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FARE INSIEME CHARITY – Ep. 15 – Fondazione A.C.A.RE.F., al fianco dei malati di atassia e delle loro famiglie

«Non possiamo prenderci cura solo del paziente e dimenticare chi se ne occupa»

12/3/2026

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Nel 2012, a Ferrara, è nata la Fondazione A.C.A.RE.F. per supportare le persone e i nuclei familiari che convivono con le sindromi atassiche. Un impegno quotidiano attraverso progetti di ricerca, interventi riabilitativi e iniziative di sensibilizzazione, per migliorare la vita di chi convive con questo gruppo di malattie genetiche rare ed ereditarie. Per FARE INSIEME Charity, Lucrezia Lanzani intervista Nicola Piu, corporate fundraiser manager di Fondazione A.C.A.RE.F. ETS

FARE INSIEME CHARITY è lo spin-off del progetto FARE INSIEME dedicato alla presentazione di alcune onlus e società no profit, realtà fortemente presenti nei territori di Bologna, Ferrara e Modena e che svolgono un lavoro straordinariamente importante e cruciale per l’intera comunità

di Lucrezia Lanzani*

“Sostegno: aiuto, appoggio, materiale o morale, rappresentato da persone o cose”.

Nel 2012, a Ferrara, un gruppo di persone si allea per trasformare un’idea di solidarietà in una Fondazione e decide di dare vita alla Fondazione A.C.A.RE.F. ETS. La motivazione è chiara: si stava conoscendo sempre di più la situazione delle famiglie con al loro interno persone affette da sindromi atassiche, un gruppo di malattie genetiche rare ed ereditarie che compromettono progressivamente la coordinazione dei movimenti, in particolare la SCA1 (Atassia Spinocerebellare di tipo 1) e la SCA2 (Atassia Spinocerebellare di tipo 2).

«L’Atassia Spinocerebellare è una malattia degenerativa con un decorso travagliato e spesso veloce. L’aspettativa di vita è tra i dieci e i quindici anni dal momento in cui compaiono i primi sintomi. È una patologia che non coinvolge solo la persona malata, ma l’intero nucleo familiare», spiega Nicola Piu, corporate fundraiser manager di Fondazione A.C.A.RE.F. ETS.

Inizialmente la Fondazione nasce come realtà impegnata a dare assistenza ai malati e ai loro familiari. Poi, nel 2016, arriva un passaggio importante: viene aperto un laboratorio di ricerca all’interno dell’Università degli Studi di Ferrara. Da quel momento la Fondazione decide di concentrarsi in modo strutturato sulla ricerca scientifica. Oggi, accanto alla ricerca, è stato riattivato con forza anche il percorso di assistenza. «Un malato comporta una spesa economica per la famiglia: tra i 2.000 e i 3.000 euro al mese solo per l’assistenza, caregiver, badanti o strutture che garantiscano supporto continuativo. A questo si aggiungono i costi per trasporti, fisioterapia, fisiatria e logopedia», prosegue Piu.

In Italia si stimano circa 5.000 persone colpite da una forma di atassia ereditaria e in Emilia-Romagna la Fondazione ha censito circa 100 malati. Garantire un’assistenza completa e continuativa è quindi estremamente complesso. Per questo è nato il progetto “SI FA - Sostegno Integrato alle Famiglie con Atassia”, che prevede un supporto a 360 gradi: trasporti, visite mediche, terapie riabilitative e supporto psicologico, anche per i caregiver. «La situazione che vive un caregiver è estremamente pesante a livello psicologico. Molte persone si sentono sole o si trovano in una bolla causata da quello che sta succedendo all’interno della propria famiglia. Non possiamo prenderci cura solo del paziente e dimenticare chi se ne prende cura», evidenzia ancora Nicola Piu.

La raccolta fondi si basa su diverse attività. Le campagne principali sono realizzate in occasione delle festività di Natale e Pasqua; un’altra importante modalità di donazione è quella legata alla destinazione del 5x1000. «L’anno scorso oltre 1.200 persone hanno scelto di destinare la propria quota alla Fondazione. Sono attive anche campagne di crowdfunding. Accanto a tutto ciò ci sono donatori ricorrenti, oltre a donatori occasionali e imprese che sostengono le attività come grandi donatori. Per la campagna pasquale saranno in vendita uova di cioccolato al latte a 8 euro e colombe artigianali a 15 euro. L’intero ricavato sostiene le attività di ricerca e il progetto SI FA. Più fondi riusciamo a raccogliere, più persone possiamo raggiungere», sottolinea Nicola Piu.

Fondazione A.C.A.RE.F. ETS è composta da quattro dipendenti e da un direttivo di volontari. Tra le figure che sostengono quotidianamente il lavoro della struttura vi sono Stefania Roselli, che gestisce in autonomia tutte le attività della sede operativa di Pescasseroli, ed Elena e Anita Govoni, che garantiscono un supporto amministrativo e contabile fondamentale per il funzionamento dell’organizzazione. Accanto alla struttura operativa, il vero cuore pulsante della Fondazione è rappresentato dai volontari: una ventina di persone che, con passione e dedizione, rendono possibile gran parte delle attività sul territorio, dall’organizzazione di eventi, mercatini e cene solidali fino al sostegno concreto alle iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi. «Il loro impegno quotidiano costituisce il motore umano che alimenta la vita della Fondazione e ne permette la presenza attiva nella comunità» conclude Nicola Piu.

L’obiettivo, una volta consolidato il supporto in Emilia-Romagna, è estendere l’assistenza anche alle regioni limitrofe. Una realtà piccola con un obiettivo chiaro: non lasciare nessuno indietro.

*Lucrezia Lanzani è una ex studentessa del Liceo Steam Emilia, che ora studia Communication Science all'Università di Amsterdam. Ha diciotto anni e da sempre è interessata a tematiche sociali, da più di tre anni presta attività di volontariato in diverse realtà della sua comunità.

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