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FARE INSIEME CHARITY – Ep. 16 – Associazione Porta Aperta, per accogliere chi ha più bisogno

«Al lavoro per contrastare povertà e disuguaglianze»

23/4/2026

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A Modena, dal 1978, è attiva l’Associazione che mira a promuovere l’inclusione sociale delle persone ai margini, coinvolgere nel sostegno la comunità territoriale e sensibilizzare le istituzioni per contribuire allo sviluppo di reti di intervento. Porta Aperta mira a essere una comunità inclusiva offrendo diversi servizi alle persone in difficoltà: dagli ambulatori sanitari all’accoglienza residenziale, dalla mensa al dormitorio, dall’emporio sociale Portobello al Festival della Migrazione. Per FARE INSIEME Charity, Lucrezia Lanzani intervista Alberto Caldana, presidente di Associazione Porta Aperta

FARE INSIEME CHARITY è lo spin-off del progetto FARE INSIEME dedicato alla presentazione di alcune onlus e società no profit, realtà fortemente presenti nei territori di Bologna, Ferrara e Modena e che svolgono un lavoro straordinariamente importante e cruciale per l’intera comunità

di Lucrezia Lanzani*

“Accogliere: ricevere, sentire, accettare con un determinato atteggiamento o stato d’animo”.

A Modena, da oltre quarantacinque anni, l’Associazione Porta Aperta lavora con un obiettivo preciso: contrastare povertà e disuguaglianze e offrire a chi si trova in difficoltà la possibilità di ricostruire una vita dignitosa. Nel tempo, l’associazione ha costruito una rete di servizi pensati per le persone che vivono in condizioni di grave marginalità. «All’inizio è nato un centro di ascolto, quindi un luogo di accoglienza delle persone. Poi è seguita una mensa che ad oggi offre più di 200 pasti al giorno», racconta il Presidente Alberto Caldana.

Con il passare degli anni, i servizi si sono ampliati per rispondere ai bisogni che emergono sul territorio. Oggi, tra le varie cose, Porta Aperta gestisce ambulatori sanitari dedicati a chi non riesce ad accedere al Servizio Sanitario Nazionale: un ambulatorio medico, uno odontoiatrico e uno oculistico. «Chi vive sulla strada spesso ha patologie importanti e difficoltà a farsi seguire da un punto di vista medico», spiega Caldana.

Accanto ai servizi sanitari ci sono quelli di accoglienza residenziale. L’associazione ospita persone senza dimora e negli ultimi anni ha dato vita a un progetto per ospitare esclusivamente donne in difficoltà. I servizi non si limitano all’accoglienza: a Porta Aperta c’è anche lo sportello legale di Avvocato di strada, dedicato, tra le altre cose, alle questioni legate alla residenza anagrafica; un altro importante servizio è quello dell’unità di strada, tramite cui operatori e volontari incontrano le persone direttamente nei luoghi in cui vivono.

Porta Aperta gestisce anche l’Emporio Sociale Portobello, a cui accedono circa 600 famiglie. Qui, le persone che si trovano in una situazione di difficoltà economica temporanea possono fare la spesa come in un normale supermercato, utilizzando una tessera che tiene conto della situazione familiare e reddituale. Nel 2018 l’associazione ha avviato anche un’impresa sociale, Arca Lavoro, con l’obiettivo di creare percorsi di autonomia attraverso il lavoro. «In questo momento lavorano circa 30 persone. Molte attività sono legate all’economia del riuso, come il mercatino e il negozio che abbiamo in centro», racconta ancora il Presidente dell’Associazione.

Dietro tutte queste attività c’è una rete molto ampia di persone. Porta Aperta conta circa 700 volontari e oltre 60 operatori, a cui si aggiungono i lavoratori dell’impresa sociale. Il volontariato, però, non è solo un supporto operativo. È una palestra di cittadinanza attiva. Tra i volontari ci sono anche studenti che svolgono attività al posto di una sospensione scolastica o persone impegnate nei lavori di pubblica utilità.

Da oltre dieci anni, l’associazione agisce anche in ambito culturale, organizzando il Festival della Migrazione, un momento di confronto pubblico su temi come accoglienza e inclusione. Negli ultimi anni, stanno emergendo nuove forme di fragilità. Una delle più evidenti è quella dei cosiddetti “lavoratori poveri”: persone che hanno un lavoro, ma non riescono a permettersi un alloggio. Per rispondere a questa situazione, Porta Aperta, con il sostegno del territorio modenese, ha realizzato l’Ostello per l’Autonomia con 20 posti letto dedicato proprio a chi lavora ma si trova in grave difficoltà abitativa. Molte attività dell’associazione sono sostenute attraverso la raccolta fondi.

«Molti dei servizi e dei progetti che portiamo avanti, infatti, sono sostenuti anche grazie al contributo della comunità modenese e negli anni sono nate anche esperienze di volontariato d’impresa, con gruppi che partecipano direttamente alle attività dell’associazione, ad esempio nella preparazione e nel servizio dei pasti alla mensa», conclude Alberto Caldana.

*Lucrezia Lanzani è una ex studentessa del Liceo Steam Emilia, che ora studia Communication Science all'Università di Amsterdam. Ha diciotto anni e da sempre è interessata a tematiche sociali, da più di tre anni presta attività di volontariato in diverse realtà della sua comunità.

Clicca qui per ascoltare il podcast sulle principali piattaforme di ascolto https://podcast.confindustriaemilia.it/

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