ARGOMENTO:

Interviste

  1. Cavalleretti group è la classica azienda rappresentativa dell’Emilia-Romagna: ottimamente strutturata anche se non particolarmente grande, fortemente innovativa, professionalizzata al massimo e guidata da un titolare che fa l'imprenditore da quando aveva i calzoni corti. Luca Pozzati ha la passione per la meccanica e nel ferrarese, esattamente a Brazzolo, ha realizzato nuove macchine innovative per l'agricoltura biologica.


  2. Ha mezzo secolo di vita Vibrobloc, fondata da Romano Scaglioni a Montese, sull' Appennino modenese. Cinquant'anni di espansione parallela all'evoluzione del mercato, fino a diventare leader nella produzione di strutture in legno. Dalla fine degli anni ’90, con l'installazione di un moderno centro taglio a controllo numerico e un efficiente ufficio tecnico e commerciale, Vibrobloc entra di diritto tra le aziende del settore più strutturate in Emilia-Romagna. Il volume d'affari, triplicato in pochi anni, è tuttora garantito da quella che è stata progressivamente una naturale diffusione e conoscenza del marchio.

  3. La passione per la cucina è nel dna della famiglia Po di Carpi, nel modenese, arrivata oggi alla terza generazione nella produzione di cucine. Dopo aver acquisito esperienza nella fabbrica del nonno, la storica Angelo Po, nel 1999 il nipote Auro Po, assieme ai fratelli Francesca e Attilio, fondò la Steel, specializzata nella produzione di cucine domestiche nel segmento 'di lusso'. “È un segmento di alta gamma che è una nicchia nell'enorme settore dell'elettrodomestico. Il nostro cliente ama spendere tempo in cucina e non gli basta un normale piano di cottura”, spiega il titolare Auro Po.

  4. Nella Silicon Valley della Bassa modenese, secondo polo al mondo del settore biomedicale, che nemmeno il sisma di maggio 2012 è riuscito a scalfire sebbene passi alla storia come 'primo terremoto economico d'Italia', si crea il futuro dei farmaci anti-cancro. A farlo è Rigenerand, esempio di azienda innovativa nata dal connubio tra gli oncologi dell'Università di Modena e l'imprenditoria biomedicale, che da sola contribuisce al 2% del Pil nazionale. L'ad Giorgio Mari ne spiega la mission: ricerca, innovazione, produzione di farmaci e dispositivi in un settore in grande crescita come quello della diagnostica e delle terapie cellulari.

  5. È internazionale ma genuinamente emiliana l'atmosfera che si respira nella sede dell'eccellenza della sensoristica a Bologna messa in piedi nel 1979 da Marco Marziani e gestita dal fondatore, oggi, assieme alla figlia Elisabetta, che spiega: “Parlare di sensori significa parlare di alcuni componenti nevralgici delle macchine automatiche, quei piccoli ritrovati tecnologici che consentono le più diverse tipologie di monitoraggio. Produciamo solo una piccola parte di quanto vendiamo e il grosso del nostro business sta nell'intermediazione fra le grandi case produttrici e le tante aziende che, nella nostra regione, si occupano di automazione a vari livelli”.

  6. Riprende con Industrialbox l’ottava edizione del Premio Paolo Mascagni dedicato alle imprese che crescono. Le interviste usciranno ogni martedì sulle pagine regionali de “Il Resto del Carlino” e sul sito online del quotidiano. Industrialbox, azienda di Argelato, ha attraversato oltre 70 anni di storia e, sotto la direzione dell'attuale presidente e amministratore delegato, Carlo Gregori, ha saputo sfidare a testa alta un lungo decennio di crisi ed uscirne, ancora una volta, con le spalle più larghe di prima.

  7. Che cosa hanno in comune gli esplosivi, il vetro, la ceramica, i farmaci e i microchip? La risposta è semplice: sono polveri. E Rodolfo Albini, amministratore unico e fondatore dell’azienda di Calderara di Reno, ha trovato le tecniche più efficaci per movimentare tutti i prodotti allo stato polveroso: tubi e aria compressa. “Il procedimento è semplice anche se il settore è poco battuto”, spiega Albini, “e la mia idea, nata 25 anni fa, ha il pregio della possibilità di applicazione a una varietà di fatto infinita di produzioni”

  8. Essere pionieri nella ricerca su Botanicals originali con l'obiettivo di trasformarli in dispositivi medici, cosmetici o materiali innovativi, fino ad arrivare al Bioprinting della pelle in 3D. L'amministratore Luisa Pecorari racconta Ophera, la società che fa capo a un team di ricercatori con l'obiettivo di integrare e potenziare le applicazioni della biologia molecolare e della biotecnologia avanzata, per realizzare progetti e prodotti innovativi da sviluppare in alleanza con partner scientifici e commerciali.

  9. L’ultimo nato in casa Ferri si chiama Icut, un elegante trattorino, con tanto di cingoli, che in realtà è un porta attrezzi radiocomandato capace di gestire la manutenzione di argini e scarpate, a cominciare dallo sfalcio. Il perfetto esempio di cosa sia l’azienda di Tamara, fra Copparo e Ferrara: le radici nel passato (è stata fondata nel 1844) ma tutte le energie rivolte al futuro. Gisella Ferri è la titolare insieme al fratello Sandro e rappresentano la quinta generazione di questa famiglia, mentre la sesta è già pienamente in campo.

  10. Dalle aule universitarie a ingranaggio nevralgico della manifattura bolognese, con tutta la fierezza di chi ama definirsi ‘nerd’. Sono pur sempre giovani ingegneri informatici sfornati dalla fucina di Alma Mater, del resto, i ragazzi che lavorano in MindIT, la startup che, dalla sede condivisa di Alma Cube, si è ormai ritagliata un ruolo importante nel settore della manutenzione predittiva, fra clienti di rilievo e numeri in ascesa.

  11. Conserva la memoria, prima ancora di organizzare il lavoro, il piccolo ufficio della Lagos Srl di Pontecchio Marconi, affacciata da 50 anni sull’autostrada che porta a Firenze e polo di eccellenza nella produzione di articoli in gomma per le lavorazioni industriali. Dietro ai decenni di sudore e competenza, come spesso accade nella nostra città, c’è la passione di una famiglia, i Gennasi, con il nipote del fondatore, Davide, e sua madre, Maria Rosa Strocchi, a tenere alta la bandiera di casa.

  12. Il terremoto che nel 2012 devastò l’Emilia abbattendosi su decine di capannoni industriali fece crollare il cuore produttivo della loro azienda: un danno enorme, 14 milioni di euro. I Palmieri, storici produttori di salumi di San Prospero, arrivati alla terza generazione, non si sono persi d’animo. Il salumificio Mec Palmieri spa, specializzato nella produzione di mortadella, zampone, cotechino e stinco, non solo si è risollevato con le proprie forze (fisiche ed economiche) ma negli anni ha aumentato il fatturato arrivando a poco più di 28 milioni nel 2017. 

  13. Si respira aria di famiglia in questo polo di stampa, laminatura e decorazione di capi d’abbigliamento e accessori moda fondato nel lontano 1974 a Zola Predosa, patrimonio di due giovani imprenditori come Simone e Massimo Marra, informali nei modi ma sempre concentrati sul lavoro, che si stanno guadagnando con il sudore della fronte l’eredità quasi cinquantennale dei genitori. "Dopo il lungo apprendistato sotto l’occhio vigile di nostro padre Roberto, che con l’aiuto di nostra madre ha messo in piedi la fabbrica e ha affrontato decenni di rivoluzioni tecniche e e commerciali, l’ora è arrivata", spiega Simone Marra. "Da gennaio, con la loro pensione, i titolari diventeremo noi".

  14. Cinque generazioni. Molini Pivetti, che ha sede a Renazzo (Fe), è una realtà consolidata, a cavallo fra tradizione e futuro, con le radici ben piantate nella quotidianità. Alberto Pivetti e i tre figli Gianluca, Silvia e Paola ne hanno macinata tanta di strada in questi anni. Forti dei numeri di un'azienda storicamente sana, capace di adeguarsi alla realtà di un mercato che sta evolvendo ma anche alle tecnologie che nel frattempo sono pronte a stravolgere gli scenari.

  15. È possibile fare mercato in modo diverso? La risposta se la diede nel 2012 Luca Cocconi, ad di Ar-Co Chimica, con sede a Cavezzo, che quest’anno festeggia i 25 anni di attività da leader nel campo dei prodotti per la pulizia e sanificazioni industriali. Inventando le prime app per la vendita del prodotto a consumo. “Un po' come prendere l'auto a noleggio: l'obiettivo è offrire al mercato una linea di prodotti in monodose, che unita a un sistema di calcolo permette un diverso utilizzo dei detergenti chimici. Il 'pulito su misura' per hotel, alberghi internazionali, industrie, case di cura, ospedali”.

  16. La plastica negli ultimi decenni, nell'era dei polimeri complessi, ha trovato in provincia di Bologna una nicchia nella quale convivono tecnologia, efficienza e umanità. Il merito, nella fucina di ingegni imprenditoriali che prospera all'ombra delle Due Torri, è di capitani d'impresa come Abdon Paselli, titolare della Tecno-Plast di Sala Bolognese e fiero interprete di una ricetta che ha consentito alla sua azienda di sopravvivere alla crisi, attraverso un mix di innovazione e amore per la propria terra.

  17. Dlabmed è un centro medico privato nato a Bologna nel 2015 a partire da un'idea ambiziosa: sviluppare la risonanza magnetica del futuro non più con il paziente immobile, ma in movimento e in piedi. A distanza di tre anni, «la missione può dirsi compiuta» spiegano i soci ma la mission è tutt’altro che esaurita, con ulteriori progetti da realizzare.

  18. La personalizzazione più importante è quella dei prodotti. Ma non è l’unica. Appena si varca la porta di ingresso della Berma Macchine a Budrio, si notano una moto e una marcatrice meccanica. La moto è un’Aprilia del 1988: le due ruote sono la grande passione di Fabrizio Bergamini, il Ceo dell’azienda. La marcatrice è la prima ‘creatura’ della realtà bolognese.

  19. Tutto è cominciato in un garage a Osteria Grande. “Piccolino e ovviamente scomodo”, scherzano Valter e Massimiliano Golfieri, padre e figlio, da sempre compagni di viaggio in Cablotech. Insieme, hanno creato l'azienda e oggi ne sono rispettivamente general manager e responsabile della produzione. “L'idea ci è venuta nel 1993, che fu un anno di crisi. Volevamo creare una startup che potesse competere nel settore dei cablaggi”. La missione può dirsi compiuta, se si considera che quella che allora era una startup oggi è un'azienda affermata che fattura più di 5 milioni di euro con prospettive di crescita anche sui mercati internazionali.

  20. "Tra due o tre anni vorremmo diventare un punto di riferimento in Italia nel data management. Si può fare": a parlare è Fabio Ferrari, una massa di ricci, tanto entusiasmo e, come spiega lui stesso, un forte "intuito matematico" che l'ha spinto a imbarcarsi in questa avventura. Cioè Energy Way, una delle imprese più innovative nate sotto la Ghirlandina. "Quattro anni fa ho lasciato il posto da ricercatore che avevo all'università. Ma penso che per arrivare a Energy Way siano stati determinanti la musica, la passione per la matematica e la curiosità".