
Per una sera Bologna è diventata il punto d’incontro della mixology internazionale al femminile. Nel dehors del Velluto Botanique Eclectique, nel cuore medievale della città, Fabbri 1905 ha assegnato il Premio Lady Amarena International 2026, al termine di una finale che ha portato nel capoluogo emiliano otto professioniste provenienti da altrettanti Paesi.
A conquistare il titolo è stata Elina Davidovich, head bartender del MOXO di Varsavia, che riporta in Polonia il riconoscimento internazionale ideato dall’azienda bolognese per valorizzare il talento delle donne professioniste della mixology. Seconda classificata Sara Mesa Alejos, in gara per la Svizzera, mentre sul terzo gradino del podio è salita l’indonesiana Stephani Christanti, vincitrice anche del Premio Speciale Analcolico. Valentina Scuotto, Italia, ha ottenuto il “Premio Gin Fabbri”; Clara Staad, Germania, è stata la vincitrice del “Premio Marendry”; a Chiara Leoni, Austria, il “Premio Ratafià”; mentre a Melinda Hong, Cina, è stato attribuito il “Premio Speciale Caffetteria”.
“The Second Breath” è il signature cocktail nato dall’idea che un drink possa trasformarsi in un autentico momento di pausa: un invito a rallentare, respirare e ritrovare la propria presenza. La ricetta combina Gin Fabbri, note di arancia rossa ed eucalipto, Mixybar Plus Calamansi Yuzu e Sciroppo Amarena Fabbri, in un equilibrio tra freschezza agrumata, sfumature botaniche e note fruttate.
Il cocktail racconta inoltre la contaminazione tra due culture e due mondi, il Giappone e l’Italia, entrambi parte della quotidianità professionale di Elina. Una fusione che lei stessa definisce “Itameshi”, un incontro tra la precisione e la sensibilità giapponese e il calore, la convivialità e il comfort della cultura italiana. È proprio da questo dialogo tra tradizioni, tecniche e sensibilità diverse che nasce “The Second Breath”: un cocktail personale, capace di racchiudere in un bicchiere due identità apparentemente lontane, ma unite dalla ricerca dell’equilibrio.
“Volevo creare un cocktail che invitasse a fermarsi per un momento, respirare ed essere davvero presenti. Dopo tanti anni nell’hospitality ho imparato che fare la bartender non significa soltanto velocità, precisione e performance, ma anche capire le persone e creare uno spazio in cui possano sentirsi a proprio agio. ‘The Second Breath’ è proprio questo: un piccolo invito a rallentare e godersi il momento”, racconta Elina Davidovich. “Lady Amarena, per me, rappresenta molto più della creazione di un cocktail: è l’opportunità di raccontare la mia storia, esprimere la mia creatività e rappresentare una nuova generazione di bartender”.
Dietro Lady Amarena c’è una storia profondamente bolognese. Fabbri 1905 ha creato il concorso nel 2015 ispirandosi alla figura di Rachele Fabbri, che oltre un secolo fa inventò la ricetta dell’Amarena Fabbri, contribuendo allo sviluppo dell’azienda di famiglia. Da quella storia, iniziata nel territorio bolognese e diventata nel tempo internazionale, è nato un progetto dedicato alle donne del bartending, pensato per valorizzarne talento, professionalità e capacità di innovare il mondo della miscelazione.
“Lady Amarena nasce dal rapporto che Fabbri 1905 ha costruito in tanti anni con il mondo del bartending internazionale e dalla volontà di accendere i riflettori sulle donne che lavorano dietro al bancone, riconoscendole come vere protagoniste di questa professione. Quando ho iniziato a frequentare questo settore, a 19 anni, si parlava ancora di ‘barmaid’: oggi, guardando le professioniste arrivate da tutto il mondo per questa finale, possiamo vedere quanta strada sia stata fatta. Lady Amarena è nata proprio per contribuire a questo cambiamento, valorizzando talento, professionalità e passione. Vedere ciò che questa competizione è diventata è per noi motivo di grande orgoglio”, ha dichiarato Nicola Fabbri, quarta generazione alla guida di Fabbri 1905 assieme al fratello Umberto e al cugino Paolo, oggi affiancati dai giovani Fabbri della quinta generazione, nel premiare Elina. “La vittoria di Elina Davidovich porta avanti questa storia e conferma la dimensione ormai autenticamente internazionale di Lady Amarena: una community di professioniste che attraverso il cocktail riescono a esprimere tecnica, creatività, personalità e una propria idea di ospitalità”, ha concluso Fabbri.
A giudicare le esibizioni e i cocktail delle professioniste, una giuria composta da Cinzia Ferro, prima Lady Amarena, Francesca Aste, unica a detenere il doppio titolo di Lady Amarena Italia (2023) e International (2024), Antonella Tolomelli, direttrice marketing global Fabbri 1905 e sommelier AIS, Gianni Cocco, maestro di caffetteria specializzato in formazione e consulenza e Matteo Dondi, professionista e imprenditore della mixology proprietario del locale Velluto. A giudicare la tecnica delle performance è stato invece Angelo Donnaloia, presidente di AIBES. A premiarla, Nicola Fabbri, quarta generazione alla guida di Fabbri 1905 assieme al fratello Umberto e al cugino Paolo, oggi affiancati dai giovani Fabbri della quinta generazione. Tra questi, Federico Fabbri, presente alla serata, direttore Italia e mondo della business unit Beverage.
Alla serata ha partecipato anche Anna di Nuzzo, Lady Amarena Junior in carica, che ha realizzato il suo cocktail analcolico “Purple Butterfly”, a base di sciroppo di Amarena Fabbri, latte di mandorla, butterfly pea tea, centrifugato di more e sciroppo di vaniglia, decorato con Amarena Fabbri, Macaron all’amarena e corallo di isomalto.
Chi è Elina Davidovich, Lady Amarena International 2026
Nata in Bielorussia nel 1998 e oggi residente a Varsavia, Elina Davidovich ha doppia nazionalità polacca e bielorussa e lavora come head bartender al MOXO di Varsavia. Entrata nel mondo dell’ospitalità intorno al 2017, ha costruito in circa nove anni un percorso che l’ha portata dai primi ruoli dietro le quinte a quelli di bartender, head bartender, bar manager e trainer. Il suo stile combina precisione tecnica, creatività e attenzione all’ospitalità, con una predilezione per botaniche, frutta, erbe e abbinamenti inattesi. Un incontro decisivo nel suo percorso è stato quello con Ewa Nowicka, prima Lady Amarena polacca, che l’ha ispirata a proseguire la propria crescita nel bartending.