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Alce Nero presenta il primo bilancio di sostenibilità

27/05/2022

Nell’ambito della sesta edizione di Resilienze Festival, a Bologna, Alce Nero presenta il suo primo Bilancio di Sostenibilità, documento che descrive non solo i principali impatti economici, sociali ed ambientali dell’azienda, ma anche le peculiarità del suo modello imprenditoriale, da sempre improntato a uno sviluppo sostenibile.

L’evento, dal titolo Biologico è sostenibile?, vede la partecipazione di Arturo Santini, Presidente di Alce Nero, Erika Marrone, Direttrice Qualità, Ricerca & Sviluppo, Filiere Alce Nero, Massimo Monti, Amministratore Delegato dell’azienda e Giovanni Dinelli, Professore ordinario del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari all’Università degli Studi di Bologna. A moderare, Tommaso Perrone, Direttore di LifeGate. Perché questo importante documento risultasse confrontabile e consultabile da tutti, Alce Nero ha scelto di redigere il report seguendo regole riconosciute dello standard GRI. Per la sua realizzazione è stata fondamentale la collaborazione con tutti i settori, dalle Direzioni alle Funzioni aziendali Qualità, Marketing, Vendite, Logistica, Acquisti e Risorse Umane.

Dal 1978, anno della sua fondazione, Alce Nero reputa imprescindibile operare in modo sostenibile su tutti i fronti, considerando contemporaneamente la dimensione economica, quella sociale e quella ambientale ed il loro reciproco equilibrio. Questo è ancor più valido oggi, alla luce degli effetti del cambiamento climatico e dell’attuale contesto emergenziale internazionale, che vede imperversare la guerra in Ucraina, conflitto che sta generando gravi conseguenze umanitarie, ripercussioni sul mercato alimentare e sulla stabilità mondiale. Un momento in cui, viste le recenti dichiarazioni dell’Amministratore Delegato di Syngenta Erik Fryrward, il biologico si trova ancora una volta a doversi difendere e ricordare la sua natura di pratica agronomica sostenibile nel lungo periodo, per la terra e per le persone. 

Una visione lungimirante che Alce Nero ha nel proprio DNA fin dalla sua costituzione. “In Alce Nero la dimensione Sociale e quella Ambientale sono sempre state centrali e rilevanti, almeno tanto quanto l’imprescindibile (per ogni Azienda) sostenibilità Economica”, spiega Massimo Monti, Amministratore Delegato dell’azienda. “Abbiamo costruito un modello di business che coniuga un profondo rispetto per le Persone ed una grande attenzione per l’Ambiente che tutti noi ospita. Lavoriamo da tanti anni - con determinazione e passione - per portare sulle tavole di chi sceglie Alce Nero un cibo buonissimo, che nutre in modo corretto, fatto con materie prime eccellenti e coltivate senza veleni, nel rispetto dei territori e dei nostri agricoltori. Il nostro posizionamento è premium perché tutto quello che facciamo deve essere rispettoso e sostenibile; è così da quando esistiamo e non abbiamo intenzione di mollare, anzi. L’esperienza ci ha insegnato che serietà e coerenza, agite con costanza e senza compromessi, nel tempo pagano sempre: generano fiducia, rispetto, buona reputazione, legami forti. Generano quei valori solidi, tangibili e intangibili, comunque gratificanti, che sono il presupposto dell’unica via di crescita, e di ricerca di prosperità, oggi possibile ed accettabile: uno sviluppo che sia, appunto, realmente Sostenibile”.  

In questo primo anno di rendicontazione si è deciso di riferire il rapporto solo ad Alce Nero S.p.A. e non comprendere nel perimetro di analisi le Società controllate Alce Nero Fresco e Alce Nero Freddo, che commercializzano rispettivamente prodotti freschi e surgelati. Solo per citare alcuni numeri, Alce Nero nel 2021 è stata la prima marca in Italia per notorietà, con oltre 4 milioni di famiglie acquirenti e 71 milioni di fatturato. Ha servito 53 paesi, con un’offerta di 334 referenze, tutte biologiche, realizzate al 62% con materie prime italiane.

Tra queste, 31 nuovi prodotti e 32 referenze certificate Fairtrade. Rilevante è anche l’occupazione femminile registrata, con il 56% di collaboratrici. Queste e tante altre le informazioni contenute all’interno del documento redatto da Alce Nero, che compendia in modo molto strutturato e chiaro le sue realtà, partendo da una presentazione a 360 gradi dell’azienda, ed entrando poi nel vivo del tema principale, introdotto da un paragrafo dedicato all’idea di sostenibilità di Alce Nero.

“Sviluppo sostenibile vuol dire indirizzare le nostre vite e il nostro agire verso il proposito di una floridezza e di uno stato di bell-essere in cui le persone possano realizzarsi raggiungendo maggiore coesione sociale e benessere più equamente condiviso, nel rispetto fondamentale e imprescindibile dei limiti fisici e biologici del Pianeta Terra.
— racconta Erika Marrone Direttrice Qualità, Filiere e Sostenibilità — Per farlo è necessario comprendere il complesso sistema di interconnessioni che legano Uomo e Terra, abbandonando il modello economico che considera il capitale naturale come un mero paniere di beni da sfruttare e accettando l’idea, scientificamente condivisa a livello globale, che l’umanità, ancor prima della Terra, è essa stessa in pericolo. La nostra visione di sviluppo sostenibile rappresenta la dichiarazione di un impegno che, come il capo indiano da cui prendiamo il nome, cavalchiamo da oltre 40 anni: il nostro contributo alla necessaria inversione di rotta a salvaguardia delle generazioni future, come Impresa, come Gruppo di Imprese e come Persone verso un nuovo modello di “buen vivir”.  

L’impegno di Alce Nero, per il futuro, è coinvolgere sempre di più i propri produttori nel disegno condiviso di una visione agro-industriale italiana davvero trasformativa, sia per i produttori che per i fruitori. Per consultare il bilancio di Alce Nero: https://www.alcenero.com/pages/bilancio-di-sostenibilita-alce-nero.