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Energia, dalla collaborazione tra Florim e Proteo Engineering nasce un Battery Energy Storage System

11/02/2026

È stata la visione industriale lucida, strutturata e maturata nel tempo a tradursi in scelte ingegneristiche capaci di incidere sul futuro dell'impresa.

Florim e Proteo Engineering stanno realizzando un BESS (Battery Energy Storage System), progettato per garantire autonomia energetica, continuità produttiva e sostenibilità industriale. Forti di una collaborazione consolidata, costruita negli anni, Proteo Engineering e Florim hanno condiviso il pensiero che l'energia non deve più essere una variabile esterna da subire, ma una leva strategica da governare. Da questo presupposto è partita l’analisi avviata da Proteo e finalizzata a dimensionare il giusto impianto per stoccare gli esuberi di energia elettrica prodotta dagli impianti fotovoltaici di Florim durante il giorno, per essere poi utilizzati nel processo produttivo durante le ore notturne. L’impianto Florim, primo in assoluto nel panorama ceramico mondiale, consente di ridurre in modo strutturale la dipendenza energetica da fonti esterne, garantendo per lunghi periodi dell’anno la disponibilità di energia elettrica 24/7, nonché prevenire le microinterruzioni per anomalie della rete. 

 A sostenere e rafforzare questa impostazione, insieme a Claudio Lucchese, presidente di Florim, è Maurizio Marchesini, socio di maggioranza di Proteo Engineering, che da tempo spinge tutte le società di Marchesini Group verso un'innovazione capace di anticipare i cambiamenti strutturali dell'industria.

La manifattura europea potrà restare competitiva solo se tornerà a pensare in termini industriali di lungo periodo. Investire oggi in infrastrutture energetiche avanzate significa difendere domani produzione, occupazione e capacità di stare sui mercati globali”, afferma Maurizio Marchesini, presidente di Marchesini Group, azienda player di riferimento a livello internazionale nelle soluzioni per il packaging farmaceutico e cosmetico.

“ln Florim consideriamo l'energia un fattore fondamentale della competitività industriale e non una variabile indipendente. Viste le recenti turbolenze sui mercati dell’energia e gli alti consumi di queste nel nostro processo produttivo, la scelta di integrare l’autoproduzione di energia elettrica con un sistema di accumulo di nuova generazione, consente di minimizzare il costo, eliminare fermi produttivi ed essere indipendenti”, dichiara Claudio Lucchese, presidente di Florim. “ln questa prospettiva il progetto assume anche una valenza più ampia; quando imprese come Florim e realtà industriali come il Gruppo Marchesini scelgono di investire insieme in innovazione si realizza una forma concreta di politica industriale costruita nei territori, nelle fabbriche, laddove cioè è possibile trasformare la sostenibilità in competitività reale”.

Il sistema installato è un Battery Energy Storage System da 5 MWh con PCS di tipo stringa, progettato come infrastruttura energetica integrata. L'architettura consente una gestione estremamente precisa dei flussi energetici, incrementando efficienza, resilienza operativa e flessibilità. Le batterie LFP, il raffreddamento a liquido intelligente e i sistemi avanzati di monitoraggio completano una soluzione pensata per operare in modo affidabile anche in contesti industriali ad alta intensità energetica. Fin dall'origine, il progetto è stato concepito secondo criteri di scalabilità e replicabilità industriale: un modello modulare, estendibile ad altri reparti produttivi, capace di adattarsi a differenti profili di carico e di accompagnare nel tempo la crescita dell'impresa.

La fabbrica del futuro sarà sempre più un sistema integrato, capace di governare in modo intelligente energia, processi e tecnologia. Non parliamo solo di sostenibilità ambientale, bensì di solidità industriale: imprese in grado di programmarsi, adattarsi e crescere perché hanno il controllo delle proprie infrastrutture critiche
”, afferma Lucchese. Il progetto BESS di Florim si inserisce in una traiettoria già intrapresa da alcune delle principali realtà industriali internazionali, dove l'accumulo energetico è diventato parte integrante dell'architettura produttiva. ln uno scenario segnato da instabilità energetiche, transizioni ambientali e competizione globale, la capacità di progettare e governare l'energia si afferma come fattore distintivo di leadership industriale. È in questo incrocio tra visione imprenditoriale, competenza ingegneristica e fiducia reciproca che prende forma una collaborazione capace di parlare il linguaggio dell'industria globale. Un modello che non si limita a produrre meglio, ma decide come e con quale energia costruire il proprio futuro.

ln un Paese come l'Italia, dove l'energia elettrica è tra le più costose per l'industria ma il sole rappresenta una risorsa strutturale, la sfida non è produrre di più, bensì governare meglio. Accumulare l'energia nei momenti di abbondanza e renderla disponibile quando serve significa trasformare una fonte intermittente in un'infrastruttura industriale affidabile. È qui che si gioca una partita decisiva di politica industriale: costruire autonomia energetica, ridurre la dipendenza dai mercati e restituire alle imprese la capacità di programmare il proprio futuro”, conclude Marchesini.  

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