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FARE INSIEME - Ep. 91 - Metalcastello, quella ricetta vincente per fare impresa che passa dalla scuola

«La conoscenza delle nostre persone è il brevetto più importante»

14/11/2022

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Nel verdissimo appennino tosco-emiliano settant’anni fa nasce un’azienda che fa scuola, grazie ad un legame virtuoso con il locale istituto tecnico. Identikit di Metalcastello, leader mondiale negli ingranaggi per trasmissioni meccaniche in molti settori manifatturieri, con macchine movimento terra, trattori agricoli, veicoli industriali e applicazioni navali. Per FARE INSIEME Giampaolo Colletti intervista Stefano Scutigliani, amministratore delegato di Metalcastello

di Giampaolo Colletti
@gpcolletti

Photocredit: Giacomo Maestri e Francesca Aufiero

Un siluro di nome e di fatto. Prestate attenzionea questa parola, ossia siluro, perché in qualche modo è alla base diquello che stiamo per raccontare. Perché la storia di Metalcastello – azienda emilianad’eccellenza, oggi leader mondiale negliingranaggi per trasmissioni meccaniche in molti settori manifatturieri, comemacchine movimento terra, trattori agricoli, veicoli industriali e applicazioninavali – parte proprioda quel siluro. Tutto nasce nel 1952 a Castel di Casio, anche se poil’headquarter è più vicino al centro di Porretta Terme, meno di cinquemilaanime tra i comuni dell’Alto Reno. Siamo sull’appennino tosco-emiliano,verdissimo e ricchissimo anche di innovazione. Qui da sempre brulicano idee chesanno diventare impresa, riuscendo a scalare i mercati mondiali. Da settant’anniMetalcastello produce ingranaggi, ma all’inizio assemblava pezzi di un motocicloche si chiamava proprio siluro, costruito dalla Dem, una delle ottantaduemarche di motociclo esistenti nel bolognese. L’azienda è rimasta di proprietàdei due fondatori, che l’hanno lasciata ai figli e poi, negli ultimi dieci anni,è passata di mano a due multinazionali: la prima indiana e la seconda spagnola.Oggi CIE Automotive, gruppo industrialemultinazionale, compete a livello globale nel settore dei componenti e degliassemblaggi, posizionandosi tra i primi cento fornitori almondo. Un’alleanzastrategica che porta quelle radici emiliane ovunque. Il Gruppo opera in tre diverse aree, èquotato alla Borsa di Madrid ed è presente in 4 continenti, con 80stabilimenti dotati delle tecnologie più innovative. La sede bolognesesi sviluppa su trentamila metri quadrati e dà lavoro a 300 dipendenti per 70 milioni difatturato. Per il 95% si esporta all’estero e il segreto del successo sta nell’essere unici almondo. Ma per davvero. «Quando si parla di ingranaggi siamo di fronte ad uncampo vastissimo. Però nel nostro caso sono ingranaggi che vanno in organi ditrasmissione di macchine movimento terra. Diciamo che nel nostro piccolo coltempo ci siamo specializzati con l’industrializzare il prodotto per conto delcliente. Lo sviluppo estero è arrivato negli anni: ci siamo distaccati dalla produzione di massa, affollata di molti competitor, e ci siamo focalizzati su una produzione dinicchia con ingranaggi ad elevatissimo contenuto tecnologico», afferma Stefano Scutigliani, amministratore delegato diMetalcastello. Le competenze non si limitano all’eccellenzatecnologica e all’ingegnerizzazione di componenti in serie, ma si estendonoalla progettazione e alla realizzazione di soluzionicomplete e personalizzate che rispondono alle specifiche esigenze di ogni cliente.

Fare impresa e fare scuola.
Un’azienda che fa letteralmente scuola.E mai come in questocaso la formazione diventa strategica, identitaria. Intanto perché i due imprenditori locali sono riusciti a fondare questo gioiello grazie all’esistenza di un istituto tecnico tra i migliori in Italia. Si chiama Montessori Da Vinci ed è ancora oggi la prima fucina di talenti per l’azienda. «In fondo sitratta di una scuola nata sulla spinta di una grande realtà che all’epoca occupava più di tremila maestranze e produceva motorinie motocicli. Abbiamo trasformato un fattore di debolezza, ossia l’essere decentrati rispetto a Bologna, in una punta d’eccellenza. Siamo partiti dalle scuole elementari e medie con unpercorso di orientamento all’istruzione tecnica che ha fatto triplicare le iscrizioni all’istituto,diventando il nostro fattore critico di successo. E dopo cinque anni abbiamo raccolto ifrutti dell’investimento con una trentina digiovani talentientrati in azienda», precisa Scutigliani.

Capitale umano.
Produzione di ingranaggi, si diceva. Ci sono quelli che vanno dentrotrasmissioni e organi dei motori. «Cisiamo specializzatiin trattori e camion e quindi inmezzi speciali, acquisendo clienti come Caterpillar o Volvo. Ma ci occupiamo anche dei mezzi speciali per i vigilidel fuoco», dice Scutigliani. Sulla ricerca si investe, e tanto: ben 2 milioni dieuro ogni anno. Ecco allora il valore di una tecnologia unica, resa tale dal capitale umano e da una personalizzazioneche è la firma dell’azienda, il famoso “know-how”. «La conoscenza delle nostre persone è il brevetto più importante. Vifaccio un esempio: una importante multinazionale nostra cliente hamesso in competizione dieci fornitori. Quattro hanno rinunciato, ma tra i rimanenti una solacampana è rimasta saldata all’albero, ed è stata la nostra. Il segreto? Avevamo nel reparto trattamento termico un collega esperto chemodificando  l’indurimentodel metallo neha reso più forte la saldatura»,ricorda Scutigliani. “La complessità resa facile”: questo è lo slogan di Metalcastello, che si coglie anche nelleprospettive future. «Ci stiamo aprendo al motore elettrico con commesseimportanti. Puntiamo sulla sostenibilitàintesa da un punto di vista energetico e stiamo portando avanti un progetto di riconversionenel fotovoltaico», ricorda Scutigliani.

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