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Borsa del Turismo Industriale 2026, l’8^ edizione si è svolta alla Terrazza Bernardini dello Stadio Dall’Ara

02/10/2026

Entrare nei luoghi dove nascono prodotti conosciuti in tutto il mondo, scoprire il sapere che si tramanda tra generazioni, visitare fabbriche, musei d’impresa e distretti produttivi: il turismo industriale offre un modo originale di esplorare l’Italia, partendo da ciò che ne ha costruito l’identità economica e sociale.

È da questa capacità di trasformare il patrimonio produttivo in un’esperienza da conoscere e vivere che ha preso forma l’ottava edizione della Borsa del Turismo Industriale (BTI), organizzata da Confindustria Emilia Area Centro, che si è tenuta mercoledì 30 settembre alla Terrazza Bernardini dello Stadio Renato Dall’Ara, nel cuore di Bologna. Un appuntamento nato per mettere in contatto il mondo dell’impresa e quello del turismo e creare nuove opportunità attorno a un patrimonio italiano ancora in parte da scoprire.  

Dopo il successo dell’edizione allargata dello scorso anno, la Borsa del Turismo Industriale ha ampliato ulteriormente la propria rete. La novità di quest’anno è stata il coinvolgimento, accanto a Confindustria Emilia Area Centro, Confindustria Marche e Confindustria Piemonte, anche di Confindustria Veneto, Confindustria Bari-BAT e Confindustria Toscana Nord. Un percorso che ha visto nuovamente la partecipazione di Associazione Paesaggio d’Eccellenza ETS e Visit Industry Marche, rafforzando la collaborazione tra territori e realtà impegnate nella valorizzazione del patrimonio industriale italiano in chiave turistica.  

Realizzata con il contributo della Camera di Commercio di Bologna e il supporto di UniCredit, APT Servizi Emilia-Romagna e Motor Valley, l’edizione 2026 della BTI ha visto la partecipazione di 24 buyer italiani e internazionali provenienti da 14 Paesi - tra cui Francia, Paesi Bassi, Spagna, Germania, Stati Uniti, Messico e Sudafrica - attivi nei settori del tour operating, dell’organizzazione MICE e delle agenzie di viaggio. Accanto a loro, 47 seller provenienti da tutta Italia rappresentativi di musei d’impresa, strutture ricettive, dimore storiche, location per eventi, operatori turistici locali e consorzi territoriali hanno presentato le proprie proposte, dando vita a oltre 1.100 incontri one-to-one in una sola giornata. Una giornata costruita attorno all’incontro diretto tra buyer e seller, nella quale il racconto dei territori si è trasformato in occasioni concrete di confronto e di business. Al centro non soltanto le destinazioni, ma le imprese e i luoghi che custodiscono storie, competenze e tradizioni produttive: un patrimonio capace di diventare parte integrante dell’offerta turistica italiana.  

“Chi viaggia oggi vuole autenticità, e le nostre imprese hanno storie autentiche da raccontare: è il modo più diretto che hanno per farsi conoscere e farsi amare da chi compra i loro prodotti. Il turismo industriale tiene insieme queste due domande, e per questo è una nicchia che vale moltissimo da entrambe le parti”, dichiara Agostino Scialfa, presidente della Filiera Turismo e Cultura di Confindustria Emilia e amministratore delegato di Hotel Cosmopolitan Bologna.

L’edizione 2026 era patrocinata da Confindustria, Federturismo, Aidit, Associazione Italiana Confindustria Alberghi, Associazione Marchi Storici d’Italia e Museimpresa, restituendo la dimensione di un progetto che continua ad ampliare la propria rete.

La crescita della Borsa del Turismo Industriale testimonia il crescente interesse verso un modo diverso di scoprire e raccontare i territori, attraverso le imprese che ne hanno segnato e continuano a segnarne lo sviluppo. Fabbriche, musei d’impresa, archivi e luoghi della produzione diventano così parte di un’offerta turistica capace di unire storia, cultura del lavoro e identità del Made in Italy.

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