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Autebo lancia un progetto per far funzionare automaticamente l'AMBU

26/03/2020

Davanti all’urgenza sanitaria che stiamo affrontando oggi, Ivano Corsini ha messo a disposizione il suo ingegno ideando un meccanismo per far funzionare automaticamente l’AMBU (strumento utilizzato da medici e soccorritori per il supporto dell'attività respiratoria e come manovra nella rianimazione).

«In questo modo il medico o paramedico possono occuparsi di altro o aiutare un altro paziente. Grazie a questa idea diminuirebbe il carico di stress del medico e il bisogno di molta manodopera nelle ambulanze o negli ospedali», spiega Ivano Corsini, CEO di AUTEBO. Questo attuatore meccanico permette all’AMBU di inserirsi in modo facile e veloce. Tutti sono in grado di usarlo, perché sfrutta meccanismi meccanici molto semplici.
Il progetto prevede la carpenteria in acciaio inox così come gli altri componenti, piattelli, leva e camma. Questi ultimi facilmente e velocemente realizzabili con la stampante 3D4STEEL. Il sistema potrà essere lavato e sterilizzato senza problemi. I manici in tela di nylon rendono il sistema facile da trasportare o muovere.

Questo progetto potrebbe davvero aiutare moltissimi medici, i nostri eroi, che oggi stanno facendo grandi sacrifici per arginare questa pandemia e per salvare delle vite.

Ivano Corsini ha così creato una rete d’impresa virtuale per portare alla luce questo progetto in pochissimo tempo. Assieme a lui stanno contribuendo: 3D4MEC Srl, 4D Engineering Srl, BinBox, Elettrotecnica Imolese Srl, SFEM Srl e il Prof. Andrea Gatto dell’università UNIMORE. 

«Il progetto è partito dieci giorni fa. Studio, progetto 3d, particolari esecutivi e distinta base sono tutti pronti. Se potessimo lavorare, purtroppo l’ultimo decreto statale non ci permette di essere operativi e quindi svolgere le nostre attività, il prototipo verrebbe pronto in una settimana. I giornali possono aiutarci a far girare la voce più velocemente».

Ora questi imprenditori fanno appello ai giornali per far sentire la propria voce e per portare a termine questa invenzione, che oggi non è solo utile, ma necessaria.

«Quello che serve, spiega Corsini, è che lo Stato ci permetta di riaprire: bastano due o tre operatori che lavorino per ogni azienda coinvolta nel progetto per realizzare il prototipo. Ora serve un medico o un’azienda, che si occupa di attrezzature medicali, che li aiuti a testare e perfezionare il progetto, che certifichi il funzionamento di questo attuatore, che li affianchi mettendo a servizio la propria conoscenza del settore medico e che lo distribuisca».

Il progetto dell’attuatore meccanico è originale e non è stato copiato da nessun altro disegno già esistente. Per ora il disegno è stato pensato per l'AMBU adulto, visto che è l’età più colpita dal virus, ma basta cambiare la culla dell’attuatore per adattarsi alle diverse misure dell'AMBU per bambini e neonati.

«Vogliamo aiutare il nostro paese in questa crisi, ma per farlo dobbiamo poter far ripartire la produzione e trovare chi ci appoggia il progetto».