
Giovedì 19 marzo alle ore 19.00 in Florim Gallery si è svolto, con il patrocinio di Ospedale di Sassuolo, il primo appuntamento del calendario 2026 degli "Incontri della salute" - gli eventi gratuiti promossi da Florim con l'obiettivo di accrescere nelle persone del territorio la cultura della prevenzione e dei sani stili di vita.
Al centro della serata un tema di grande interesse: la longevità, che rappresenta oggi una delle principali sfide medico-scientifiche e sociali. Intesa non solo come desiderio di estensione della vita, ma con un’attenzione specifica al mantenimento dell’autonomia e della qualità della vita stessa nel tempo. Invecchiare in modo sano implica la preservazione dell’equilibrio fisico, cognitivo e relazionale, risultato dell’interazione tra fattori biologici, comportamentali e ambientali.
L’invecchiamento non deve essere interpretato esclusivamente come una fase di fragilità, ma come una fase della vita modulabile, in cui prevenzione e cura giocano un ruolo fondamentale. Il dott. Tommaso Trenti – già direttore del Dipartimento integrato interaziendale di Medicina di laboratorio e anatomia patologica dell’AUSL-AOU di Modena e Chief Scientific Officer Gruppo Bianalisi Monza Brianza –, in qualità di relatore dell’incontro, ha evidenziato come interventi preventivi efficaci rappresentino il fattore determinante nell’aumento dell’aspettativa di vita : “Longevity o longevità – ha dichiarato – non significa solo vivere più a lungo ma vivere più anni in buona salute mantenendo autonomia e qualità di vita. Si basa su una prevenzione attiva che è il modo più efficace per ridurre malattie future e costruire un invecchiamento sano e consapevole”.
"L'Italia vanta un’aspettativa di vita tra le più alte in UE (circa 84,1 anni), ma le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte, rappresentando circa il 43% dei decessi totali. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), fino all'80% dei decessi prematuri per malattie cardiache e ictus potrebbe essere evitato agendo su stili di vita e controlli regolari. La scienza attuale non vede più il declino cardiovascolare come un destino inevitabile dell'invecchiamento, ma come un processo modulabile” , ha sottolineato l a moderatrice e relatrice della serata, dott.ssa Marcella Camellini – coordinatore scientifico delle attività formative presso il Centro Salute e Formazione, medico dell’U.O. di Cardiologia Ospedale di Sassuolo.
I fattori nutrizionali, comportamentali, cardiovascolari e neurologici sono pertanto presupposti decisivi per un invecchiamento sano e duraturo. Anche la dott.ssa Alda Tiziana Scacchetti – biologa e responsabile della struttura di “Immunopatologia e allergologia diagnostica” presso il Dipartimento integrato interaziendale di Medicina di laboratorio e anatomia patologica dell'AUSL-AOU di Modena –, ha posto l’attenzione su quanto l’alimentazione giochi un ruolo fondamentale nella longevità: ”La longevità non è una promessa genetica, ma una costruzione biologica. Attraverso la nutrizione clinica possiamo intervenire sui meccanismi che regolano infiammazione, metabolismo ed energia cellulare, trasformando la prevenzione in strategia concreta”.
L’incremento dell’aspettativa di vita rappresenta una delle principali trasformazioni demografiche contemporanee, ponendo nuove sfide ai sistemi sanitari e sociali. Un approccio integrato alla longevità si configura pertanto come elemento chiave per la sostenibilità dei sistemi sanitari, in un equilibrio duraturo tra individuo, comunità e ambiente.