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Lorella Sovrani: "Paura ma tanta voglia di rinascere"

24/07/2020

Lorella Sovrani è la responsabile dell'amministrazione e della gestione del personale del maglificio Della Rovere, l'azienda che nel 1963, fra le Valli di Comacchio e la città di Ferrara, la famiglia Piovaccari aiutò a nascere. Le sue riflessioni, non scontate, sulla pandemia e sulla nuova normalità. 

Ti senti sicura sul posto di lavoro?
"Sì, senz'ombra di dubbio. Sin dall'inizio abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere fare dal punto di vista del controllo e della sicurezza in azienda. Ogni settimana facciamo una riunione per fare il punto della situazione e capire se ci sono criticità, problemi, questioni da chiarire nell'utilizzo dei protocolli e degli spazi in comune. A questo proposito abbiamo costituito un comitato, fatto di tre persone, per la Sicurezza e il rispetto delle normative. Abbiamo inoltre installato un termoscanner per la rilevazione della temperatura in ingresso". 

Casa-lavoro, lavoro-casa e poi?
"In questa fase così strana della nostra quotidianità, per certi versi rallentata e ovattata, mi piacerebbe poter dire di avere più tempo per me e per i miei familiari. Ma non è proprio così. Siamo tutti impauriti e dunque anche le relazioni interpersonali e famigliari ne risentono. La quantità non è sempre sinonimo di qualità. Anzi, direi quasi mai. Mio figlio vive e lavora sul lago di Como e per lui la situazione è ancora più complicata perché è impiegato nella filiera del turismo. Mi racconta che il flusso dei turisti è ancora esangue e tramortito. Mi auguro con tutta me stessa che le cose possano sistemarsi velocemente. Per i veri progetti sul futuro aspetto che questo virus sia debellato. Fino a quel momento navighiamo a vista. Che è più saggio e prudente". 

Com’è cambiata la tua Longastrino?
"Purtroppo, essendo un paese molto piccolo lo vedo ancora più isolato e senza opportunità per i più giovani. Due forni, un piccolo market, qualche bar in più ma senza avventori, senza i nostri anziani che si ritrovano per giocare a carte. Di recente ha chiuso anche l'ortofrutta". 

Le relazioni umane al tempo del Coronavirus. Più facili o più difficili i rapporti con i colleghi? 
"Direi più difficili. Ad ogni modo, come detto, avendo adottato protocolli, informazioni e misure di sicurezza per tempo, vedo tutti i miei colleghi tranquilli e ben organizzati". 

Che cosa conserverai di questa esperienza negli anni a venire?
"Tanta paura e sentimenti altalenanti. Quando sono al lavoro riesco a non lasciare l'immaginazione a briglia sciolta. Mi concentro sul mio obiettivo e sono tranquilla, sicura. La lunga sequela di decessi, immagini e dichiarazioni dagli ospedali in prima linea della Lombardia, soprattutto nei primi mesi dell'emergenza, però, è qualcosa che difficilmente cancellerò dalla mia memoria. Mi auguro che in autunno non ci sia una recrudescenza dei contagi".