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Cardiochirurgia: la tecnologia Eurosets per un complesso intervento chirurgico

30/03/2026

Pochi mesi fa un’anziana paziente è stata trasferita d’urgenza presso Maria Pia Hospital di Torino con una grave dissecazione dell’aorta toraco-addominale, in condizioni cliniche critiche sia sotto il profilo emodinamico sia neurologico. La patologia coinvolgeva l’intera aorta, inclusi i tronchi sovraortici deputati all’irrorazione cerebrale, rendendo necessario un intervento immediato.

L’operazione cardiochirurgica di estrema complessità, condotta in arresto di circolo e in ipotermia moderata, ha richiesto l’impiego di tecniche avanzate di perfusione cerebrale selettiva. In questo contesto, il sistema di circolazione extracorporea sviluppato da Eurosets, azienda biomedicale parte di GVM Care & Research, ha svolto un ruolo fondamentale nel garantire il supporto vitale durante l’intervento, assicurando un controllo preciso dei parametri di perfusione e contribuendo alla protezione degli organi, in particolare del cervello.

“I dispositivi di circolazione extracorporea di ultima generazione consentono un supporto cardiocircolatorio e respiratorio avanzato anche nei contesti più complessi, in quanto sono in grado di sostituire temporaneamente le funzioni meccaniche del cuore e dei polmoni in attesa della loro ripresa funzionale”, ha dichiarato Antonio Petralia, Direttore tecnico-scientifico e Amministratore Delegato di Eurosets.

L’intervento è stato eseguito dal prof. Davide Ricci, responsabile della Cardiochirurgia di Maria Pia Hospital, e dalla sua equipe, e ha avuto esito positivo grazie alla prontezza e competenza di tutti i professionisti: un lavoro di squadra di tutto il team del blocco operatorio per la rapidità di azione. Trattandosi di patologia tempo dipendente l’immediata risposta in termini di attivazione e preparazione della sala operatoria fa la differenza. 

“L’operazione ha previsto la riparazione della valvola aortica, la sostituzione dell’aorta ascendente e dell’arco aortico e un intervento di debranching con sostituzione dei tronchi sovraortici (tronco anonimo e arteria carotide comune sinistra). Quest’ultima in particolare è una procedura che consente di riposizionare i vasi diretti al cervello in una zona più prossima al cuore, approccio che ci ha permesso di affrontare l’emergenza e che rappresenta anche una scelta strategica per il futuro: infatti, qualora la porzione residua di aorta dovesse dilatarsi, sarà possibile intervenire per via endovascolare attraverso l’arteria femorale, impiantando un’endoprotesi e riducendo significativamente il rischio operatorio rispetto a un nuovo intervento cardiochirurgico maggiore”, ha spiegato il prof. Ricci.

Il decorso post-operatorio, seppur complesso, si è concluso con il recupero della paziente senza deficit neurologici. Dopo un percorso riabilitativo cardiologico, la paziente è stata dimessa in buone condizioni generali.

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