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Il modello Emilia, le voci degli imprenditori a confronto

24/11/2022

Il secondo evento in presenza dopo la pandemia e dopo l’inaugurazione dello scorso 13 settembre con il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. Con un tema importante da sviscerare, alla presenza di una ottantina di imprenditori. È stato un pomeriggio di stimoli e riflessioni quello che è andato in scena ieri pomeriggio in via Bellinzona a Modena.

Al centro dell’incontro, un modo per riprendere i fili della vita associativa e per raccogliere il sentiment della comunità imprenditoriale modenese, c’era “Il modello Emilia si confronta”. Sul palco, il presidente di Confindustria Emilia Valter Caiumi, insieme a Franco Stefani (Modula e System Ceramics) e a Giuliano Carletti (Grandi Salumifici Italiani e Caseifici Granterre), si è misurato con le domande della giornalista corrispondente per l’Emilia-Romagna del Sole 24 Ore Ilaria Vesentini e con le sollecitazioni della platea.

L’Emilia, è emerso dagli interventi, è un territorio distintivo. Qui in Emilia c’è la tecnologia, ci sono le filiere e soprattutto c’è un mix unico di tradizione, capacità ed eccellenza.

Giuliano Carletti ha ricordato la sua appartenenza al comparto alimentare, un settore che spesso viene definito una old economy. Dai 75 milioni di euro di fatturato del 1985, l’azienda è passata a 1,3 miliardi di oggi. Tutto questo è avvenuto facendo sistema e massa critica all’interno dell’azienda, e intercettando così in modo via via più efficace la crescente domanda dei mercati all’estero.

Anche di intelligenza artificiale e del suo portato tecnologico si è parlato diffusamente nel corso dell’incontro. Alle nuove tecnologie, è opinione condivisa, occorre affiancare la comune matrice emiliana. L’operosità emiliana è frutto di un saper usare come nessun altro le mani. Testa creativa e mani sapienti, nuova linfa agli istituti tecnici e più fiducia nei confronti dei giovani: questa è la ricetta per il futuro del modello emiliano che hanno rilanciato i presenti.

Sull’importanza di managerializzare di più le imprese hanno insistito Caiumi, Carletti e Stefani in un secondo giro di tavolo. La famiglia è importante in azienda, protegge, conserva e trasferisce know-how. Occorre però al contempo affermare che i manager devono essere i benvenuti, specie se aiutano l’azienda a crescere dimensionalmente e a trovare nuovi mercati.

L’Emilia, è stata la conclusione, è vincente perché le sue aziende hanno introiettato l’abilità camaleontica del cambiamento in corsa. Muta lo scenario? Cambio strategia e mi adatto alle necessità dettate dalla contingenza. Il Covid e la guerra stanno, pur con tutte le difficoltà del caso, dimostrando proprio questo.

L’incontro di ieri
è l’inizio di un percorso che verrà riproposto a Modena periodicamente.