

Come possono le imprese continuare a generare valore in un mondo sempre più guidato da tecnologia, intelligenza artificiale e nuovi modelli digitali? È questa la domanda al centro di “Carpi Digitale”, l’evento ospitato presso il Terminal Terre d’Argine Innovation Lab, che ha riunito imprese, professionisti, istituzioni e cittadini per un confronto sul futuro dell’innovazione e sulle nuove sfide che attendono il territorio.
Un incontro che ha confermato il ruolo del Terminal come luogo di contaminazione tra mondi diversi: aziende, giovani, istituzioni e professionisti. Non un semplice appuntamento dedicato alla tecnologia, ma un momento di riflessione sul ruolo che il digitale avrà nello sviluppo economico e industriale dei prossimi anni.
Al dibattito, moderato da Veronique Blasi, hanno partecipato:
- Giuseppe Nale, fondatore di Skybackbone Engenio;
- Gianni Previdi, innovatore umanista, docente universitario e autore;
- Stefano Bergonzini, giornalista professionista ed esperto di innovazione, tecnologia e motorsport.
Ad aprire l’incontro il saluto istituzionale del sindaco di Carpi Riccardo Righi, che ha sottolineato il valore del Terminal Innovation Lab come spazio strategico per il futuro della città: un luogo nato per favorire formazione, progettualità e collaborazione.
Tra i protagonisti dell’evento, Giuseppe Nale ha portato la testimonianza di Skybackbone Engenio, realtà nata a Carpi e oggi specializzata in cloud computing, cybersecurity e soluzioni digitali per le imprese.
Una scelta, quella di sviluppare l’azienda nel territorio carpigiano, che non è stata casuale: “Abbiamo deciso di fondare qui la nostra azienda perché, negli anni del boom del distretto tessile, il bisogno di informatica e tecnologia era superiore rispetto ad altri territori. Carpi era già allora leader nell’innovazione”.
Il legame tra Carpi e tecnologia, infatti, nasce molto prima dell’attuale trasformazione digitale. Il forte sviluppo del distretto manifatturiero e della moda ha portato negli anni le aziende del territorio a cercare strumenti sempre più avanzati per organizzare processi, migliorare la produttività e competere sui mercati.
Una storia che anticipa molte delle sfide che oggi affrontano le imprese: digitalizzazione, gestione del dato, automazione e sicurezza. Già nel 1995 il gruppo di lavoro guidato da Nale realizzò per Sony Italia uno dei primi sistemi basati su Internet e cloud computing per la gestione della forza vendita: un progetto pionieristico in un periodo in cui il concetto stesso di cloud era ancora lontano dall’essere diffuso nel mondo aziendale. Oggi Skybackbone Engenio continua questo percorso affiancando le imprese nell’adozione di infrastrutture digitali sicure e scalabili, con l’obiettivo di trasformare la tecnologia in uno strumento concreto di crescita.
Uno dei temi centrali emersi durante l’incontro riguarda il modo in cui nasce davvero l’innovazione.
Secondo Giuseppe Nale, luoghi come il Terminal Innovation Lab possono giocare un ruolo fondamentale nel creare connessioni tra giovani, professionisti e imprese: “Il Terminal può diventare uno straordinario luogo di confronto per i giovani che amano l’informatica, perché le idee migliori non nascono dietro una scrivania, ma in spazi relazionali come questo”.
Una riflessione che evidenzia un aspetto fondamentale: la tecnologia da sola non basta. Cloud, cybersecurity, intelligenza artificiale e automazione sono strumenti sempre più potenti, ma il vero valore nasce dalla capacità delle persone di utilizzarli per risolvere problemi concreti, creare nuovi modelli e migliorare i processi aziendali. Per le imprese, innovare significa quindi non soltanto introdurre nuove tecnologie, ma sviluppare competenze, cultura digitale e capacità di adattamento.
Il contributo di Gianni Previdi ha ampliato il confronto introducendo una prospettiva culturale sull’innovazione. Docente e autore del libro “Logoi dell’innovazione. Contro la trappola del si è sempre fatto così”, Previdi ha sottolineato come il cambiamento non possa essere interpretato solo come evoluzione tecnologica. Innovare significa prima di tutto modificare il modo di pensare, superare abitudini consolidate e sviluppare la capacità di mettere in discussione processi e modelli esistenti. Un tema particolarmente rilevante per un territorio come quello emiliano, costruito su una forte identità manifatturiera: la sfida non è sostituire questa tradizione, ma arricchirla con nuove competenze digitali per renderla ancora più competitiva.
A chiudere il confronto è stato Stefano Bergonzini, che ha portato il punto di vista di chi da anni racconta innovazione, comunicazione e tecnologia. Attraverso la sua esperienza nella Motor Valley, Bergonzini ha ricordato come alcune delle più grandi innovazioni siano nate proprio da piccoli gruppi di persone, spesso lontani dai grandi centri tecnologici internazionali. La provincia può rappresentare un vantaggio competitivo: permette un rapporto diretto con imprese, persone e bisogni reali, diventando terreno fertile per nuove idee.
L’evento ha dimostrato come la trasformazione digitale sia ormai un tema che coinvolge l’intera comunità: imprese, istituzioni, professionisti e nuove generazioni. La tecnologia non è più soltanto uno strumento operativo, ma un elemento strategico per la competitività del territorio. La sfida dei prossimi anni sarà quella di trasformare il cambiamento in opportunità: accompagnando le aziende nell’evoluzione digitale, creando nuove competenze e costruendo luoghi in cui idee e persone possano incontrarsi.
In questo percorso, iniziative come Carpi Digitale confermano quanto il dialogo tra imprese, istituzioni e territorio sia fondamentale per costruire l’innovazione del futuro.