ESRS 2027: regole più snelle in arrivo, ecco a che punto siamo
04/11/2026
Gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards) semplificati sono entrati in vigore definitivamente, con oltre il 60% di dati in meno. Le PMI non quotate restano fuori dalla CSRD e possono usare lo standard volontario VSME.
Se prima le imprese pubblicavano solo il bilancio economico-finanziario, con la direttiva europea CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), l'Unione Europea ha reso obbligatorio per un numero crescente di aziende rendicontare anche la sostenibilità con la stessa trasparenza, rigore e verificabilità del bilancio contabile.
Per rendere questi dati confrontabili e credibili tra aziende diverse, l’Unione Europea ha introdotto gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards): veri e propri standard condivisi con cui calcolare metriche precise, dalle tonnellate di emissioni di CO₂ alla gestione dei rifiuti, fino ai diritti umani lungo la catena dei fornitori.
Il 3 luglio 2026, la Commissione europea ha adottato l'atto delegato con gli ESRS rivisti: l'atto è ora all'esame di Parlamento e Consiglio UE. A seguito della pubblicazione in GUUE, entreranno in vigore il 10 novembre 2026 e verranno applicati dall'esercizio 2027.
Al via dal 2027 per gli ESRS rivisti
Cosa cambia rispetto alla vecchia impostazione?
Restano 12 standard: 2 trasversali, 5 ambientali, 4 sociali e 1 sulla condotta aziendale. La doppia materialità resta il criterio chiave.
Le imprese devono rendicontare gli impatti che generano su ambiente e società e i rischi e le opportunità che i temi ESG creano per loro. Il quadro però diventa più proporzionato:
- meno dati. I dati calano di oltre il 60% e quelli volontari sono eliminati;
- materialità più mirata. L'analisi può essere "dall'alto verso il basso", senza costi o sforzi eccessivi, e non va rifatta ogni anno se non cambia nulla di significativo;
- fair presentation. Contano le informazioni utili a chi decide, non la conformità punto per punto;
- più flessibilità. Sono previste nuove agevolazioni, esenzioni e regimi transitori, anche sugli effetti finanziari attesi.
Attenzione però: semplificare non significa dimezzare il lavoro. Gran parte della riduzione deriva dall'eliminazione delle duplicazioni e dalla riorganizzazione dei requisiti.
ESRS 2027: Chi deve rendicontare e quando?
- Chi già rendiconta (enti di interesse pubblico con oltre 500 dipendenti): per il 2026 può proseguire con l'ESRS Set 1, applicare in anticipo gli ESRS rivisti oppure usare il Set 1 con alcune deroghe.
- Grandi imprese (oltre 1.000 dipendenti e oltre 450 milioni di euro di fatturato): primo report nel 2028, sull'esercizio 2027.
- PMI quotate e imprese extra-UE con oltre 450 milioni di fatturato nell'Unione: primo report nel 2029, sull'esercizio 2028.
Come cambia il bilancio per le imprese obbligate?
- è unito alla relazione sulla gestione e ha lo stesso perimetro del bilancio consolidato;
- guarda anche alla catena del valore, a monte e a valle, ma non richiede la compilazione puntuale di dati da parte di fornitori, a cui non possono essere richiesti dati troppo dettagliati (vedi punto sulle PMI) ;
- è pubblicato in formato digitale XBRL;
- è soggetto a revisione esterna (limited assurance), che controlla anche il processo di analisi di materialità.
E le PMI non obbligate?
Il tema le riguarda comunque, perché clienti, banche e committenti possono chiedere dati ESG. Il "value chain cap" pone un limite: alle imprese della filiera fuori dallo scope della CSRD non si possono chiedere informazioni più ampie o dettagliate di quelle dello standard VSME.
Il VSME è volontario e modulare (Basic e Comprehensive) e non richiede un'analisi di materialità. Per le imprese fino a 10 dipendenti alcuni dati restano facoltativi. È uno strumento pratico per rispondere in modo ordinato alle richieste della filiera e per migliorare reputazione, competitività e accesso ai finanziamenti.
Da dove partire?
Conviene iniziare per tempo, coinvolgere le persone chiave dell'azienda e costruire un cruscotto di indicatori con i responsabili dei dati.
ESRS 2027: come il team di Confindustria Emilia ti può aiutare
La sostenibilità e l’innovazione non sono più semplici adempimenti formali, ma fattori determinanti per la competitività di mercato, l'accesso al credito e la solidità delle filiere produttive. Per guidare le aziende attraverso questa transizione, l’Area Ricerca, Innovazione e Sostenibilità di Confindustria Emilia mette a disposizione competenze specialistiche e un affiancamento operativo su misura.
Il supporto operativo per le imprese
- Formazione continua e specialistica: percorsi dedicati a manager e team aziendali per comprendere l'evoluzione normativa, acquisire competenze operative e integrare i fattori ESG nella strategia d'impresa.
- Gap analysis per rendicontazione con ESRS e VSME
- Gap analysis per le certificazioni ISO: analisi preliminare dello stato dell'arte aziendale per individuare scostamenti, priorità di intervento e requisiti necessari per ottenere o rinnovare le certificazioni internazionali (come ISO 14001, ISO 50001, ISO 45001).
- Accompagnamento sui questionari ESG e rating di filiera: supporto metodologico e pratico nella raccolta dati, nella rendicontazione e nella compilazione delle piattaforme di valutazione più richieste da clienti e istituti bancari, a partire da EcoVadis.
Prossimi appuntamenti: il programma del Sustainability Journey
Il percorso formativo e divulgativo continua con due momenti di confronto pensati per offrire strumenti concreti alle organizzazioni:
- 10 novembre | Modena (in presenza) - Opportunità di finanziamento europee: Un incontro mirato a mappare i bandi UE, i fondi comunitari diretti e indiretti e gli strumenti di finanza agevolata a supporto dei progetti di innovazione sostenibile e transizione energetica.
- 10 dicembre | Webinar (online) - Greenwashing e comunicazione della sostenibilità: Una sessione per imparare a comunicare i propri traguardi ambientali e sociali con trasparenza e rigore metodologico, proteggendo la reputazione del brand ed evitando sanzioni o contestazioni alla luce delle nuove direttive europee.
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