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ABK, tecnologia e innovazione per guardare al futuro

08/04/2021

L'innovazione in ceramica non si è mai fermata, almeno nello stabilimento ABK Group di Solignano (Modena), che si distingue per essere oggi il più tecnologicamente avanzato del settore. Negli ultimi cinque anni sono stati stanziati investimenti per oltre 40 milioni di euro, che hanno portato alla creazione di nuove linee produttive e impianti tecnologicamente all'avanguardia, oltre che eco-sostenibili. 

Gli investimenti più recenti risalgono al 2020, un anno difficile per tutti in cui il gruppo ceramico ha comunque completato un magazzino verticale per le grandi lastre unico nel suo genere, oltre ad un impianto di cogenerazione in grado di riconvertire i cascami termici della produzione in riscaldamento, producendo il 95% dell'energia elettrica consumata dallo stabilimento. 

Questi ultimi risultati d'eccellenza seguono di poco la messa in produzione delle esclusive lastre FULLVEIN3D e FULLBODY 3D, in grado di riprodurre l'estetica dei marmi e delle pietre naturali, anche all'interno dello spessore della lastra, una vera a propria rivoluzione che oltre a migliorare la qualità del prodotto finale spalanca le porte alla ceramica nel settore dell'arredo e dei countertop per cucina. 

Questo progetto era infatti partito nel 2019, con la preparazione di impasti tecnici ed extra-bianchi su una nuova linea alimentata da un mulino continuo a doppio stadio, un atomizzatore da 25 tonnellate/h e completata da numerosi silos di stoccaggio. A tutto questo si aggiunge la collaborazione strategica con Sacmi, che installa nello stabilimento ABK Group la primissima Continua PCR 3000, pensata per la produzione di alti spessori fino a 30 mm e dotata di un esclusivo sistema di sovrapposizione additiva di polveri e colori, che consente di realizzare le cosiddette lastre "a vena passante". 

Ma il processo di radicale ristrutturazione dello stabilimento era già iniziato nel 2016, con l'installazione di una prima linea completa per la produzione di grandi lastre, fino a 160 x 320 cm, e relativi sottomultipli. Un impianto già all'epoca altamente innovativo, alimentato da una linea Continua+ PCR 2000 Sacmi e dotato di quello che, ancora oggi, rimane uno dei forni più grandi d'Italia, con una bocca d'entrata larga 2,95 metri e una lunghezza complessiva che sfiora i 200 metri.