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SACMI compie 100 anni

29/11/2019

Era il 2 dicembre 1919 quando, sulle macerie della Grande Guerra, nove meccanici e fabbri imolesi disoccupati si presentavano di fronte al notaio, per costituire la “Società Anonima Cooperativa Meccanici Imola”. Cento anni dopo, il Gruppo SACMI occupa 4.500 persone, detiene altrettanti brevetti industriali ed è leader internazionale nei settori delle macchine per ceramica, packaging, beverage-closures, metals e materiali avanzati.  

“Quella di SACMI è una storia straordinaria che accompagna tutte le fasi della crescita industriale dell’Italia e della città di Imola, cuore di quel movimento cooperativo che ha dato forma e sostanza ad un sogno, creare benessere condiviso attraverso il lavoro”, sottolinea Paolo Mongardi, presidente di SACMI Imola. Straordinaria per aver saputo affrontare ogni fase di cambiamento con lungimiranza, coniugando innovazione e attenzione al cliente con un insieme di valori – mutualità, solidarietà, territorio – ancora oggi alla base delle scelte aziendali.  

“Proprio per questo – prosegue il presidente, Paolo Mongardi (nella foto) – abbiamo scelto di accompagnare questo anno di celebrazioni del nostro primo centenario di storia con un percorso di incontri di formazione sul cambiamento, e in particolare sulle tematiche legate alla digitalizzazione 4.0 della produzione e dei servizi”. Oltre 2.400 presenze, “segno della forte consapevolezza da parte delle nostre maestranze e dell’intero territorio di quale sia la posta in gioco: il cambiamento va inquadrato, guidato, anticipato nei giusti tempi e con la stessa straordinaria lungimiranza dei nostri padri fondatori”.   Robotica e automazione, tecnologie abilitanti, sostenibilità e nuovi materiali sono alcune delle sfide in corso, un futuro che in SACMI è già una realtà anche grazie ad investimenti costanti nella ricerca, accompagnati in questi anni da una profonda azione di riorganizzazione della governance. “SACMI è un’azienda cooperativa e, come tale, non è di proprietà di qualcuno, ma un bene collettivo, che deve essere lasciato migliore alle prossime generazioni. Questo significa attrezzarsi con un orizzonte temporale abbastanza lungo, che noi abbiamo fissato al 2030, su cosa vogliamo essere, sulle sfide che ci attendono e su come ci possiamo attrezzare oggi per coglierne tutte le opportunità”.   

Qualche esempio, la partnership siglata a inizio anno con il MIT di Boston, la più grande e prestigiosa istituzione internazionale della ricerca accademica applicata all’industria. Questa partnership consente al Gruppo SACMI di relazionarsi con un insieme di quasi 2mila start up che in tutto il mondo lavorano sulle tecnologie più avanzate nei settori di interesse dell’azienda. Quindi il territorio, scommettendo sul nuovo SACMI Innovation Lab, una struttura dedicata alla diffusione in azienda e nel sistema di Pmi dell’Emilia-Romagna delle nuove tecnologie abilitanti 4.0.  

Sullo sfondo, il tema strategico della formazione: “Già negli anni Cinquanta SACMI assumeva il primo ingegnere; oggi nel solo stabilimento di Imola gli ingegneri sono oltre 200. Letta oggi può apparire scontata, si trattava invece per quei tempi di una mossa strategica che avrebbe consentito la definitiva proiezione di SACMI sui mercati mondiali”. Ecco allora che SACMI – complici alcuni dei risultati di esercizio tra i migliori nella storia della Cooperativa – ha firmato negli ultimi anni almeno 500 nuovi contratti di lavoro nel solo territorio di Imola, la gran parte per personale laureato. Ecco, di conseguenza, l’azione di sostegno costante alle scuole e alle Università, dall’Istituto Alberghetti di Imola all’ateneo di Bologna, con il quale condivide la guida del consorzio Bi-Rex, primo competence centre nazionale 4.0.  

“Oggi rendiamo omaggio al coraggio dei nostri avi, alla loro capacità di interpretare il vero spirito cooperativo, grazie al quale è stato possibile scrivere questa straordinaria pagina di storia. Ma il nostro obiettivo più importante – conclude il presidente, Paolo Mongardi – è quello di proiettare l’azienda nel secondo centenario, valorizzando le eccellenze ed i talenti del nostro territorio e condividendo le nostre esperienze con le punte più avanzate della manifattura regionale e nazionale. La nostra storia ci dimostra che l’unico vero sviluppo è quello che mette l’uomo al centro dell’attività produttiva, e crediamo che la prospettiva Industry 4.0 non faccia che rafforzare questa esigenza, per una sempre maggiore qualificazione del lavoro e l’offerta ai nostri clienti di prodotti e servizi sempre nuovi, sostenibili, di qualità”.