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FARE INSIEME - Ep. 276 - Catamacro, testa e cuore. Così la tecnologia è strategia

«Accompagniamo le Pmi nel digitale»

19/2/2026

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Da Bologna agli altri snodi produttivi italiani. Identikit di un’azienda che da trent’anni accompagna le altre aziende nei processi di trasformazione digitale integrando competenze, sviluppo software e conoscenza dei processi industriali. Con oltre ottanta professionisti e più di novecento clienti, il modello punta su formazione, sicurezza e integrazione dei sistemi. Per FARE INSIEME Giampaolo Colletti intervista Mattia Macellari, partner e direttore commerciale di Catamacro

di Giampaolo Colletti
@gpcolletti


Milano, Torino, Treviso, Bolzano e Bologna: se metti in fila questi punti su una mappa non ottieni solo una geografia di sedi, ma un’idea precisa di Italia. Quella che pensa, quella che fa. È anche l’Italia delle Pmi che non fa rumore ma costruisce, quella che ha imparato che la vera innovazione non è un gesto teatrale, bensì una somma di scelte quotidiane: metodo, rigore, continuità. Catamacro nasce dentro questo reticolo e lo attraversa come un’infrastruttura essenziale. La presenza bolognese è strategica perché collocata nel cuore del sistema manifatturiero emiliano, a ridosso dei principali corridoi produttivi e logistici della regione. Qui si lavora a stretto contatto con imprese industriali, filiere meccaniche e realtà della logistica avanzata. L’azienda conta oltre ottanta professionisti – soprattutto tecnici qualificati – e più di novecento clienti in portafoglio: manifatturiero, logistica, retail, servizi. Numeri che raccontano una realtà cresciuta non inseguendo mode, ma integrando competenze. «Il dato che ci descrive meglio oggi sono proprio le competenze specialistiche che abbiamo integrato. Siamo strutturati per affrontare progetti complessi con squadre organizzate, una governance chiara e una continuità nel tempo. Possiamo lavorare su progetti grandi e difficili, con persone diverse che però lavorano bene insieme, e soprattutto sappiamo prendere decisioni in modo coerente. La crescita passa da qui», afferma Mattia Macellari, partner e direttore commerciale di Catamacro.

Identikit dell’azienda
. Catamacro è la dimostrazione che la trasformazione digitale non è una bacchetta magica, ma una disciplina: una tecnologia che diventa valore solo quando smette di essere promessa. E infatti il suo Dna viene da lontano: più di trent’anni di esperienza su integrazione di sistemi, progetti ERP e CRM, comprensione profonda dei processi aziendali delle piccole e medie imprese italiane. Poi arriva l’evoluzione più recente: non un cambio di pelle, ma un cambio di struttura. Integrazione dei laboratori di sviluppo software, investimenti in intelligenza artificiale e sicurezza informatica, rafforzamento della capacità organizzativa. «La cosa più importante è l’integrazione dei laboratori che si occupano di sviluppo software. Stiamo investendo su AI e cybersecurity perché vogliamo essere un partner per l’innovazione continua, non solo una società che fornisce soluzioni», dice Macellari. L’unione fa la forza, si potrebbe dire. Anche a livello semantico. Perché Catamacro nasce dalla fusione di due realtà storiche, CATA Informatica e Macro Group, e quel passaggio è stato prima di tutto un salto culturale. «La visione è rimasta la stessa, con un approccio preciso e un metodo orientato ai risultati concreti per i clienti.

Formarsi alla complessità.
In questa storia plurale la parola chiave è continuità. Innovare senza spezzare. Introdurre senza strappare. Modernizzare senza bruciare ponti. È una lezione di stile industriale: l’innovazione come lavoro di fino, non come rivoluzione a slogan. Così la tecnologia conta eccome, ma non basta. Il vero valore sta nella capacità di leggerla, integrarla e governarla nei processi aziendali. «Oggi vince chi porta progetti concreti, funzionanti e sostenibili nel tempo. L’integrazione dei laboratori di sviluppo software ci consente di personalizzare, modernizzare e integrare sistemi complessi garantendo continuità anche su ERP legacy e sistemi di fabbrica: la delivery trasforma l’innovazione in valore reale», sostiene Macellari. Intanto la presenza sul territorio permette di conoscere contesto, processi e persone. Le trasformazioni digitali non sono solo questione di tecnologia: hanno bisogno di ascolto, di accompagnamento, di presenza continua. È una frase che ha la sostanza del fare insieme: non si cambia un’impresa dall’esterno, ma la si attraversa. Da qui nasce anche la scelta dell’Academy: formare anziché inseguire. «Il mercato soffre una carenza strutturale di competenze e noi crediamo che formare sia un investimento strategico, non un costo. La Catamacro Academy serve a coltivare talenti e diffondere una cultura dell’innovazione capace di reggere nel tempo. L’errore più frequente che le imprese fanno con la digitalizzazione? Pensarla come un progetto tecnologico isolato. La digitalizzazione non è un evento. È un percorso continuo, complesso e che richiede strategia, visione, cambiamento organizzativo e culturale», conclude Catamacro. Nelle organizzazioni d’eccellenza la tecnologia non cambia le aziende. In fondo sono le migliori realtà a cambiare quando hanno testa, oltre che cuore. Oltre la tattica che va tanto di moda serve strategia. Di più, serve visione!

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