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Medica presenta la nuova tecnologia AD1

17/09/2026

La nuova tecnologia AD1
La nuova tecnologia AD1

Una tecnologia miniaturizzata per affrontare una delle complicanze più difficili dello scompenso cardiaco avanzato: la ritenzione di liquidi. È questo l’obiettivo di AD1, la nuova apparecchiatura portatile per l’ultrafiltrazione isolata ideata dal professor Claudio Ronco presso l’Istituto Internazionale di Ricerca Renale di Vicenza (IRRIV) e prodotta da Medica, azienda specializzata del distretto biomedicale mirandolese.

Lo scompenso cardiaco è una patologia cronica che interessa circa 800.000 persone in Italia e circa 40 milioni nel mondo. Nelle forme più severe, la ridotta funzionalità cardiaca può essere accompagnata da una compromissione della funzione renale e dalla conseguente ritenzione di acqua e sodio. Una condizione che può incidere pesantemente sulla qualità della vita, provocando fiato corto, affaticamento, gonfiore degli arti inferiori ed edema, fino a rendere necessario il ricovero ospedaliero.

Quando le terapie farmacologiche non sono più sufficienti a controllare l’accumulo di liquidi, l’ultrafiltrazione isolata, effettuata attraverso dispositivi di circolazione extracorporea del sangue, rappresenta una delle possibilità terapeutiche previste nel trattamento dei casi più complessi. La procedura consente infatti di rimuovere dal sangue l’acqua in eccesso senza ricorrere necessariamente ai meccanismi di depurazione tipici della dialisi.

Il limite principale di queste terapie è stato finora legato alla tecnologia necessaria per eseguirle: apparecchiature sofisticate, ingombranti e complesse, che richiedono personale qualificato e che ne hanno tradizionalmente confinato l’utilizzo soprattutto all’interno di ospedali e strutture di day hospital.
AD1 nasce per affrontare proprio questa sfida. Il progetto ha portato allo sviluppo di un sistema per l’ultrafiltrazione dalle dimensioni fortemente ridotte rispetto alle apparecchiature convenzionali, portatile e alimentato a batteria, progettato esclusivamente per effettuare trattamenti di ultrafiltrazione isolata. Il dispositivo può essere utilizzato per trattamenti di durata variabile, in funzione della quantità di liquidi in eccesso che deve essere rimossa, arrivando fino a sei ore di trattamento.

“Sempre più frequentemente si incontrano pazienti cardio-renali scompensati che necessitano ricovero ospedaliero per procedure di ultrafiltrazione allo scopo di rimuovere fluidi in eccesso - spiega il professor Claudio Ronco, ideatore del progetto presso l’Istituto Internazionale di Ricerca Renale di Vicenza -. Questo sistema va incontro alle esigenze di spostare il centro delle cure nelle case di comunità o addirittura al domicilio del paziente”.

Per Medica, la realizzazione di AD1 rappresenta un ulteriore passo nell’evoluzione delle tecnologie per la circolazione extracorporea e nella capacità del distretto biomedicale di Mirandola di trasformare la ricerca e l’innovazione clinica in dispositivi concreti.

AD1 è un progetto che racchiude perfettamente la nostra idea di innovazione: prendere una tecnologia complessa, comprenderne le esigenze cliniche e ingegneristiche e lavorare per renderla più compatta, funzionale e accessibile - sottolinea Marco Fecondini, CEO di Medica -. La collaborazione con il professor Ronco e con IRRIV dimostra ancora una volta quanto sia importante mettere in relazione competenze cliniche, ricerca e capacità industriale. Per Medica è una sfida tecnologica di grande rilievo e, soprattutto, un progetto orientato a un possibile miglioramento del percorso di cura e della qualità di vita dei pazienti”.

AD1 è attualmente in fase sperimentale presso l’ospedale San Bortolo di Vicenza, dove è in corso il percorso di validazione clinica necessario a verificarne funzionalità, sicurezza e usabilità.

La sperimentazione non nasce quindi per dimostrare gli effetti clinici dell’ultrafiltrazione, già ampiamente conosciuti, ma è finalizzata in particolare a verificare che la nuova apparecchiatura sia in grado di garantire il trattamento secondo i requisiti previsti, con adeguati livelli di sicurezza e facilità d’uso.

Il completamento di questo percorso costituirà un passaggio fondamentale verso l’ottenimento delle necessarie certificazioni e la successiva introduzione del dispositivo sul mercato. In base alle attuali tempistiche tecniche e regolatorie, la commercializzazione potrebbe avvenire indicativamente a partire dalla metà del 2027.

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