
È stata la visione industriale lucida,
strutturata e maturata nel tempo a tradursi in scelte ingegneristiche capaci di
incidere sul futuro dell'impresa.
Florim
e Proteo Engineering stanno
realizzando un BESS (Battery
Energy Storage System), progettato per garantire autonomia energetica, continuità
produttiva e sostenibilità industriale.
Forti di una collaborazione consolidata,
costruita negli anni, Proteo Engineering e Florim hanno condiviso il pensiero
che l'energia non deve più essere una variabile esterna da subire, ma una leva
strategica da governare. Da questo presupposto è partita l’analisi avviata da
Proteo e finalizzata a dimensionare il giusto impianto per stoccare gli esuberi
di energia elettrica prodotta dagli impianti fotovoltaici di Florim durante il
giorno, per essere poi utilizzati nel processo produttivo durante le ore notturne.
L’impianto Florim, primo in assoluto nel
panorama ceramico mondiale, consente di ridurre in modo strutturale la
dipendenza energetica da fonti esterne, garantendo per lunghi periodi dell’anno
la disponibilità di energia elettrica 24/7, nonché prevenire le
microinterruzioni per anomalie della rete.
A sostenere e rafforzare questa impostazione,
insieme a Claudio Lucchese, presidente di Florim, è Maurizio Marchesini, socio
di maggioranza di Proteo Engineering, che da tempo spinge tutte le società di Marchesini Group verso un'innovazione
capace di anticipare i cambiamenti strutturali dell'industria.
“La
manifattura europea potrà restare competitiva solo se tornerà a pensare in
termini industriali di lungo periodo. Investire oggi in infrastrutture
energetiche avanzate significa difendere domani produzione, occupazione e
capacità di stare sui mercati globali”, afferma Maurizio Marchesini,
presidente di Marchesini Group, azienda player di riferimento a livello
internazionale nelle soluzioni per il packaging farmaceutico e cosmetico.
“ln Florim
consideriamo l'energia un fattore fondamentale della competitività industriale
e non una variabile indipendente. Viste le recenti turbolenze sui mercati
dell’energia e gli alti consumi di queste nel nostro processo produttivo, la
scelta di integrare l’autoproduzione di energia elettrica con un sistema di
accumulo di nuova generazione, consente di minimizzare il costo, eliminare
fermi produttivi ed essere indipendenti”, dichiara Claudio Lucchese, presidente di Florim. “ln questa prospettiva il
progetto assume anche una valenza più ampia; quando imprese come Florim e
realtà industriali come il Gruppo Marchesini scelgono di investire insieme in
innovazione si realizza una forma concreta di politica industriale costruita
nei territori, nelle fabbriche, laddove cioè è possibile trasformare la
sostenibilità in competitività reale”.
Il sistema installato è un Battery Energy
Storage System da 5 MWh con PCS di tipo stringa, progettato come infrastruttura
energetica integrata. L'architettura consente una gestione estremamente precisa
dei flussi energetici, incrementando efficienza, resilienza operativa e
flessibilità. Le batterie LFP, il raffreddamento a liquido intelligente e i
sistemi avanzati di monitoraggio completano una soluzione pensata per operare
in modo affidabile anche in contesti industriali ad alta intensità energetica.
Fin dall'origine, il progetto è stato concepito
secondo criteri di scalabilità e replicabilità industriale: un modello
modulare, estendibile ad altri reparti produttivi, capace di adattarsi a
differenti profili di carico e di accompagnare nel tempo la crescita
dell'impresa.
“La fabbrica del futuro
sarà sempre più un sistema integrato, capace di governare in modo intelligente
energia, processi e tecnologia. Non parliamo solo di sostenibilità ambientale,
bensì di solidità industriale: imprese in grado di programmarsi, adattarsi e
crescere perché hanno il controllo delle proprie infrastrutture critiche”, afferma Lucchese.
Il progetto BESS di Florim si inserisce in una
traiettoria già intrapresa da alcune delle principali realtà industriali
internazionali, dove l'accumulo energetico è diventato parte integrante
dell'architettura produttiva. ln uno scenario segnato da instabilità
energetiche, transizioni ambientali e competizione globale, la capacità di
progettare e governare l'energia si afferma come fattore distintivo di
leadership industriale.
È in questo incrocio tra visione
imprenditoriale, competenza ingegneristica e fiducia reciproca che prende forma
una collaborazione capace di parlare il linguaggio dell'industria globale. Un
modello che non si limita a produrre meglio, ma decide come e con quale energia
costruire il proprio futuro.
“ln un
Paese come l'Italia, dove l'energia elettrica è tra le più costose per
l'industria ma il sole rappresenta una risorsa strutturale, la sfida non è
produrre di più, bensì governare meglio. Accumulare l'energia nei momenti di
abbondanza e renderla disponibile quando serve significa trasformare una fonte
intermittente in un'infrastruttura industriale affidabile. È qui che si gioca
una partita decisiva di politica industriale: costruire autonomia energetica,
ridurre la dipendenza dai mercati e restituire alle imprese la capacità di
programmare il proprio futuro”, conclude Marchesini.