
La tua azienda è pronta a gestire l'impatto della Proclamation del 2 aprile 2026 sui costi dell'export?
Le aziende con filiali negli USA o quelle che vendono in DDP, facendosi carico direttamente del pagamento dei dazi, sanno che oggi importare negli Stati Uniti è diventato sempre complesso, e spesso imprevedibile.
Tra il 2025 e il 2026, l'amministrazione Trump ha emanato diverse Presidential Proclamations per imporre nuovi dazi americani, introducendo così una fase di forte protezionismo commerciale e rendendo sempre più difficile per gli importatori capire il reale costo doganale da sostenere.
Dal 24 febbraio 2026 il dazio applicabile alla quasi totalità dei prodotti originari dell’Unione Europea è pari al 10%: questa misura ha sostituito il precedente dazio del 15% dichiarato illegittimo dalla Corte Suprema degli Stati Uniti.
Accanto a questo dazio generalizzato, sono stati introdotti ulteriori dazi specifici su alcune categorie merceologiche, tra cui auto e componenti, veicoli commerciali, prodotti in alluminio, acciaio o rame e relativi derivati.
Per questi settori, la Proclamation del 2 aprile 2026 ha introdotto modifiche rilevanti: i dazi possono arrivare fino al 50% e, a differenza del passato, si applicano sull’intero valore del bene.
Oggi calcolare il dazio all’importazione negli Stati Uniti è tutt’altro che scontato.
Il processo richiede innanzitutto l’identificazione del corretto codice doganale secondo la classificazione statunitense (HTS), cui segue la determinazione dell’origine del prodotto e, infine, il calcolo del valore imponibile in dogana.
Il riferimento per la classificazione è l’Harmonized Tariff Schedule of the United States (HTS).
È importante ricordare che i codici doganali statunitensi non coincidono con quelli utilizzati nell’Unione Europea.
Non si tratta di una semplice trasposizione: pur partendo entrambi dal sistema armonizzato a 6 cifre, i due sistemi divergono nelle estensioni e nelle logiche di classificazione.
Una delle criticità più frequenti per le imprese riguarda proprio l’identificazione del corretto codice doganale negli Stati Uniti, passaggio fondamentale per determinare il livello di dazio applicabile.
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda il valore imponibile in dogana.
Negli Stati Uniti si utilizza il valore FOB, che non include le spese di trasporto dal punto di partenza. Nell’Unione Europea si applica il valore CIF, comprensivo di trasporto e costi accessori fino al punto di ingresso.
Questa differenza può incidere in modo significativo sul calcolo finale dei dazi.
Esistono diversi strumenti online che consentono di effettuare simulazioni sul calcolo dei dazi all’importazione, e non solo per gli Stati Uniti. Si tratta di strumenti ufficiali, utili per una prima valutazione, ma che devono sempre essere verificati alla luce della normativa vigente.
In Confindustria Emilia lavoriamo quotidianamente per creare una rete di protezione attorno alle vostre merci, offrendo consulenze specialistiche che aiutano a prevenire errori costosi in fase di sdoganamento.
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