Arrivato dalla Persia a dodici anni, Ehsan Esteki ha costruito a Bologna una società specializzata nella modernizzazione delle infrastrutture IT. Dall’Emilia all’India, Eetech accompagna le imprese nella transizione verso il cloud con una filosofia mutuata dal rugby: nessuno vince da solo. Per FARE INSIEME Giampaolo Colletti intervista Ehsan Esteki, founder e Ceo di Eetech
di Giampaolo Colletti
@gpcolletti
C’è
una parola che accompagna Ehsan Esteki fin dalla nascita. È il suo nome. In
persiano significa “gentile”. Una parola semplice, quasi disarmante, che però
racconta bene il percorso di questo imprenditore arrivato in Italia da bambino
e diventato oggi il fondatore di una società che lavora ogni giorno con
tecnologie sofisticate, infrastrutture cloud e sistemi informatici complessi.
Perché dietro ogni architettura digitale, alla fine, restano sempre le persone.
La sua storia inizia lontano da Bologna. Nasce in Persia e arriva in Italia a
dodici anni. Prima Ancona, poi l’Emilia-Romagna. I primi anni non sono
semplici. C’è da imparare una nuova lingua, costruire nuove relazioni, trovare
il proprio posto nel mondo. «Per diversi anni sono stato da solo in Italia, poi
siamo riusciti a portare qui tutta la famiglia», racconta Esteki. Oggi ha
quarantadue anni, tre figli e una storia che intreccia migrazione, studio,
sport e impresa. Dopo gli studi in ingegneria aerospaziale, a pochi passi dalla
laurea, arriva il lavoro nel settore informatico e della cybersecurity. È un
mondo in forte trasformazione, dove le aziende iniziano a comprendere che la
tecnologia non è più soltanto supporto operativo ma infrastruttura strategica.
Ehsan lo osserva da vicino, lavorando all’interno di grandi organizzazioni.
Fino a quando matura una convinzione precisa: molte delle idee che riteneva
utili e realizzabili non avrebbero mai trovato spazio dentro strutture troppo
rigide.
Identikit
dell’azienda. Siamo in via Ugo Bassi, nel cuore di
Bologna. Da qui opera una società giovane, fondata nel 2021, che oggi sviluppa
consulenza specialistica nel cloud engineering, nella modernizzazione delle
infrastrutture IT e nell’intelligenza artificiale applicata ai processi
aziendali. Il fatturato ha raggiunto 1,3 milioni di euro e continua a crescere.
Il team conta tra dieci e venti professionisti distribuiti tra Italia e India. Anche
il nome racconta una storia familiare. «EETech prende il nome dalle iniziali
del secondo figlio, perché l’idea della società mi è venuta proprio quando è
nato lui. In qualche modo, questa azienda è diventata il mio quarto figlio»,
spiega Esteki. Il cuore del business è aiutare le aziende a modernizzare
infrastrutture spesso obsolete, rendendole più efficienti, flessibili e sicure.
Non una semplice attività tecnica, ma un lavoro che richiede ascolto e
comprensione dei bisogni reali delle organizzazioni. «Prima di proporre una soluzione
cerchiamo di capire profondamente il cliente, i suoi processi e le sue
esigenze. Solo dopo costruiamo il percorso tecnologico più adatto», dice Esteki.
Eetech è partner certificato dei principali provider cloud mondiali: Google
Cloud, Oracle, AWS e Microsoft Azure. Una competenza multi-cloud che consente
all’azienda di individuare ogni volta la soluzione più efficace senza vincoli
predefiniti. Il valore non sta nel vendere una tecnologia specifica ma nel
capire quale tecnologia serve davvero.
Il
business. Tra Bologna e le nuvole. Potrebbe sembrare uno slogan,
ma descrive bene il lavoro dell’azienda. Da una parte il radicamento nel
territorio emiliano. Dall’altra la gestione di infrastrutture che vivono nel
cloud. «Siamo sulle nuvole, ma sulle nuvole non sempre ci si sente sicuri. Il
nostro compito è fare da faro». L’Emilia-Romagna rappresenta molto più di una
sede geografica. È un ecosistema industriale che ha contribuito a definire l’identità
dell’azienda. Motor Valley, packaging, automazione industriale, meccatronica.
Qui la tecnologia non è un esercizio teorico ma uno strumento per migliorare
processi produttivi concreti. «Bologna si trova al centro di una regione
ricchissima, soprattutto dal punto di vista umano. Qui le imprese hanno una
cultura del fare molto forte e una grande attenzione alla qualità». Ma forse l’influenza
più importante arriva da un’altra esperienza. Lo sport. Per anni Ehsan ha
giocato a rugby, arrivando fino a competizioni di alto livello. Un’esperienza
che oggi continua a guidare il suo modo di fare impresa. «Nel rugby impari una
cosa fondamentale: nessuno avanza da solo. Ogni metro conquistato è il
risultato del lavoro di tutta la squadra». È una filosofia che si ritrova anche
dentro Eetech. I nuovi ingegneri vengono inseriti attraverso percorsi di
onboarding strutturati, formazione continua e accompagnamento costante. Le
competenze tecniche sono importanti, ma non bastano. «Voglio che le persone si
sentano parte di qualcosa. Non cerco solo professionisti preparati. Cerco
persone che sappiano lavorare insieme», spiega Esteki.
Le evoluzioni. Guardando al futuro, l’azienda
sta investendo sempre più sull’intelligenza artificiale e sulla costruzione di
modelli personalizzati per la gestione delle infrastrutture e dei processi
aziendali. Ma senza rincorrere le mode. «Le direttrici che guidano la nostra
crescita sono quattro: ascolto, agilità, conoscenza e affidabilità», dice
Esteki. E questa la lezione che arriva da questa storia imprenditoriale. Le
tecnologie cambiano rapidamente. Le piattaforme evolvono. I sistemi diventano
sempre più sofisticati. Ma le imprese che durano continuano a fondarsi sugli
stessi elementi: fiducia, competenza, spirito di squadra e capacità di
ascoltare. Anche quando si lavora sulle nuvole.
Clicca qui per ascoltare il podcast sulle principali piattaforme di ascolto https://podcast.confindustriaemilia.it/
Leggi le altre interviste