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Daniel Gros: "Ambiguità e incertezza politica, l'Italia spaventa gli investitori"

05/09/2018

"Scenario globale, europeo ed italiano": è questo il titolo della relazione con cui l'economista tedesco Daniel Gros, attuale direttore del Centre for European Policy Studies (CEPS), si è presentato alla platea degli industriali emiliani. 

Il suo intervento, che ha fatto seguito alla relazione di Alberto Vacchi, è stato un intervento improntato all'ottimismo. Secondo alcune proiezioni dell'Fmi, ha ricordato il professore, ci sarà nel 2019 una crescita dell'economia globale del 3,9%. Nei Paesi avanzati questa crescita sarà del 2,2%, nei Paesi emergenti del 5,1. 

Argentina e Turchia, con le loro rispettive turbolenze politico-economiche, non destano grave preoccupazione, perché "insieme valgono il 2% del Pil mondiale".

Europa a due velocità. La crescita dell'Italia appare abbastanza solida, nondimeno non allineata agli standard di Germania e Francia. Sul fronte del commercio mondiale il gap si riduce notevolmente e il nostro Paese riprende a fare la lepre nei confronti della Germania. L'export teutonico nel periodo 2017-2021 crescerà del 4,8%, quello italiano del 4,5% e quello francese del 4,2%. In Italia però, alla crescita delle quote export non corrisponde un incremento del Pil. 

L'Europa arranca e la sua ripresa economica è lenta? Sarà anche lenta, ha chiosato Gros, ma è sicuramente solida e omogenea. Tra gli elementi di disturbo più ricorrenti ci sono le oscillazioni del petrolio e del tasso di cambio, ma non sono fattori decisivi. "La tartaruga europea marcia al suo passo".

La guerra commerciale di Trump.Il vero avversario di Trump non è l'Europa ma la Cina con cui c'è in gioco una primazia geostrategica ed economica. "Non è escluso che le imprese europee potrebbero essere avvantaggiate da questa rivalità, e comunque", ha rimarcato Gros, "in termini di politica commerciale il pericolo dazi degli Usa è contenuto".

Il mercato del lavoro. L'Europa sta accorciando le distanze dagli Usa. L'occupazione della zona euro non è meno dinamica e significativa di quella negli Stati Uniti. 

I mercati finanziari. Sull'Italia aleggia una nuova crisi che non è contagiosa per gli altri Paesi Ue: è un'infezione tutta italiana. Gli investitori esteri temono che la politica fiscale dell'attuale governo non sia sostenibile e che il governo, prima o poi, possa decidere di mettere l'Italia fuori dalla Ue.