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Fabio Tarozzi: "Stimolare la crescita della metalmeccanica deve essere priorità per tutti"

05/06/2018

“La metalmeccanica è la spina dorsale dell’economia italiana. Ed è ancora più vero per quella emiliana, dove la manifattura metalmeccanica si è conquistata un ruolo di leadership”, ricorda Fabio Tarozzi, presidente e ad di Siti-B&T Group e vicepresidente di Federmeccanica. “Per non tornare indietro, ma anzi espandersi, è necessario che si recuperino livelli di produttività in linea con quelli dei nostri principali concorrenti”. Tarozzi illustra l’indagine congiunturale di Federmeccanica per il primo trimestre 2018.

La produzione metalmeccanica è ancora in fase espansiva, anche se si avvertono segnali di rallentamento diffusi all’intera area comunitaria. Secondo l’indagine, questa fase dovrebbe continuare anche nel resto dell’anno: crescono gli ordini in portafoglio e migliora il giudizio espresso dalle aziende sulle consistenze in essere, mentredovrebbe continuare ad espandersi la componente estera.

Produzione. Nel primo trimestre del 2018, l’attività produttiva metalmeccanica registra un -0,4% rispetto al 4° trimestre 2017, maun +4,4% rispetto al 1° trimestre 2017. Comunque, rapportati al periodopre-recessivo (1°trimestre 2008) i livelli del primo trimestre 2018 siconfermano ancora a -22,7%.

Settori. Sono in crescita Prodotti in metallo (+7,8%),Macchine e apparecchi meccanici (+4,4%), Altri mezzi di trasporto (+6,0%) e, inparticolare, navalmeccanica, aerospaziale e locomotive e materiale rotabile; invecerisulta in frenata Autoveicoli (+0,5%), e in flessione Computer, elettronica estrumenti di precisione (-1,6%).

Lavoro. Nei primi tre mesi dell’anno è continuato a calarel’utilizzo della cassa integrazione (-48,6%).

Export. C’è un rallentamento rispetto al 2017, ma una crescitadel 3% rispetto al primo trimestre dell’anno scorso. Il calo osservato verso l’extraUe (-2,4%) è stato compensato da un +7,2% verso l’area Ue: in particolare,aumentano le esportazioni verso Francia (+6,9%) e Germania (+5,3%), mentrediminuiscono, dopo alcuni anni di costante crescita, quelle verso gli Usa(-6,4%).

“Su tali prospettive incombono però molte incognite”, commenta Tarozzi. “La non auspicabile guerra dei dazi, le eventuali sanzionidegli Usa verso Russia e Iran, la crescita dei prezzi delle materie prime e, inparticolare, dei prezzi dei prodotti petroliferi”.
Passando alla nostra regione, i dati economici complessivi più recenti (scenari di Prometeia analizzati da Unioncamere Emilia-Romagna) prospettano un contesto positivo, che rispecchiano di fatto anche l’area vasta(Bologna, Ferrara, Modena) in cui è attiva Confindustria Emilia.

È previsto un consolidamento a breve e un sensibile miglioramento a lungotermine della crescita del Pil dell’Emilia-Romagna: +1,7% nel 2017,+1,8% nel 2018 e +1,7% anche nel 2019. Una tendenza superioreall’1,4% per l’Italia nell’anno in corso. L’Emilia-Romagna si è confermata la prima regione italiana per crescita nel 2017, insieme alla Lombardia, e nel 2018 si prospetta prima assoluta, motore dell’economia italiana, davanti a Lombardia e Veneto, con un ritmo di crescita allineato a quello della Francia.

La tendenza è determinata dal ciclo positivo degli investimenti (+4,4% 2017 e 2018) e dall’accelerazione delle esportazioni (+4,8% 2017 e+5% 2018).

La ripresa è diffusa in tutti i settori, trainata dalla crescita nell’industria (+2,1% 2017 e +3,2% 2018) e da un deciso ritorno alla crescita per le costruzioni (+1% 2017 e +1,6% 2018), dopo 9 anni di recessione, mentre si conferma la crescita per i servizi (+1,8% 2017 e+1,3% 2018).

“Nel Paese ci sono più di 100 mila imprese metalmeccaniche cheoccupano più di 1 milione 600 mila lavoratori”, prosegue Tarozzi. “Ilnostro settore è il più importante in Italia e in Europa siamo secondi soloalla Germania. L’industria metalmeccanica, con circa 120 miliardi di valore aggiunto, contribuisce per l’8% al Pil nazionale, erappresenta il 50% delle esportazioni complessive (216 miliardi di euro),generando un attivo dell’interscambio pari ad oltre 50 miliardi di euro. Preservare la metalmeccanica e stimolare la sua crescita deve essere quindi la priorità per la politica nazionale e locale, nell’interesse generale. Continuaresulla strada delle riforme è indispensabile, così come stimolare la creazione di un ecosistema 4.0”.

E Tarozzi aggiunge: “La competitività del Paese passa anche attraverso azionicoordinate e sinergie tra centro e periferia e la convergenza di politicheeconomiche, dell’istruzione e del lavoro. Quindi le istituzioni nazionali e locali devono operare in maniera coordinata per sostenere gli investimenti privati produttivi, in tecnologia e innovazione e gliinvestimenti pubblici (infrastrutture); per creare sistemi educativi che consentano di rispondere ai fabbisogni delle imprese di oggi e di domani; per avere un mercato del lavoro flessibile (in entrata e in uscita) e inclusivo(che rafforzi le tutele sociali con le politiche attive) con anche unsostanziale abbattimento del costo del lavoro”.

I rapporti con le istituzioni educative (scuole e università) sonoda tempo diventati parte integrante dei processi di integrazione nelterritorio e di sviluppo delle comunità locali. “Solo un esempio”, ricordaTarozzi. “Da quest’anno Confindustria Emilia ha esteso a tutte e tre leprovince in cui opera (Bologna, Ferrara, Modena) ‘Eureka funziona!’,il progettosull’educazione all’imprenditoria e di orientamento allostudio delle materie STEM lanciato da Federmeccanica, coinvolgendo 35classi e quasi 900 bambini”.

Le nostre imprese svolgono una funzione decisiva in ambitoeconomico ma hanno anche un fondamentale ruolo sociale. Grazie a progettidi welfare sempre più evoluti è possibile non solo creare un virtuosocollegamento tra il lavoro e la vita privata ma anche tra le aziende eil territorio, generando valore aggiunto per effetto del rilevanteimpatto sociale e della ricaduta sull’economia reale locale”.

“Siamo a metà del secondo anno di applicazione del nuovo contratto nazionale di lavoro”, conclude il vicepresidente di Federmeccanica, “dove sonostati introdotti nuovi ed innovativi strumenti di welfare che consentono disoddisfare i bisogni delle persone con costi ragionevoli per le imprese:l’assistenza sanitaria gratuita per i dipendenti con MetaSalute; flexiblebenefit che danno la possibilità di rispondere alle più diverse esigenze deilavoratori; previdenza complementare che, agendo sulle future pensioni, dà piùsicurezze ai lavoratori. Inoltre, per la prima volta in un Ccnl è statoprevisto il diritto soggettivo alla formazione. È un importante investimento sulle persone: per ilavoratori che, grazie all’acquisizione di competenze e conoscenze, potrannocrescere professionalmente ed essere occupabili nel tempo; per le imprese, checon risorse umane qualificate, potranno essere più competitive”.