo Maestri e Francesca Aufiero.

Il mondo è piccolo per chi ha grandi ambizioni. Certamente lo è stato per Ernesto Gamberini, startupper e pioniere italiano. Per questo designer e innovatore bolognese tutto parte da un rifiuto ricevuto al lavoro e dalla sua perseveranza nell’andare avanti, contro tutto e contro tutti. Perché Gamberini, in tasca una licenza tecnica, dai 17 anni e per ben dodici, lavora come dipendente per una società bolognese fino a diventare capo-progettista: qui inizia a progettare macchine per riempire le capsule. Si tratta di macchine tradizionali a movimento alternato, con una velocità massima di 25mila capsule all’ora. A quel tempo le macchine più veloci facevano sì e no 15mila o 20mila capsule all’ora. «Ma ero convinto che si potesse fare di più e meglio. Però dove lavoravo quell’idea mi venne bocciata. E allora decisi di realizzare da solo il mio sogno, mettendomi in proprio». Un azzardo che sapeva di scommessa, di incoscienza, ma che in fondo era un percorso ineluttabile negli anni del Boom economico. Ecco, il sogno che sa di riscatto. Tutto inizia nella primavera del lontano 1966 per questo under 30 e la sua idea innovativa. E parte da un garage di poche decine di metri quadrati, ma in grado di ospitare una rivoluzione. Siamo nella prima periferia di Bologna, nel quartiere Mazzini, lungo quella via Emilia Levante che verso nord arriva fin sotto le Due Torri. Poi da lì Gamberini approda ovunque nel mondo. «Quando mi sono messo in proprio il primo obiettivo era realizzare tutto in tempi rapidi. All’inizio lavoravo di giorno e assemblavo di notte. Il garage aveva anche il bagno e una brandina perché lì ci dormivo. Ma capii presto che poteva essere una rivoluzione», ricorda Gamberini.  

Idee da brevettare.
Già, la rivoluzione: applicare alle opercolatrici, per la prima volta al mondo, il movimento di rotazione continua in sostituzione del movimento alternato. Questo principio è legato al mitico Modello G36, in grado di produrre 36.000 capsule/ora. Una tecnologia protetta da brevetto e che ha cambiato completamente il modo di progettare e costruire questo tipo di macchine, facendo diventare MG2 leader mondiale. «L’azzardo riuscì e sottraemmo ai potenziali competitor un po’ di mercato. Anche ai miei vecchi titolari, che in quell’idea non ci avevano mai creduto, salvo poi ricredersi nei fatti», dice Gamberini. All’inizio questo giovane progettista coinvolge un collega e una zia come finanziatori. Siamo molto lontani da business angel e investitori di oggi. Dopo il garage arriva la prima sede: un piccolo capannone alla periferia di Bologna e lì Gamberini inizia a progettare e produrre macchine automatiche per l'industria farmaceutica. Nel1967 MG2 processa il primo ordine per una riempitrice per capsule adatta al dosaggio di prodotti farmaceutici in capsule rigide: questa macchina riscuote tanto successo e diventa il business principale dell'azienda. Innovazione, affidabilità, produttività, precisione: questa la ricetta vincente.  

Globetrotter per vocazione.
Oggi l’headquarters è a Pianoro, nel cuore bolognese della packaging valley italiana. L’azienda conta 175 dipendenti per un fatturato di 24 milioni di euro e un export mondiale al 95%, soprattutto nei mercati europeo e americano. L’obiettivo principale resta l’internazionale. La presenza di MG2 all'estero è consolidata dalla filiale negli Stati Uniti, MG America con sede in New Jersey. Oggi l’azienda, giunta alla seconda generazione (ma c’è già la presenza della terza) produce macchine fino a 200mila capsule all’ora, controllando la qualità e il peso netto di ogni singola capsula con performance straordinarie e inimmaginabili rispetto al passato. E le macchine durano a lungo. «Facciamo revisioni di macchine che hanno anche trent’anni di vita. L’innovazione ci ha sempre guidato e il prodotto fa la differenza. Ma è la visione globale del mercato che ci ha permesso di scalare. Abbiamo subito ragionato in termini di mondo e non solo di Italia. E tutto questo sin dal 1966, anno di nascita. Basti pensare che già nel1967 eravamo alla prima fiera in Germania, a Francoforte. Siamo internazionali nel DNA», conclude Gamberini. In fondo il segreto è questo: pensare già in grande e crederci sempre.

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