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Viaggi Salvadori: "Così cambia il viaggio con il Coronavirus"

28/07/2020

Viaggio di piacere o viaggio di lavoro poco importa, il settore viaggi è assai provato. Lufthansa City Center (LCC) ha condotto un sondaggio volto a interrogare i viaggiatori riguardo le loro abitudini, per verificare se nella fase post Covid-19 ci saranno dei cambiamenti. Il sondaggio è stato diviso in due aree, Corporate e Leisure, e ha coinvolto due aree geografiche, Italia e mondo intero.    

I risultati di questa ricerca sono stati resi noti dalla storica Viaggi Salvadori di Bologna, l’agenzia IATA più vecchia al mondo, aderente a LCC, che nel 2019 ha festeggiato i 90 anni di attività.   

LCC è un’organizzazione internazionale composta da agenzie di viaggio, identificate dalla compagnia di bandiera tedesca Lufthansa. In Italia sono un pool di agenzie, capillarmente distribuite in tutta la penisola, che mette a disposizione uno staff di agenti qualificati e costantemente aggiornati nel gestire e pianificare i viaggi aziendali.   

A livello corporate, è emerso che nonostante il grande utilizzo di piattaforme online per svolgere video conferenze o call, i meeting face-to-face non verranno sostituiti da questi incontri virtuali. I viaggi d’affari, quindi, continuano ad essere di grande importanza. Anche in Italia solamente un 5% afferma di poter lavorare tramite call, mentre per il restante rimane fondamentale spostarsi e viaggiare. Sono risultati promettenti anche i piani di viaggio post Covid-19, dove il 53% prevede di tornare a viaggiare entro 3 mesi, il 34% entro 6 mesi e il restante entro 1 anno o più. Per quanto riguarda l’Italia, nel 2020 ci sarà una riduzione nel volume dei viaggi, mentre nel 2021 la maggior parte delle aziende prevede di tornare a viaggiare.   

Tra tutti gli intervistati, sia a livello mondiale che nazionale, il mezzo di trasporto principale rimane l’aereo, seguito dalla propria auto. Per quanto riguarda le travel policy, si prevede qualche cambiamento ma ancora c’è molta incertezza a riguardo. Sicuramente ci sarà un focus maggiore per quanto riguarda la sicurezza e le norme di igiene.    

A livello leisure è emerso che la voglia di viaggiare continua ad essere tanta e che la domanda aumenterà nei prossimi 3-6 mesi, tuttavia spendendo meno soldi rispetto all’anno scorso. La maggior parte sta pianificando un viaggio nel 2020: in Italia circa il 67% prevede di restare dentro i confini, mentre a livello mondiale solo il 34%, prediligendo viaggi negli stati confinanti (il 48% avrà questa tendenza infatti). Solamente una piccola parte prevede di fare viaggi intercontinentali e pochissimi non viaggeranno affatto (11% nel mondo, 4% in Italia).   

Molti degli intervistati non vede l’ora di viaggiare: il 36% ha intenzione di partire entro 3 mesi, il 32% entro 6 mesi. Per quanto riguarda l’Italia il 50% prevede di tornare a viaggiare entro 3 mesi, il restante riprenderà tra 6 e 12 mesi. La tendenza generale sarà quella di prediligere vacanze di circa una settimana. Rimane comunque alto l’interesse per promozioni last minute. Le vacanze in spiaggia e in città continuano ad essere molto popolari, seguite da vacanza in campagna e montagna. Per quanto riguarda i mezzi di trasporto, il 90% preferisce l’aereo alla propria auto. Sia a livello mondiale che nazionale si prevede che in caso di vaccino i viaggi riprendano allo stesso ritmo dell’anno scorso.     

"Personalmente, interpretando i risultati e vivendo giornalmente la realtà dell’ufficio", spiega Umberto Sassatelli Salvadori, ad di Viaggi Salvadori, "posso aggiungere che la parte più difficile al momento è la grande incertezza e continua mutevolezza delle condizioni di contorno. Intendo dire che le norme di ingresso nei Paesi esteri continuano a cambiare e a essere aggiornate quotidianamente, sia da un punto di vista amministrativo che sanitario e organizzativo. È estremamente difficile riuscire a pianificare a medio termine, più semplice invece pianificare a lungo termine grazie anche all’introduzione di alcune garanzie assicurative che coprono in caso di fermo amministrativo o negato accesso alla destinazione per motivi correlati al Covid".   

La voglia di evadere (leisure) e la necessità di viaggiare per lavoro (business travel) fanno  percepire una domanda in crescita che però viene bloccata per la difficoltà nel reperire informazioni, spesso contrastanti tra loro. "Ritengo che dobbiamo tutti imparare a convivere con questa nuova situazione presente a livello mondiale, consapevoli che il modo di intendere il viaggio, sia esso per lavoro o per piacere, sarà forzatamente diverso da come era prima", conclude Sassatelli Salvadori. "Non potremo più, nel breve, aspettarci le frequenze e le disponibilità di posti in aereo, treno o in strutture ricettive che esisteva prima del lockdown. L’offerta è senz’altro minore e soprattutto è difficile riuscire a modularla sulla domanda che al momento attuale è imprevedibile. Sono convinto comunque che il ruolo dell’Agente di Viaggio professionale non possa che risultare rivalutato da questa difficile situazione. L’importante è continuare ad investire, ancora più di prima in tecnologia e servizi al viaggiatore".