Startup e filiere: si è concluso "Emilia 4.0 1st Wave Tour"

Data pubblicazione: 09/03/2018

Ventitré progetti d’impresa innovativi: sono quelli selezionati per “Emilia 4.0 1st Wave Tour”, il programma di open innovation di Confindustria Emilia, sviluppato in collaborazione con dpixel, che vuole contaminare l'eccellenza dell'industria manifatturiera con l'innovazione tecnologica.

Il tour, spalmato nella sua fase conclusiva su giovedì 8 e venerdì 9 marzo, ha avuto il picco di visibilità con la presentazione delle 23 startup prescelte nel campo della nuova manifattura digitale e dell’Industria 4.0 declinate su quattro ambiti: Agritech, Automazione e Robotica, Elettromedicale, IoT e Sensoristica.

Nelle foto in alto, da sinistra: gli imprenditori presenti a Bologna giovedì 8 marzo e il vicepresidente di Confindustria Emilia Valter Caiumi

L’iniziativa, lanciata dal presidente di Confindustria Emilia Alberto Vacchi a Farete 2017, si è articolata lungo un percorso di selezione che, partendo da 75 realtà esaminate su tutto il territorio nazionale in cinque tappe del tour, ha condotto alla scelta delle 23 startup che entreranno ora in contatto diretto con le imprese e le eccellenze produttive del territorio. Innovare le filiere tradizionali e accelerare il business di tutte le realtà coinvolte: questi gli obiettivi principali del progetto.

Nel corso della prima giornata (8 marzo), in Via San Domenico a Bologna, sono state presentate 12 startup per i segmenti Agritech e Automazione & Robotica sotto l’egida di Claudio Domenicali amministratore delegato di Ducati.

È toccato a Valter Caiumi, vicepresidente di Confindustria Emilia, chiudere il tour, venerdì 9 marzo, nella sede di System di Franco Stefaniintroducendo le 11 startup selezionate per i segmenti Elettromedicale e IoT e Sensoristica. “Di tutte le nuove sfide che ci troviamo ad affrontare oggi, comprendere e definire la nuova rivoluzione tecnologica è la più affascinante e suggestiva, poiché comporta una vera e propria trasformazione per tutti noi. Gli oggetti iniziano a parlare, ci restituiscono dati e informazioni per la loro gestione. All’uomo l’intelligenza di utilizzare questi dati, per analizzare il proprio modello di business, aprirsi a nuovi schemi di gioco, dare una nuova centralità al sapere e al fare. Se ne valutiamo la portata e la complessità, questa quarta rivoluzione industriale è qualcosa con cui l'uomo non ha mai dovuto confrontarsi prima d'ora”.

"In un periodo in cui il tema delle startup e dell’open innovation è così dibattuto, ho partecipato attivamente con molta curiosità a questa iniziativa. Ducati si muove da sempre in un mercato difficile, un mercato che dal 2009 è calato, mentre noi siamo cresciuti: non ci saremmo riusciti senza mettere continuamente in discussione ciò che facciamo. Non costruiamo moto, ma proponiamo la condivisione di una passione, vendiamo emozioni. Tutto questo è possibile perché abbiamo fatto dell’innovazione di prodotto e di branding uno dei nostri capisaldi, ma occorre tenere bene a mente che l’innovazione va programmata e pianificata: o capisci come trarne vantaggio o scompari”, ha sottolineato giovedì in apertura dei lavori Claudio Domenicali, amministratore delegato di Ducati Motor Holding.

“Il nostro gruppo rappresenta uno dei più importanti player a livello internazionale nell’automazione industriale di processo e questo lo dobbiamo alla nostra capacità di saper trovare soluzioni radicali mai viste prima. Siamo degli innovatori di processo e questa meravigliosa avventura industriale l’ho intrapresa 50 anni fa. Allora le idee erano molto chiare e l’analisi dei processi è sempre stata al centro del mio pensiero poiché per trovare strade nuove è necessario partire dalla conoscenza. Il sogno è quello che si cela dietro all’essere imprenditore perché non si finisce mai di apprendere nuove conoscenze, mettendosi in discussione giorno dopo giorno”, ha rimarcato Franco Stefani, presidente del Gruppo System.

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GUARDA IL SERVIZIO di Cristina Ruini (È Tv-Rete 7)