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Miguel Fisac, forma, materia e luce: il progetto dello spazio sacro al centro del convegno internazionale di Bologna

23/06/2026

Il 25 e 26 giugno a Bologna Palazzo Magnani ospiterà il convegno internazionale “Miguel Fisac. Forma, materia e luce: la costruzione dello spazio sacro”, promosso dal Centro Studi Cherubino Ghirardacci e da in_bo. In vista dell’appuntamento i curatori scientifici dell’iniziativa, Gianluca Buoncore - Università degli Studi di Firenze e Francesca Dal Cin - CIAUD, Faculdade de Arquitetura, ULisboa, approfondiscono il significato di questo omaggio a una delle figure più originali dell’architettura spagnola del Novecento e il valore attuale della sua ricerca sullo spazio liturgico.

· Come nasce l’idea di organizzare a Bologna un convegno internazionale su Miguel Fisac?
L’idea nasce dalla profonda convinzione che l’opera del maestro spagnolo non appartenga soltanto alla storia dell’architettura della sua terra, ma costituisca un capitolo fondamentale della cultura architettonica europea e, in particolare, di quella italiana. Bologna, in questo senso, non è una scelta casuale: negli anni del rinnovamento liturgico e del Concilio Vaticano II, la città divenne – grazie alla guida del Cardinale Giacomo Lercaro e all'esperienza della celebre rivista Chiesa e Quartiere – un eccezionale laboratorio a cielo aperto e uno dei principali centri europei di sperimentazione per le nuove forme del sacro. La rivista bolognese riconobbe precocemente il valore e la portata innovativa delle ricerche di Fisac, dedicando proprio al suo lavoro diverse pagine della rivista; l'iniziativa intende quindi riscoprire questa sinergia e ricostruire la fitta rete di scambi e relazioni culturali che legò l'avanguardia spagnola all'azione del “laboratorio bolognese”.

· A vent’anni dalla sua scomparsa, perché Miguel Fisac continua a essere un autore così rilevante?
Fisac continua a essere di straordinaria attualità perché l'intera sua produzione di architettura sacra, progettata e costruita, si configura come un vero e proprio laboratorio progettuale e antropologico. Col suo lavoro è stato in grado di concepire lo spazio sacro come un “recinto dinamico” capace di attirare i fedeli e di rimettere al centro l'assemblea nell'atto eucaristico, offrendo risposte concrete alle necessità del passaggio conciliare. Inoltre, la sua figura resta di fondamentale rilevanza per via del suo approccio organico allo spazio e di una costante, audace sperimentazione tecnica e tecnologica – in particolar modo nell'uso innovativo del calcestruzzo – che tuttora ispira le logiche compositive e le tensioni poetiche dei progettisti contemporanei.
Fisac fu in grado di unire sperimentazioni spaziali e formali nordiche, con tipologie tradizionali spagnole e un sapiente controllo della luceediterranea, dimostrando una profonda sensibilità culturale, uno spririto totalmente moderno ma con un profondo rispetto della tradizione. Il convegno vuole provare ad analizzare influenze e contaminazioni che hanno agito sul lavoro di Fisac, ma anche capire quale sia stato a livello europeo il peso del maestro spagnolo e la sua possibile eredità codivisa.

· Il titolo del convegno mette al centro “forma, materia e luce”. In che modo questi tre elementi aiutano a leggere il suo lavoro?
Nell'opera di Fisac questi tre elementi non sono componenti scisse, bensì principi generativi inseparabili del progetto, che agiscono simultaneamente come struttura e come atmosfera. Da un lato, l'architettura si esprime come “costruzione ideale” in cui la forma ridefinisce lo spazio per aprirsi all'assemblea; dall'altro, si impone come “costruzione materiale”, ossia un sistema tecnologico e strutturale (la materia) deputato al controllo e alla modulazione della luce naturale. La luce assume così un valore strutturale e fortemente simbolico, diventando il dispositivo fondamentale per conferire gerarchia, identità ed energia percettiva agli ambienti.

· Che cosa emergerà dalle due giornate di Bologna e quale contributo porteranno i relatori internazionali?
Dalle due giornate emergerà un'analisi interdisciplinare e comparativa dettagliata, strutturata in precise aree tematiche, sebbene tra loro complementari e inscindibili: si indagheranno le soluzioni compositive alla base dei progetti; l'impiego di tecnologie innovative come espressione della struttura che si fa spazio; e il ruolo della luce naturale come elemento in grado di conformare lo spazio. I relatori e gli esperti internazionali – provenienti da importanti atenei e istituzioni italiane e spagnole – porteranno ricerche originali e prospettive inedite. Il loro contributo permetterà di tracciare connessioni storiografiche più ampie a livello europeo. Ci aspettiamo che gli interventi proposti diventino una scintilla in grado di attivare il dibattito e i confronti. I contributi inoltre, verranno pubblicati su un numero speciale di in_bo. Ricerchee progetti per il territorio, la città e l’architettura, rivista scientifica internazionale dell’Università di Bologna, che andrà a costiuire un nuovo piccolo ma significativo tassello della letteratura scientifica su questo autore.

· Quale messaggio vorreste lasciare a studiosi, professionisti e studenti che parteciperanno al convegno?
Il messaggio principale è che la ricerca storica e storiografica ha un senso profondo solo quando riesce a dialogare attivamente con il presente, trasformandosi in uno strumento utile ad interpretare e attuare le trasformazioni necessarie alla società contemporanea. Vorremmo che questo convegno venisse vissuto non come un semplice esercizio accademico o una celebrazione per addetti ai lavori, ma come un autentico spazio democratico di confronto internazionale, transdisciplinare e intergenerazionale. Tra i partecipanti, italiani e spagnoli, ci sono sia docenti e ricercatori di lunga data, che dottorandi di ricerca. Due generazioni che si incontrano e si confrontano su un tema di interesse comune.
Tutte le istituzioni e i partner che ci hanno affiancato nella realizzazione di questa iniziativa, come l’Ambasciata di Spagna in Italia e la Fondazione Miguel Fisac con i quali l’iniziativa è stata organizzata, o i parter come la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Graphisost Italia che hanno sostenuto la realizzazione, hanno dimostrato che la connessione di realtà diverse ma mosse da una visione comune e condivisa, può portare ad esiti di grande valore destinati alla società civile tutta.
L'auspicio è quello di trasmettere l'idea che l'architettura sia una pratica di impegno civile, capace di tradurre l'alto profilo tecnico in un patrimonio culturale condiviso e accessibile, in grado di migliorare la coscienza collettiva e il vivere comunitario.

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