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Francesco Filonzi: "Così ci siamo rimboccati le maniche"

25/06/2020

L’azienda, nel bene e nel male, rappresenta una società in miniatura, che riflette le tendenze e i cambiamenti della comunità che la ospita. Il Coronavirus ha creato un po' di disorientamento anche in Crp Meccanica ma, dopo l'impasse iniziale, lucidità e determinazione sono tornati alla ribalta dell'organizzazione aziendale. La nostra intervista al direttore operativo Francesco Filonzi.

Cosa è cambiato in azienda da tre mesi a questa parte? 
"Con l’emergenza sanitaria, ci siamo subito attivati per adempiere agli obblighi e alle nuove procedure dettate dai protocolli aziendali e dalle linee guida di contenimento del virus. Per entrare più nello specifico della nostra officina meccanica, devo dire che è cambiato ben poco: ci siamo rimodulati con le presenze e abbiamo tutti fatto squadra attorno a questa situazione per superarla insieme. Crp Meccanica è un’azienda che da oltre 50 anni si occupa di lavorazioni meccaniche Cnc di alta precisione per i settori industriali più avanzati e tutti noi, operai, impiegati e tecnici siamo abituati a standard molto elevati di lavoro e professionalità. È anche vero che l’azienda rappresenta una società in miniatura, che riflette le tendenze e i cambiamenti della comunità che la ospita, quindi è normale che l’emergenza sanitaria abbia, soprattutto all’inizio, disorientato un po’ tutti e portato ad una riorganizzazione interna… ma ci siamo “rimboccati le maniche” e abbiamo affrontato il momento con quella lucidità e flessibilità che ci contraddistingue come professionisti".   

Come stai vivendo questa situazione? 
"Con totale serenità ed ho sempre portato questo mio modo di essere in azienda. Certo, dei momenti di frizione tra colleghi ci sono stati, non dimentichiamoci che rappresentiamo pur sempre “una piccola società in miniatura”.   

Quali sono i sentimenti dominanti delle tue giornate? 
"Il sentimento dominante è sempre lo stesso: cercare di essere sempre efficienti con le risorse a disposizione".   

Che cosa possiamo imparare da questa esperienza? 
"Dal punto di vista extra-lavorativo, possiamo fare una piccola riflessione sulla scritta in cinese della parola CRISI che è composta di due caratteri: uno rappresenta il pericolo e l'altro rappresenta l'opportunità. Del pericolo ne abbiamo parlato abbondantemente a tutti i livelli, delle opportunità molto meno e secondo me l’apparizione del coronavirus dovrebbe diventare un invito all’umiltà e ad un’accresciuta umanità".