A Modena, nel 1942, è nata una struttura dedicata all’accoglienza delle persone con disabilità grave e gravissima. Oggi la realtà occupa circa 160 dipendenti e gestisce sia servizi per la disabilità sia servizi rivolti ai minori e alle famiglie, con una specializzazione nella cura delle situazioni più difficili dal punto di vista comportamentale. Per FARE INSIEME Charity, Lucrezia Lanzani intervista Mauro Rebecchi, presidente, e Chiara Arletti, direttrice di ASP Ghirlandina
FARE INSIEME CHARITY è lo spin-off del progetto FARE INSIEME dedicato alla presentazione di alcune onlus e società no profit, realtà fortemente presenti nei territori di Bologna, Ferrara e Modena e che svolgono un lavoro straordinariamente importante e cruciale per l’intera comunità
di Lucrezia Lanzani*
“Apertura: l’azione o il risultato
dell’aprire, ovvero il rendere accessibile un varco, un oggetto
o uno spazio chiuso”.
ASP Ghirlandina nasce nel 1942 per iniziativa di Mario Gelosa. In
un periodo in cui la disabilità era spesso esclusa dalla vita sociale,
Gelosa decide di creare a Modena una struttura dedicata all’accoglienza
delle persone con disabilità grave e gravissima.
«Nel 1942 la disabilità si vedeva male», racconta il presidente Mauro Rebecchi. «Per questo
Gelosa aprì questa residenza con fondi personali, per accogliere persone che
altrimenti sarebbero rimaste ai margini della società».
Negli anni la struttura cresce fino ad arrivare a ospitare circa
440 persone. Successivamente, con l’evoluzione del sistema assistenziale
italiano e il superamento dei grandi istituti, il modello cambia
profondamente. «Se negli
anni passati accoglievamo molte più persone, oggi siamo specializzati nelle situazioni più complesse. Attualmente ospitiamo persone con disabilità che non riescono
a essere gestite
in ambito familiare e, in molti
casi, nemmeno in altre strutture residenziali», spiega Rebecchi.
Oggi ASP Ghirlandina rappresenta una delle realtà più specializzate del territorio modenese nell’ambito della disabilità
grave e gravissima. Nel 2025 l’ente ha inoltre completato una fusione con un’altra
ASP modenese che si occupa di minori e famiglie fragili, ampliando
ulteriormente il proprio raggio d’azione. «Oggi siamo circa 160 dipendenti e
gestiamo sia servizi per la disabilità sia servizi rivolti ai minori e alle
famiglie», sottolinea Rebecchi.
Uno degli aspetti che caratterizza maggiormente l’attività di ASP
Ghirlandina riguarda la specializzazione nella gestione delle disabilità
accompagnate da gravi disturbi del comportamento. «Negli ultimi anni ci siamo specializzati nelle situazioni più difficili dal punto
di vista comportamentale. Parliamo di persone che possono mettere in atto
comportamenti aggressivi o autolesivi e che richiedono competenze molto
specifiche», spiega la direttrice Chiara Arletti.
L’aumento delle diagnosi legate allo spettro autistico e ai
disturbi del comportamento sta ponendo nuove sfide a tutto il sistema
dei servizi. «Le risposte disponibili sono ancora poche e le strutture realmente
specializzate sono limitate. Per questo abbiamo investito molto nella
formazione del personale, nella definizione di procedure e nella ricerca»,
continua la direttrice.
Negli ultimi anni ASP Ghirlandina ha infatti sviluppato collaborazioni con il CNR di Bologna,
l’Università e l’AUSL.
«Stiamo portando avanti diversi progetti di ricerca che
hanno già prodotto pubblicazioni scientifiche. Per noi la ricerca non è un’attività
separata dall’assistenza, ma uno strumento per migliorare la qualità degli
interventi», racconta ancora il presidente.
Accanto alla ricerca
rimane centrale la vita quotidiana delle persone accolte.
«La nostra residenza è organizzata in piccoli gruppi
di vita da sette o otto persone. Cerchiamo di riprodurre il più
possibile il contesto di una piccola comunità», spiega Arletti
Le attività spaziano dai laboratori creativi alle attività
sportive, dalle uscite sul territorio alle esperienze realizzate all’interno
delle imprese del territorio. «I ragazzi svolgono attività che consentono loro
di assumere un ruolo e una responsabilità», racconta la direttrice. «Non si
tratta di produttività in senso tradizionale, ma di percorsi
che favoriscono crescita
personale, autonomia e inclusione».
L’apertura verso il territorio è uno dei temi centrali
per ASP Ghirlandina.
«Quello che stiamo
cercando di fare è aprire sempre di più questa residenza alla città», afferma
il presidente Rebecchi. «Vogliamo superare l’idea della struttura
chiusa e costruire
collaborazioni con associazioni, volontari, scuole e
imprese».
Nascono da questa impostazione progetti come l’attività di vela
realizzata insieme all’associazione Controvento, che consente anche alle
persone in carrozzina di vivere l’esperienza
della navigazione, e quello delle biciclette adattate
che permette agli ospiti
di percorrere i parchi cittadini accompagnati dai volontari.
Per ASP Ghirlandina, tuttavia, l’apertura non riguarda soltanto
le attività. Riguarda
anche il ruolo che una
struttura di questo tipo può avere nella comunità. «Accogliamo studenti,
tirocinanti, volontari e persone che svolgono percorsi formativi. Crediamo che
la nostra realtà possa contribuire a costruire una maggiore consapevolezza sui
temi della fragilità e dell’inclusione», conclude Chiara Arletti.
Una visione che sintetizza bene l’evoluzione di ASP
Ghirlandina: una realtà nata oltre ottant’anni
fa per rispondere a un bisogno assistenziale e che oggi si propone
come luogo di cura, ricerca, formazione e relazione
con il territorio.
*Lucrezia Lanzani è una ex studentessa del Liceo Steam Emilia, che ora studia Communication Science all'Università di Amsterdam. Ha diciannove anni e da sempre è interessata a tematiche sociali, da più di quattro anni presta attività di volontariato in diverse realtà della sua comunità.
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