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VEM sistemi celebra 40 anni di storia, competenze, innovazione e progetta il futuro

16/10/2026

Stefano Bossi, amministratore delegato e general manager di VEM
Stefano Bossi, amministratore delegato e general manager di VEM

Quarant’anni di storia e uno sguardo condiviso sul futuro: VEM ANNIVERSARY - Valori, Esperienze, Meraviglie - la convention annuale del Gruppo VEM, ha riunito al Museo San Domenico di Forlì clienti, partner, rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico, collaboratori e amici per celebrare questo importante traguardo. Un anniversario che si è trasformato in un’occasione speciale per ripercorrere le tappe di un percorso di crescita costruito insieme ai propri stakeholder, condividere i valori che guidano l’identità del Gruppo e rinnovare lo sguardo verso il futuro celebrando l’ingegno umano. Nella cornice suggestiva del Museo San Domenico di Forlì, l’evento ha intrecciato heritage, innovazione e responsabilità, raccontando l’evoluzione di VEM e il suo posizionamento tra i principali Technology Ecosystem Integrator.

“Abbiamo scelto di intitolare questa convention Valori, Esperienze e Meraviglie perché queste tre parole raccontano l’eredità che abbiamo costruito in 40 anni attraverso le storie condivise con clienti, istituzioni e partner: quello che amo definire l’ecosistema del Gruppo VEM. Oggi celebriamo la nostra storia, ma anche il percorso che ci ha portato fin qui e le prospettive che vogliamo costruire per il futuro. Un percorso fondato su valori che abbiamo messo nero su bianco nel nostro Bilancio di Sostenibilità e che continuano a guidarci ogni giorno: passione, apertura, competenza, integrità e responsabilità. Sono questi i principi che ci hanno dato la motivazione e il coraggio di investire nel Gruppo, nelle nostre competenze e, soprattutto, nelle persone”, ha dichiarato Stefano Bossi, amministratore delegato e general manager di VEM inaugurando l’evento. 

I risultati raccontati dal manager sul palco di VEM Anniversary dimostrano concretamente questo impegno. In dieci anni il numero dei dipendenti è passato da 170 a 450 e la società ha investito 28,5 milioni di euro in ricerca e sviluppo, formazione e tecnologie di laboratorio. Sono state ottenute 2.500 certificazioni professionali per i dipendenti e gli spazi di lavoro sono passati da 3.600 a 9.200 metri quadrati. Le sedi dell’azienda hanno ospitato oltre 6.000 studenti e contribuito a rafforzare il sistema formativo tecnico del territorio, portando da uno a cinque gli ITS regionali con cui c’è un rapporto di collaborazione. Parallelamente, la società ha continuato a crescere in modo organico, con un ritmo superiore a quello dei benchmark di mercato e mantenendo un’attenzione costante alla sostenibilità. Il fatturato è passato dai 40 milioni di euro del 2016 ai 95,5 milioni del 2025, con prospettive di ulteriore crescita per il 2026.

Bossi ha ricordato che: “Tutto questo è il risultato della perseveranza delle persone di VEM, della capacità di ispirarsi ogni giorno ai propri valori e del coraggio di difenderli, e di lavorare seguendo la nostra mission: rendere semplice ciò che è complesso, progettando e modellando le infrastrutture IT per creare valore per le persone, le organizzazioni e i loro processi”. Il manager ha inoltre sottolineato la direzione per i prossimi anni: “Guardando al futuro, crediamo che le aziende debbano puntare su tre direttrici: La prima è dotarsi di una geostrategia digitale: è in questa direzione che abbiamo lanciato una nuova business unit di advisory dedicata alla strategia e alla governance della cybersecurity, per affiancare le aziende nelle decisioni che riguardano la loro sicurezza e il loro futuro digitale. La seconda è costruire un modello di adozione dell’intelligenza artificiale fondato su infrastrutture abilitanti, resilienti e sostenibili. Per questo abbiamo avviato una collaborazione con Core Stack, società del Gruppo Lazzari, che assieme ha Green Arrow Capital, ha presentato primo progetto italiano per una rete distribuita sul territorio di 13 data center sostenibili di media dimensione, per accelerare la transizione digitale. VEM affiancherà Core Stack nella gestione operativa delle infrastrutture, contribuendo a garantire standard di affidabilità, sicurezza e continuità operativa. La terza è mantenere un approccio antropocentrico all’innovazione. La tecnologia deve essere al servizio delle persone e valorizzarne le capacità”.

I saluti istituzionali hanno valorizzato il legame di VEM sistemi con il territorio, le competenze tecnologiche e la capacità di accompagnare le imprese nell’innovazione. Il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini ha sottolineato il contributo dell’azienda alla città, mentre il presidente di Confindustria Romagna Mario Riciputi ne ha evidenziato il ruolo di partner strategico per la continuità e lo sviluppo delle imprese. Il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale ha infine richiamato l’importanza di investire nella formazione e nelle nuove generazioni, rafforzando gli studi STEM e le competenze tecniche, di base e trasversali necessarie per affrontare le opportunità e le sfide della trasformazione tecnologica.

La sessione plenaria ha offerto prospettive diverse sui cambiamenti che attraversano la società e le imprese. Ad aprire il confronto è stato Beppe Severgnini, giornalista e saggista, che nel riflettere sul rapporto tra generazioni e sulle sfide che questo pone anche per le aziende, ha evidenziato il rischio che, per la prima volta, la generazione dei figli sia più povera di quella precedente, in un Paese in cui una generazione sostiene economicamente l’altra. Il confronto secondo Severgnini si sviluppa oggi attorno a tre tensioni fondamentali: prudenza e impazienza, tradizione e innovazione, culto del lavoro e nuovi stili di vita. Una convivenza che richiede, anche in azienda, la capacità di lasciare spazio alle nuove generazioni, accettando che possano commettere errori: per quanto difficile e talvolta costoso, consentire di sbagliare rappresenta infatti un’importante occasione di apprendimento.

A riportare il dibattito sul rapporto tra uomo e tecnologia è stata Emanuela Girardi, divulgatrice scientifica, fondatrice e presidente di Pop AI e presidente di ADRA, che ha sottolineato come l’intelligenza artificiale, pur essendo uno strumento potentissimo, debba rimanere al servizio delle persone. In un contesto in cui le macchine sono sempre più capaci di svolgere compiti complessi, all’essere umano spetta il ruolo fondamentale di valutare, scegliere e decidere, senza delegare alla tecnologia il pensiero critico e la capacità di giudizio. Per farlo, è necessario promuovere competenze e consapevolezza diffuse, imparando a utilizzare l’AI in modo sicuro e responsabile, a partire da problemi concreti che meritano di essere risolti e mantenendo sempre il controllo umano attraverso supervisione, trasparenza e responsabilità nelle decisioni. Perché, come ha evidenziato Girardi, la vera meraviglia dell’innovazione non risiede in ciò che la tecnologia è in grado di fare, ma in ciò che gli esseri umani scelgono di farne. 

Per Agostino Santoni, senior vice president South Europe di Cisco, l’intelligenza artificiale è già una realtà concreta, capace di aumentare la competitività dei professionisti e di trasformare profondamente il mondo del lavoro. Gli agenti AI stanno infatti diventando una nuova forza lavoro, con un impatto significativo anche sulle infrastrutture di rete, chiamate a gestire volumi di traffico sempre maggiori. Ma l’incontro tra tecnologia e innovazione può aprire nuove possibilità anche nel campo artistico, come dimostra l’esperienza di Cisco alla Biennale di Venezia, dove dieci ingegneri hanno collaborato con alcuni artisti alla realizzazione di un’opera d’arte contemporanea attraverso l’intelligenza artificiale. Ma la trasformazione che l’AI è in grado di apportare secondo Santoni deve procedere di pari passo con la crescita delle persone e con la capacità di creare nuove opportunità: perché i talenti sono distribuiti equamente nel mondo, mentre le opportunità non lo sono. È qui che realtà come Cisco e VEM possono svolgere un ruolo fondamentale, facendo da ponte tra talenti e possibilità di sviluppo. 

Nel suo intervento, Gianluigi Castelli, direttore di DEVO Lab presso SDA Bocconi, ha approfondito il tema della sovranità digitale, evidenziando una delle principali sfide strategiche per l’Italia: pur mantenendo il controllo sui propri dati, il Paese dipende in larga misura da tecnologie sviluppate negli Stati Uniti e in Asia, dai chip ai server, dai sistemi operativi al cloud pubblico, fino ai modelli di intelligenza artificiale. Una dipendenza che solleva interrogativi che vanno oltre la dimensione tecnologica e investono la sicurezza e l’autonomia decisionale delle aziende. Diventa quindi fondamentale comprendere quali normative regolino l’accesso ai dati critici, individuare le applicazioni strategiche e sapere dove vengono eseguite, valutare le implicazioni geopolitiche della capacità di calcolo e verificare quanto sia realmente possibile trasferire dati e servizi da un fornitore tecnologico a un altro. Questioni che richiedono una visione strategica della sovranità digitale e una valutazione concreta dei margini di autonomia a disposizione del Paese. 

Davide Zardo, presidente e AD di Schneider Electric Italia, ha richiamato l’attenzione sul legame sempre più stretto tra sviluppo dell’intelligenza artificiale e fabbisogno energetico. Da qui al 2050, la domanda globale di energia è destinata sostanzialmente a raddoppiare, trainata dalla crescita dei trasporti, dall’elettrificazione e dalla diffusione dei data center. In questo scenario, la capacità di gestire in modo efficiente le risorse energetiche diventa una condizione essenziale per coniugare sviluppo tecnologico e sostenibilità. Zardo ha inoltre evidenziato l’importanza di compiere un ulteriore salto di qualità a livello industriale, passando da sistemi connessi a veri e propri ecosistemi in cui intelligenza artificiale, dati e persone possano collaborare in modo integrato. Sul fronte europeo, ha infine sottolineato la necessità di accelerare il percorso verso l’elettrificazione e rafforzare gli investimenti, per tenere il passo con Stati Uniti e Cina ed evitare di perdere competitività nella corsa all’innovazione. 

A chiudere il percorso, riportando la riflessione sull’innovazione alla dimensione umana, è stata Maria Vittoria Baravelli, art and photography curator, autrice e docente, che ha sottolineato come, al di là delle trasformazioni tecnologiche, la natura dell’essere umano rimanga invariata, così come il desiderio di superare i propri limiti e il rischio di perdere il controllo delle proprie creazioni. In questa prospettiva, arte e tecnologia si incontrano come linguaggi diversi capaci di esprimere la stessa tensione verso nuove possibilità: dalla fotografia alla letteratura, dalla poesia alla musica, fino all’innovazione tecnologica, tutte raccontano l’inesauribile aspirazione: agli esseri umani una vita sola non basta mai.

Nel pomeriggio il racconto è proseguito con i protagonisti dell’ecosistema VEM. I principali partner tecnologici internazionali - Axis, Cisco, Citrix, Milestone, NetApp, Netwrix, Panduit, Rubrik, Red Hat, Schneider Electric, Radware, Check Point, Trend Micro - insieme alle società del Gruppo VEM, hanno condiviso esperienze, casi concreti e visioni sulle grandi trasformazioni che stanno ridefinendo il mondo digitale, con un unico obiettivo: generare valore per il futuro insieme ai partner. Parallelamente si è svolta anche la sessione CIO Experience: coordinata da Lapetre, centro di ricerca e advisory in Innovation Management, e con il contributo di Relaia - startup innovativa nelle soluzioni di intelligenza collettiva end-to-end-, la CIO Experience è stata realizzata nel format del World Café, con tavoli di lavoro a rotazione moderati dai partner tecnologici, con l’obiettivo di condividere esperienze, punti di vista e soluzioni su tre sfide chiave: SOVRANITÀ DIGITALE · AI GOVERNANCE · ASSUME BREACH. 

Al Museo San Domenico di Forlì, VEM ANNIVERSARY ha celebrato il percorso del Gruppo e guardato al futuro attraverso il dialogo tra innovazione, arte, competenze e responsabilità mettendo al centro l’uomo.

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