


È Gianluca Di Feo con “Il cielo
sporco. Come la guerra dei droni e dell'intelligenza artificiale cambierà il
mondo” (Guanda
Editore) il vincitore della 62esima edizione del Premio Estense.
Il
verdetto è arrivato alla terza votazione, caratterizzata, come da tradizione,
da un confronto vivace e partecipato tra la giuria popolare e la giuria tecnica
del Premio Estense, presieduta da Alberto Faustini, per la
quale erano presenti questa mattina Davide Berti, Giorgia
Cardinaletti, Francesco Costa, Giancarlo Mazzuca, Marzio
G. Mian, Venanzio Postiglione, Alessandra Sardoni e Fabio
Tamburini.
Le due giurie si sono riunite questa
mattina al Circolo dei Negozianti a Palazzo Roverella, a Ferrara, per discutere
e votare il vincitore all’interno della quartina finalista, scelta tra i 75
titoli candidati, composta da: Virman Cusenza con “L'altro
Garibaldi. I «Diari» di Caprera” (Ed. Mondadori), Gianluca Di Feo
con “Il cielo sporco” (Guanda Editore), Tonia Mastrobuoni con
“La peste. Indagine sulla destra in Germania” (Feltrinelli
Editore) e Nello Trocchia con “Invincibili. La mafia albanese da
Roma alla conquista del mondo” (Ed. Rizzoli).
Gianluca Di Feo commenta così la vittoria: “Sono
sorpreso di aver vinto perché gli altri tre libri in gara sono tutti lavori
veramente straordinari. Questo però mi conforta, sperando che il messaggio del
mio libro ‘Il Cielo Sporco’ che è angosciante perché descrive l’evoluzione
della guerra affidata ai droni, all’intelligenza artificiale, alimenti la
consapevolezza del pericolo che corriamo. L’uomo perde il controllo e la
decisione di uccidere è delegata alle macchine. Quest’anno gli ucraini
produrranno cinque milioni di droni e i russi sei milioni: sono numeri
incredibili di un qualcosa di simile all’epidemia che muta e si diffonde con
una velocità inimmaginabile, alla quale bisogna reagire chiedendo delle regole,
a partire dalla spinta per fermare gli attuali conflitti”.
Gianluca Di Feo è Defence
Correspondent di Repubblica, di cui è stato vicedirettore per otto anni. Prima
è stato responsabile delle inchieste dell’Espresso e caporedattore del Corriere
della Sera, per cui ha seguito la guerra del Golfo e lo scandalo Mani Pulite.
Da trentacinque anni si occupa di forze armate e conflitti, dall’Afghanistan al
Libano e all’Ucraina. Ha scritto cinque saggi su questioni belliche, mafia e
corruzione, di cui tre assieme a Raffaele Cantone.
Il presidente della giuria
tecnica del Premio Estense, Alberto Faustini, afferma: “Gianluca
Di Feo ha vinto il Premio Estense con ‘Il Cielo Sporco’, una parola rubata
all’agricoltura che un tempo annunciava i temporali e oggi annuncia temporali
di guerra, di droni, documenta una situazione complicata che lo stesso autore
definisce democratizzazione dei conflitti perché un piccolo drone ucraino può
sconfiggere un armato russo. C'è un giornalismo di profondità che racconta
attraverso un’inchiesta come sta cambiando la guerra, passando dall’Iran all’Ucraina
per arrivare a Israele con una scrittura di grande qualità che non smette di
parlare ai lettori”.
Andrea Pizzardi, presidente della Fondazione
Premio Estense, dichiara: “È un onore essere presidente
di questa Fondazione, le informazioni oggi arrivano velocissime e quasi
rischiamo di non comprenderle, i libri ci aiutano a riflettere e a capire
quello che sta succedendo. Quest’anno ha vinto l’attualità, il libro di
Gianluca Di Feo sottolinea un importante cambiamento di paradigma della guerra,
ci fa capire che il drone non è più un qualcosa di ludico, ma un’arma micidiale
che può anche essere in grado di uccidere senza la presenza dell’uomo”.
“In un tempo in cui la rapidità con
cui le informazioni circolano rischia talvolta di prevalere sulla loro reale
comprensione, crediamo sia fondamentale fermarsi, approfondire e dare valore
alle diverse chiavi di lettura della realtà. È qui che riconosciamo il merito
del Premio Estense, nel dare spazio a un giornalismo che invita a interrogarsi,
a mettere i fatti in prospettiva e a guardare alla loro complessità. Per
Azimut, rinnovare la partnership con il Premio Estense e Confindustria Emilia
significa confermare l’impegno comune nel sostenere un’informazione rigorosa,
indipendente e lungimirante, capace di interpretare il passato e il presente
per guidarci verso il futuro”, afferma Monica Liverani, Chief Sustainability
Officer di Azimut Holding, anche quest’anno main sponsor del Premio Estense.
Nel pomeriggio, alle ore 17.00,
al Teatro Comunale “Claudio Abbado di Ferrara” si è svolta la cerimonia di
premiazione, che quest’anno ha visto il debutto alla conduzione di
Tiziana Ferrario.
Nel corso della cerimonia sono
state consegnate l’Aquila D’Oro 2026 a Gianluca Di Feo e la Colubrina
d’Argento a Monica Maggioni, proclamata vincitrice del 42° “Riconoscimento
Gianni Granzotto. Uno stile nell’informazione” dalla giuria composta dal
presidente della Fondazione Premio Estense, Andrea Pizzardi, e da dieci
imprenditori espressione dei territori di Bologna, Ferrara e Modena (Marcello
Bergamini, Chiara Biasini, Rita Giberti, Maria Stella Mancini, Paolo Molinari,
Laura Padovani, Francesco Possati, Maria Silvia Salami, Giovanni Tamburini e
Alessandro Tullio) con il parere favorevole della giuria tecnica.
Il
riconoscimento, istituito nel 1985 in memoria di Gianni Granzotto, presidente
per vent’anni delle giurie dell’Estense, è conferito a chi si è particolarmente
distinto per correttezza, impegno e professionalità nell’ambito
dell’informazione.
“Ringrazio per questo
riconoscimento – dichiara Monica Maggioni – c’è un legame molto
diretto tra giornalismo e stato della democrazia e oggi registriamo un
indebolimento non solo nelle classiche autocrazie. È fondamentale il modo in
cui noi interpretiamo la professione, far fatica vuol dire studiare e
soprattutto andare a guardare di persona, constatare perché in questo caso non
c’è intelligenza artificiale che tenga”.
La 62esima edizione del Premio
Estense si è realizzata con la media partnership di ANSA, Rai Cultura e Rai
Radio1.
Per ulteriori informazioni: www.premioestense.com