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Ecovillaggio di Montale, un modello di ecoquartiere per proteggersi dalle ondate di calore

30/06/2026

Non è più soltanto una crisi climatica: è il clima in cui viviamo. Le estati sono ormai caratterizzate da ondate di calore sempre più frequenti, intense e prolungate, con temperature da record che mettono sotto pressione la salute collettiva, la qualità della vita urbana e molte attività lavorative all’aperto, dall’agricoltura all’edilizia.

Il tema non riguarda più solo l’emergenza, ma la progettazione ordinaria delle città. Strade, piazze, parcheggi, edifici e spazi pubblici devono oggi fare i conti con un clima profondamente cambiato. Le infrastrutture urbane nate per un altro scenario climatico rischiano infatti di amplificare il calore invece di ridurlo, trasformando quartieri e centri abitati in vere e proprie isole di calore.

Uno dei principali fattori critici è l’eccessiva presenza di superfici impermeabili e scure, come l’asfalto, che durante le ore di sole accumulano calore e lo rilasciano nelle ore serali e notturne. Questo fenomeno riduce l’escursione termica, rende più difficile il raffrescamento naturale degli ambienti urbani e aumenta il rischio sanitario per persone vulnerabili, animali e limita le attività produttive.

Per proteggersi dalle ondate di calore non bastano quindi comportamenti individuali, pur importanti. Occorre fare sistema, intervenendo sulle infrastrutture, sui materiali e sull’organizzazione degli spazi urbani. Tra le azioni più efficaci rientrano il cosiddetto depaving, cioè la rimozione o sostituzione dell’asfalto e delle superfici impermeabili con pavimentazioni drenanti e dissipatrici del calore, e il rafforzamento delle infrastrutture verdi: alberature, prati, siepi, aree ombreggiate e corridoi ecologici. Il verde urbano non ha soltanto una funzione estetica. Le piante ombreggiano, migliorano il microclima, aumentano la biodiversità e, attraverso l’evapotraspirazione, sottraggono calore alle aree circostanti. Allo stesso tempo, le superfici drenanti permettono una migliore gestione delle acque piovane, riducono il rischio di ruscellamento e contribuiscono a rendere il quartiere più permeabile, fresco e vivibile.

In questo scenario, l’Ecovillaggio di Montale rappresenta un esempio concreto di quartiere progettato per affrontare le sfide climatiche attraverso adattamento, prevenzione e riduzione dell’impatto ambientale. Fin dalla fase progettuale, l’Ecovillaggio ha adottato un approccio sistemico e interdisciplinare, unendo urbanistica sostenibile, biodiversità e bioarchitettura. Lo studio delle assonometrie solari ha orientato la distribuzione delle nuove residenze, il posizionamento del verde e la scelta delle specie vegetali, affinché alberi e aree verdi svolgessero una funzione non solo paesaggistica, ma anche climatica, ecologica e di benessere psicofisico.

La risposta dell’Ecovillaggio di Montale alla sfida climatica si traduce anche in dati concreti: 153 appartamenti e alloggi in classe A4 nZEB, 243 kWp di potenza fotovoltaica installata, oltre 1 GWh di energia fotovoltaica autoprodotta, oltre 6.000 nuovi alberi e arbusti, 17.400 mq di verde, 60 mq di verde pro capite e oltre 1 km di pista ciclopedonale. Numeri che raccontano un modello urbano fondato su efficienza energetica, biodiversità, permeabilità del suolo e mobilità dolce. La scelta dei materiali è stata parte integrante di questa visione. I prati-parcheggio, drenanti e capaci di dissipare il calore, riducono la presenza di superfici asfaltate e contribuiscono a contenere l’effetto isola di calore. La regimazione delle acque piovane, convogliate in falda, favorisce un ciclo idrico più naturale e senza sprechi. Le residenze a energia quasi zero riducono drasticamente le emissioni di CO₂, mentre la mobilità sostenibile limita il traffico di passaggio e favorisce gli spostamenti ciclopedonali.

L’Ecovillaggio di Montale dimostra che la resilienza climatica non è un principio astratto, ma una scelta progettuale concreta. Significa disegnare quartieri capaci di proteggere le persone dal caldo, ridurre i consumi, aumentare la biodiversità, gestire l’acqua piovana come bene prezioso e migliorare la qualità della vita quotidiana. Di fronte a estati sempre più calde, la domanda non è più se le città debbano cambiare, ma quanto rapidamente saranno in grado di farlo. L’esperienza dell’Ecovillaggio di Montale indica una direzione chiara: costruire meno superfici che accumulano calore, più infrastrutture verdi, più permeabilità, più efficienza energetica e più spazio alla mobilità dolce. Proteggersi dalle ondate di calore significa ripensare il modo in cui abitiamo e progettare oggi i quartieri che renderanno più sicuro, sano e vivibile il clima di domani.

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