

A 600 metri dall’ospedale sorge la nuova casa di Fondazione
Sant’Orsola, tra via Clotilde Tambroni e via Leandro Alberti. Una villa
padronale e altri due edifici, con uno spazio verde riservato, dove potrà
raddoppiare l’accoglienza, potendo contare su 46 posti letto ed aprendo le
porte anche agli anziani di Bologna che hanno bisogno di un aiuto durante un
percorso di cura, e saranno realizzate tante altre attività capaci di dare
forza alla comunità.
I lavori necessari sono stati avviati lunedì scorso. L’obiettivo è
ultimarli in due mesi per avviare l’attività della casa, a pieno regime, da
aprile. La campagna di raccolta fondi per rendere possibile tutto ciò è stata lanciata oggi in una
conferenza stampa presso la sede di Confindustria Emilia, dal presidente della Fondazione Andrea Moschetti, alla presenza del direttore generale dell’Associazione, Tiziana Ferrari.
“Vogliamo che le fondamenta di questa esperienza siano larghe, che coinvolgano più persone e più
imprese possibile. Sarà concretamente l’abbraccio della città a chi vive un
momento difficile, per ritrovare insieme la forza e la bellezza di essere
comunità”, spiega il presidente di Fondazione Sant’Orsola, Andrea Moschetti.
“È una sfida ambiziosa, ma è così che si deve fare se si vuole
continuare a crescere e a dare un’attenzione vera alle persone, come Fondazione
Sant’Orsola ha sempre fatto in questi anni”, commenta il direttore generale di Confindustria Emilia, Tiziana Ferrari.
Nella nuova struttura si amplierà, innanzitutto, l’attività di
accoglienza che Fondazione Sant’Orsola sta portando avanti dal settembre 2021
con 17 appartamenti e una quarantina di posti letto. Uno sviluppo richiesto dai
numeri. Nel 2025 sono state aperte le porte a 580 famiglie, ma sono
state rifiutate quasi altrettante richieste per carenza di posti letto. Famiglie
che arrivano a Bologna per ricevere cure salvavita, che possono trovare al
Sant’Orsola.
Lo sviluppo non sarà però soltanto quantitativo. I 46 nuovi
posti letto di via Tambroni permetteranno anche di sperimentare nuove
modalità di accoglienza per gli anziani di Bologna. I dati raccontano che in
città quasi un terzo degli over 65 vive da solo, e la percentuale sale
al 50% tra gli over 80. Alcuni hanno comunque una rete familiare su cui
contare, ma tanti altri no e quando arriva la necessità di affrontare un
percorso di cura le cose si complicano. Chi è solo a volte non può affrontare in Day hospital cure che
solitamente così vengono erogate, come la chemioterapia, perché da solo non può
gestire gli effetti collaterali. Fondazione Sant’Orsola con questa nuova casa
offrirà l’opportunità di essere accolti gratuitamente vicino all’ospedale,
quindi in sicurezza, per vivere insieme ad altri il proprio percorso di cura,
in un contesto comunitario, per poter poi tornare alla propria abitazione una
volta terminate le terapie o la convalescenza.
Via Tambroni sarà una casa di accoglienza e di comunità. In una
delle sale della villa, al piano terra, troverà sede così il progetto Guarda
come cresco, con cui la Fondazione offre un servizio di logopedia precoce a 41
bambini da 0 a 7 anni, con la Trisomia 21. Ci saranno dunque, tutti i
giorni, tante famiglie con bambini che arriveranno nella casa e potranno
fermarsi a giocare nel parco. E da settembre porteremo qui anche la
musicoterapia per gli anziani con Alzheimer, che terminata la seduta
potranno fermarsi nell’orto della casa o per fare merenda insieme.
Via Tambroni diventerà un punto di riferimento anche per i volontari
di Fondazione Sant’Orsola, ormai quasi 300. Qui si svolgeranno, infatti, le
assemblee plenarie così come gli incontri con i nuovi candidati o la scuola di
volontariato e la vita stessa della casa sarà seguita dalla presenza costante
di alcuni volontari dedicati. Il grande salone si presta poi a iniziative
aperte alla città, come l’esperienza di meditazione appena lanciata da
Fondazione Sant’Orsola insieme alla comunità dell’associazione Tutto è vita.
Fondazione Sant’Orsola ha preso in affitto la struttura di via
Tambroni da Matilde, società controllata dall’Arcidiocesi e costituita
dalle suore Missionarie del lavoro che l’hanno abitata fino allo scorso mese di
maggio. L’attività di accoglienza e alcuni dei servizi previsti sono già stati
avviati. Ora servono però alcuni lavori strutturali per permettere di entrare a
regime cogliendo tutte le opportunità offerte.
L’obiettivo è così raccogliere 100.000 euro per
trasformare quattro locali per realizzare
una grande cucina;
costruire a piano terra un bagno con
doccia per persone con disabilità;
portare l’aria condizionata nelle stanze
che ne sono prive;
acquistare gli arredi mancanti
per riuscire ad inaugurare a pieno regime la casa entro la fine
del mese di aprile.
Per trovare le risorse necessarie ad ultimare il cantiere
Fondazione Sant’Orsola lancia una grande campagna di raccolta fondi che punta a
coinvolgere tutta la città.
Per partecipare alla costruzione di questo polo
solidale, capace di arricchire la vita di tutti, ognuno potrà donare
- 20 euro (1 mattone), una donazione alla portata di tanti, pari al
costo di una pizza e una birra consumati in un locale;
- 200 euro (10 mattoni), pere le famiglie che possono fare questo
gesto di generosità in più;
- 2.000 euro (100 mattoni), per i grandi donatori e le imprese.
I 5.000 mattoni che permetteranno di arrivare alla cifra
necessaria daranno vita ad un’opera che arricchirà il muro che delimita il
giardino della casa su via Tambroni, per rendere presenti a chiunque entrerà
nella casa i nomi di chi donando ha permesso di aprirla e renderle un polo
capace di arricchire la vita di tanti.