

Chi soffre di un disturbo alimentare vive una sofferenza profonda, spesso invisibile a chi gli sta accanto. Eppure, i numeri raccontano una realtà che riguarda da vicino anche il territorio modenese: circa 7.000 persone con disturbo da alimentazione incontrollata e tra le 3.000 e le 3.500 con disturbi restrittivi come anoressia e bulimia nervosa. Oltre 10.000 cittadini in una sola città.
Per contribuire a rompere il silenzio su patologie ancora troppo spesso sottovalutate, l'Ospedale privato accreditato Fogliani di Modena rilancia per il quinto anno consecutivo l'iniziativa di consulenze gratuite in occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, che si celebra il 15 marzo. È già possibile prenotare una delle circa trenta consulenze offerte nei mesi di marzo e aprile dal team multidisciplinare del Centro per i Disturbi Alimentari e l'Obesità, inserito nella rete nazionale dei Centri dell'Associazione Italiana Disturbi dell'Alimentazione e del Peso (Aidap).
La Giornata del Fiocchetto Lilla nasce per volontà del padre di Giulia Tavilla, scomparsa a soli 17 anni a causa di un disturbo alimentare, e rappresenta oggi un momento di riflessione nazionale su patologie che non riguardano soltanto le adolescenti, ma coinvolgono bambini, adulti e, sempre più spesso, anche il sesso maschile.
"Fare il primo passo è la cosa più difficile, perché raramente chi soffre ha consapevolezza del problema. L'anoressia nervosa è il disturbo più conosciuto, ma non il più diffuso. Colpisce fino all'1% della popolazione femminile e chi ne soffre vive una preoccupazione ossessiva per il peso e l'immagine corporea, con comportamenti restrittivi e di compenso che possono portare a malnutrizione grave, fino al rischio di morte. In una città come Modena parliamo di 3.000-3.500", spiega il dottor Dante Zini, Specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Medicina Interna e Psicoterapia cognitivo-comportamentale
Ma c'è un'altra emergenza che spesso non viene nemmeno riconosciuta come tale: "il disturbo da alimentazione incontrollata, che riguarda il 4% della popolazione. In una città di 180.000 abitanti significa 7.000 persone. Sono pazienti che soffrono, che vivono episodi di perdita di controllo seguiti da senso di colpa e vergogna, che spesso vengono stigmatizzati anziché aiutati. Dopo il Covid, gli studi internazionali hanno registrato un'esplosione di queste patologie, con aumenti tra il 20 e il 30%. I casi di anoressia tra gli adolescenti si sono in parte stabilizzati, ma restano al di sopra dei livelli pre-pandemia. Quelli legati al binge eating, invece, continuano a crescere", prosegue Zini.
Il Centro dell’Ospedale Privato Accreditato Fogliani applica la terapia cognitivo-comportamentale migliorata (CBT-E), riconosciuta come il trattamento con le maggiori prove di efficacia per i disturbi alimentari e in particolare per la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata. Un approccio che affronta la complessità di queste patologie in modo multidisciplinare, integrando competenze mediche, dietistiche, psicoterapiche e, quando necessario, psichiatriche.
"Questi disturbi non si curano con una dieta. Molti pazienti con disturbo da alimentazione incontrollata arrivano da noi senza sapere di avere un vero disturbo alimentare: chiedono una dieta per perdere peso e portano con sé una storia lunga di tentativi falliti, di peso perso e recuperato, di demoralizzazione. Quando scoprono che dietro c'è qualcosa di più complesso di una semplice obesità e cominciano ad affrontare il problema reale, i risultati cambiano. Utilizziamo anche strumenti come la dieta chetogenica e i farmaci anti-obesità, ma sempre dopo un primo percorso di terapia cognitivo-comportamentale e sotto stretto monitoraggio: è dimostrato che così i risultati a lungo termine sono più duraturi", sottolinea la dottoressa Elena Sofia Giovanardi, dietista del Centro.
Riconoscere precocemente i segnali - restrizione alimentare, isolamento durante i pasti, cambiamenti dell'umore, calo del rendimento scolastico - resta lo strumento più efficace per intervenire in tempo. Ma anche storie più lunghe possono avere un esito positivo.
"Guarire è possibile e questo deve essere una fonte di speranza. Stiamo concludendo il percorso di una ragazza arrivata da noi con tre anni di malattia alle spalle. Oggi sta bene: ha recuperato un peso adeguato, un'alimentazione flessibile, ha riscoperto relazioni e interessi. Qualche momento di difficoltà può capitare, è normale. Ma se affrontato con gli strumenti giusti, una scivolata non diventa una ricaduta. E noi ci siamo", conclude il dottor Zini.
È possibile prenotare una consulenza gratuita chiamando il numero 059 49.26.999, specificando che si tratta di un primo incontro informativo per problemi legati a disturbi alimentari.