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Sicurezza alimentare e sicurezza nazionale: 6 italiani su 10 non si sentono pronti a una crisi di lungo periodo

21/04/2026

La sicurezza alimentare non è più solo una questione di filiera, ma una leva strategica per la tenuta economica e sociale del Paese. Eppure, il 61% degli italiani dichiara di non sentirsi preparato ad affrontare una crisi alimentare strutturale e di lungo periodo.

È uno dei dati chiave che emergono dalla ricerca “Sicurezza alimentare in Europa: la percezione dei consumatori italiani”, realizzata da Excellera Intelligence e presentata da Tetra Pak nella propria sede di Modena. La presentazione si è svolta nel contesto del confronto “Made in Italy e resilienza. Il ruolo della filiera agroalimentare nelle strategie di sicurezza nazionale”, inserito nelle celebrazioni per la Giornata Nazionale del Made in Italy e in una fase di rinnovata attenzione istituzionale sul tema, anche alla luce della crisi in corso in Medio Oriente.

In apertura dei lavori, Paolo Maggi, Presidente e Managing Director Tetra Pak South Europe, ha sottolineato come oggi food safety e food security siano sempre più interconnesse: “Oggi food safety e food security sono inscindibili: garantire il cibo significa assicurarne igiene e qualità, ma anche accesso e disponibilità, soprattutto quando il sistema è sotto stress. Molte crisi alimentari non nascono dalla mancanza di cibo, ma dalle interruzioni delle infrastrutture che ne rendono possibile la conservazione e la distribuzione. Come Tetra Pak abbiamo voluto promuovere questo confronto proprio per mettere attorno a un tavolo istituzioni, industria e filiera e contribuire a soluzioni concrete e implementabili. La sicurezza alimentare è un obiettivo permanente e condiviso, che richiede cooperazione e una visione di lungo periodo”.

Nel quadro degli interventi istituzionali, Giacomo Vigna, Direttore della Divisione Agroindustria del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha ribadito: “Il MIMIT conferma il proprio impegno a sostegno di politiche industriali fondate su strumenti di assessment come il “Food Security Test”, fondamentali per valorizzare e rafforzare la leadership manifatturiera italiana”.

La survey, illustrata da Aldo Cristadoro, CEO di Excellera Intelligence, fotografa una consapevolezza diffusa della vulnerabilità del sistema: il 65% degli italiani ritiene che la filiera che garantisce la sicurezza alimentare sia esposta a rischi capaci di comprometterne il funzionamento, una quota superiore alla media europea (62%). Tra i rischi percepiti come più rilevanti emergono contaminazione e deterioramento del cibo (67%), malattie degli animali (62%) ed eventi climatici estremi (42%), seguiti dalla mancanza di adeguati sistemi di confezionamento (39%).

Il legame sempre più stretto tra sicurezza alimentare e contesto geopolitico è stato richiamato da Antonella Rossetti, membro del Gabinetto del Commissario europeo per l’Agricoltura e il Cibo: “Come ricordato dal Commissario Christophe Hansen alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza, ‘se discutiamo di sicurezza senza includere il cibo, stiamo coprendo solo metà del campo di battaglia’. Oggi serve passare da una logica di reazione a una di preparazione”.

Accanto alle preoccupazioni, emerge una fiducia cauta: il 58% degli italiani ritiene che il sistema possa reggere a crisi gravi o eventi estremi, seppur con difficoltà localizzate. In caso di interruzioni dell’approvvigionamento, le principali preoccupazioni riguardano l’aumento dei prezzi (71%), la scarsità di alcuni prodotti (41%) e la riduzione dell’accesso al cibo per le fasce più fragili (32%). In questo scenario, gli alimenti confezionati sono percepiti come l’opzione più sicura.

Sul ruolo del packaging come infrastruttura strategica è intervenuta Sara Roversi, Founder & President di Future Food Institute: “La sicurezza alimentare si gioca nella capacità di connettere produzione, trasformazione e accesso. In questo spazio, realtà come Tetra Pak sono infrastrutture invisibili ma essenziali, perché rendono possibile l’accesso al cibo anche nei contesti più fragili”.

Guardando alle politiche europee sugli imballaggi, i consumatori italiani chiedono che il legislatore dia priorità a prevenzione della contaminazione (51%), conservazione nel tempo (43%) e accessibilità economica del cibo (31%). Non a caso, il 76% [2] ritiene che senza soluzioni di packaging adeguate la capacità di affrontare una crisi alimentare sarebbe ridotta, mentre oltre l’80%[3] sottolinea l’importanza di filiera e approvvigionamenti europei per ridurre i rischi di interruzione.

 Nel corso della tavola rotonda “La sicurezza alimentare come chiave per la difesa nazionale”, organizzata durante l’evento Tetra Pak, Michele Barcaiuolo, Senatore della Repubblica e membro della Commissione Affari esteri e Difesa, ha affermato: “Con il disegno di legge sulla sicurezza e la continuità degli approvvigionamenti alimentari proponiamo strumenti concreti: un piano nazionale, una cabina di regia e sistemi di scorte strategiche. La sicurezza alimentare deve diventare un criterio guida delle decisioni europee, introducendo strumenti come un vero Food Security Test”.

Luigi Scordamaglia, Amministratore Delegato Filiera Italia, ha aggiunto: “Abbiamo chiesto l’attivazione di stock strategici agroalimentari per rendere il Paese meno esposto a shock globali e interruzioni delle supply chain e abbiamo quindi proposto di prevedere nel fondo competitività risorse adeguate per le infrastrutture di stoccaggio europee oggi inesistenti. Accogliamo con favore l’istituzione di un Piano nazionale, da inserire in un quadro comunitario”.

A evidenziare il ruolo del packaging è stato Andrea Taglini, Consigliere UCIMA: “Lo studio mostra che la sicurezza alimentare è percepita come un sistema fragile. In questo contesto il packaging non è un dettaglio, ma una leva di sicurezza nazionale”. A chiudere l’evento, Davide Baruffi, Assessore al Bilancio della Regione Emilia-Romagna: “Sicurezza e sostenibilità sono obiettivi irrinunciabili. Per raggiungerli, agricoltura e industria devono camminare insieme, mettendo a sistema imprese, ricerca e competenze”.

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