In un contesto di forte dibattito sulle recenti direttive della Comunità Europea riguardanti la transizione energetica e lo stop ai motori endotermici, Reinova, player di riferimento nello sviluppo e validazione di componenti per la mobilità elettrica e ibrida, traccia una linea netta sullo stato dell'arte e sulle strategie necessarie per garantire la sopravvivenza e la competitività dell'industria automotive europea.
Giuseppe Corcione, CEO di Reinova, interviene per chiarire la visione industriale necessaria per affrontare il prossimo decennio: "È fondamentale sgomberare il campo da equivoci: la Comunità Europea non ha effettuato alcuna marcia indietro. Le normative sulla decarbonizzazione restano stringenti e la conferma del phase-out per i motori a combustione interna (ICE) è un dato di fatto. L'apertura a tecnologie alternative, confinata a una nicchia di mercato inferiore al 10%, impone comunque emissioni zero allo scarico. Questo non è un salvagente per il vecchio modello industriale, ma una sfida tecnica di estrema complessità che non sposta l'asse della transizione di massa verso l'elettrico" .
La vera partita non si gioca sulla difesa del mercato interno, ma sulla capacità delle aziende europee di competere nei mercati asiatici ad alta velocità di sviluppo. Per farlo, non servono più battaglie di retroguardia, ma una Coesione Tecnologica che permetta di generare reali economie di scala.
"Per essere competitivi in un mercato così sfidante, abbiamo bisogno di sinergie trasversali tra hardware e software", continua Corcione. "Oggi l'industria europea sta commettendo un errore strategico fatale: stiamo trasferendo "l'oro del domani" ovvero i dati, le abitudini di utilizzo, le analisi statistiche, a Big Tech company non europee. Che si tratti di ecosistemi Android o proprietari asiatici, stiamo cedendo la sovranità sul valore aggiunto del veicolo. È imperativo sviluppare sistemi proprietari e verticali per mantenere il know-how e la gestione dei dati all'interno del perimetro economico europeo" .
In risposta a questo scenario, Reinova conferma la propria roadmap strategica basata su quattro pilastri fondamentali, già in fase di sviluppo e validazione per i principali OEM globali:
- Sistemi batterie multi-chemistry e multi-voltage: sviluppo di pacchi batteria con chimiche variabili e tensioni modulabili per applicazioni trasversali (trazione, ausiliari), superando la rigidità degli attuali standard.
- Advanced safety & materials: utilizzo di materiali innovativi per incrementare la sicurezza attiva e passiva dei sistemi di accumulo.
- Circular Economy: ingegnerizzazione dei componenti fin dalle fasi di design per garantire la riparabilità e il riutilizzo, in ottica di sostenibilità totale del ciclo di vita.
- Digital twin & AI computing: implementazione di gemelli digitali e intelligenza artificiale per gestire la mole di Terabyte di dati generati dai test e dall'utilizzo su strada, ottimizzando le performance in tempo reale.
Reinova anticipa inoltre un cambio di paradigma nel modello di business: il passaggio dalla mass production basata sui volumi alla generazione di valore tramite servizi. In quest'ottica, la Guida Autonoma cessa di essere solo una feature tecnologica per diventare un abilitatore sociale, aprendo il settore dell'Automotive al comparto Health & Care.
"Il veicolo del futuro si muoverà su due direttrici: la customizzazione estrema (lusso) e la mobilità assistita come supporto alla qualità della vita" conclude Corcione. "La guida autonoma deve garantire l'indipendenza di movimento a fasce di popolazione oggi escluse, come anziani o portatori di disabilità. Stiamo lavorando affinché questa tecnologia non rimanga un esercizio di stile, ma diventi fruibile, "user friendly" ed economica, applicabile anche ai veicoli di categoria L6 e L7 per la mobilità urbana".
Questa visione strategica è il preludio alle prossime attività di industrializzazione che Reinova presenterà a breve, inclusi sviluppi concreti su piattaforme di mobilità urbana autonoma, a dimostrazione che la tecnologia avanzata può e deve essere democratizzata per le smart city del domani.