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Con Ophera alla ricerca di nuovi farmaci

09/10/2018

Essere pionieri nella ricerca su Botanicals originali con l'obiettivo di trasformarli in dispositivi medici, cosmetici o materiali innovativi, fino ad arrivare al Bioprinting della pelle in 3D. L'amministratore Luisa Pecorari racconta Ophera, la società che fa capo a un team di ricercatori con l'obiettivo di integrare e potenziare le applicazioni della biologia molecolare e della biotecnologia avanzata, per realizzare progetti e prodotti innovativi da sviluppare in alleanza con partner scientifici e commerciali.


“L'idea di fondare Ophera è nata a Modena”, spiega Pecorari, “ all'interno dei laboratori di Tydockpharma (ex spin-off di Unimore) durante uno studio per l'individuazione di nuove molecole naturali che potessero diventare precursori di candidati farmaci. Partendo dalle realizzazioni più semplici come preparazioni cosmetiche a diversa finalità ci siamo progressivamente occupati anche di progettazioni di integratori, cosmetici funzionali, medicai device e repellenti per insetti; stiamo seguendo anche progetti per la funzionalizzazione di materiali per applicazioni biomedicali, sperimentazioni cliniche e nuovi approcci di skin care e skin therapy”.


I progetti per il futuro: “Abbiamo sui desktop diversi progetti: uno molto ambizioso è quello di BioPrinting mirato all'uso della stampa 3D per la rigenerazione della pelle,  in partnership con il Tecnopolo di Mirandola, con l'ospedale Bambin Gesù e con una nota azienda biomedicale”.



Sede a Campogalliano, un dipendente stabile effettivo cui si aggiunge una rete di consulenti e collaboratori, Ophera srl è stata fondata nel 2011 assieme a due società consociate TydockParma al 20% e FinOllm al 20%. La titolare è la dottoressa Luisa Pecorari, socia di maggioranza, amministratore e direttore Ricerca e sviluppo. Ophera ha un fatturato globale che nel 2017 è stato di 193 mila euro, il 220 per cento in più rispetto al 2016 (60 mila euro). Gli investimenti in ricerca e sviluppo costituiscono il 25% del giro d’affari. Il fatturato estero è sui 15 mila euro, il 50% rispetto al 2016 e rappresenta il 7,7% del giro d'affari complessivo. Il principale mercato estero è la Gran Bretagna, ma è in corso il debutto in Cina. 

Leggi l'intervista integrale e guarda la videointervista a Luisa Pecorari sul Resto del Carlino Modena

Scarica l'articolo dal sito di Confindustria Emilia Area Centro - Premio Mascagni edizione 2018